Arrestato Valentino Gionta Jr.: era nascosto in casa

Valentino Gionta junior è stato arrestato a Torre Annunziata dopo venti giorni di fuga: era nascosto in un vano segreto sotto il pavimento della sua abitazione. Il 35enne era ricercato nell'ambito dell'inchiesta sullo scontro tra il clan Gionta e il IV Sistema, partita dalla violenta rissa al Maximall nel 2025.

Valentino Gionta junior è stato arrestato a Torre Annunziata dopo venti giorni di fuga. Il 35enne, destinatario di una misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sullo scontro tra il clan Gionta e il cosiddetto IV Sistema, è stato individuato dalla Polizia di Stato all’interno della propria abitazione.

Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Torre Annunziata lo hanno rintracciato nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Gionta junior si nascondeva in un vano ricavato sotto il pavimento, al quale si accedeva attraverso una botola nascosta e dotata di un sistema di apertura azionabile con telecomando.

Valentino Gionta junior arrestato dopo venti giorni di fuga

Gionta junior era sfuggito al blitz anticamorra del 5 ottobre 2026, quando la Polizia aveva eseguito nove misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Napoli.

Sette persone erano state destinatarie della custodia cautelare in carcere e due degli arresti domiciliari. Tra i destinatari della misura in carcere c’era anche Valentino Gionta junior, che in quel momento era però riuscito a rendersi irreperibile.

L’inchiesta riguarda una serie di episodi violenti riconducibili, secondo la ricostruzione investigativa, al contrasto tra esponenti ritenuti vicini al clan Gionta e al gruppo criminale denominato IV Sistema, attivo nel rione Penniniello di Torre Annunziata.

Le accuse contestate, a vario titolo e allo stato delle indagini, comprendono rissa, rapina, violenza privata, pubblica intimidazione con l’uso di armi, detenzione e porto di armi da sparo, con l’aggravante delle modalità mafiose.

Cosa è successo nel maggio 2025 al Maximall

Al centro dell’inchiesta c’è una violenta rissa avvenuta nella serata di domenica 18 maggio 2025 nei pressi del centro commerciale Maximall Pompeii, tra Pompei e Torre Annunziata.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, lo scontro sarebbe nato dalla presenza di giovani riconducibili ai due gruppi in un locale considerato sotto l’influenza dell’altra fazione. Quello che inizialmente poteva apparire come uno scontro tra giovani sarebbe quindi stato, secondo l’ipotesi investigativa, un episodio inserito nella contrapposizione tra il clan Gionta e il IV Sistema.

Già nelle ore successive ai fatti, nel maggio 2025, le forze dell’ordine avevano collegato la rissa a una successiva “stesa” a Torre Annunziata. Le prime ricostruzioni dell’epoca parlavano di una notte di forte tensione tra giovani ritenuti vicini ai due gruppi.

Le ritorsioni dopo la rissa

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, lo scontro al Maximall non sarebbe rimasto un episodio isolato. Alla rissa sarebbero seguite ulteriori azioni ritorsive, tra cui una stesa nel rione Penniniello, considerato area di riferimento del IV Sistema, e intimidazioni armate nei confronti di persone ritenute vicine al gruppo rivale.

Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figura anche la presunta aggressione a un commerciante. Secondo l’accusa, l’uomo sarebbe stato preso di mira in più occasioni tra aprile e maggio 2025 e sarebbe stato aggredito e minacciato con l’obiettivo di costringerlo a chiudere il proprio bar.

Nell’episodio sarebbe stato coinvolto, secondo gli inquirenti, anche Marco Scognamiglio, 25 anni, conosciuto in passato come il cantante neomelodico Marco Marciano. Il giovane è stato sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito della stessa operazione.

L’inchiesta sullo scontro tra Gionta e IV Sistema

La ricostruzione della Dda parte quindi dalla rissa del maggio 2025 e arriva agli episodi successivi, considerati dagli investigatori come una serie di azioni finalizzate ad affermare la supremazia sul territorio.

Tra i destinatari delle misure cautelari figuravano diversi esponenti ritenuti appartenenti alle due fazioni. Valentino Gionta junior, figlio di Aldo Gionta e nipote dell’omonimo storico capoclan, era uno dei destinatari della custodia cautelare in carcere.

La sua cattura chiude, almeno sul piano della ricerca del principale destinatario ancora irreperibile, la fase iniziata con il blitz del 5 ottobre. Gli accertamenti sull’inchiesta proseguono.

Restano naturalmente da accertare nelle sedi giudiziarie le responsabilità individuali degli indagati, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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