Palazzo Fienga, demolita la torre del clan Gionta

A Torre Annunziata cade uno dei simboli più ingombranti della storia criminale della città. È stata demolita la torre di Palazzo Fienga, l’immobile confiscato alla criminalità organizzata e per anni considerato una delle roccaforti del clan Gionta. L’intervento rappresenta uno dei passaggi più significativi del progetto di trasformazione dell’area, destinata a diventare uno spazio pubblico per la comunità.

La demolizione della torre è stata eseguita dai militari del 21° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Garibaldi dell’Esercito Italiano, seguendo il cronoprogramma predisposto dall’Agenzia del Demanio e coordinato dal commissario straordinario, il prefetto Giuseppe Priolo. Le operazioni complessive erano iniziate il 9 aprile 2026.

Palazzo Fienga, il fortino del clan Gionta

Per decenni Palazzo Fienga ha rappresentato molto più di un edificio. Lo stabile, nel cuore del cosiddetto Quadrilatero delle carceri, era diventato un simbolo della presenza e del potere della camorra a Torre Annunziata.

Il bene è stato confiscato alla criminalità organizzata e lo sgombero dell’immobile è avvenuto nel 2015. Nel tempo Palazzo Fienga è stato associato alla storia del clan Gionta e al controllo criminale del territorio. Il Ministero dell’Interno lo ha descritto come un luogo dal quale il clan aveva esercitato un forte potere criminale sulla città.

Anche per questo l’abbattimento assume un significato che va oltre l’aspetto urbanistico. Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha definito l’intervento un simbolo del ripristino della legalità e della vittoria dello Stato sul potere della camorra.

Dalle mura della camorra a uno spazio per la comunità

Il progetto prevede che nell’area occupata da Palazzo Fienga nasca un parco pubblico attrezzato, accompagnato da uno spazio polifunzionale e dalla cosiddetta Piazza della Legalità.

L’obiettivo è restituire alla cittadinanza un’area che per anni è stata associata alla criminalità organizzata e che oggi è invece destinata a diventare un luogo di incontro, socialità e aggregazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle nuove generazioni, con la creazione di spazi verdi e di contesti dedicati alla crescita e alla socialità.

Il progetto di riqualificazione nasce proprio dalla volontà di trasformare un bene confiscato in una risorsa per il territorio. Secondo il Ministero dell’Interno, la futura Piazza della Legalità dovrà restituire alle famiglie e ai giovani di Torre Annunziata spazi che oggi mancano in quella parte della città.

Giancarlo Siani e il suo ricordo

Il progetto porta con sé anche un forte richiamo alla memoria di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985.

Nel maggio scorso, durante l’avvio ufficiale della demolizione, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva proposto di intitolare il nuovo spazio proprio a Siani. Una scelta dal forte valore simbolico, considerando il legame tra la storia del clan Gionta e l’omicidio del giornalista.

Il fratello di Giancarlo, Paolo Siani, aveva partecipato alla cerimonia di maggio sottolineando il significato di quel momento per la memoria del fratello. L’abbattimento di Palazzo Fienga è stato infatti presentato come un modo per cancellare fisicamente uno dei simboli del potere criminale e costruire, nello stesso luogo, un presidio di legalità.

Palazzo Fienga e il futuro di Torre Annunziata

La demolizione della torre rappresenta dunque un passaggio importante, ma il percorso non è ancora concluso. Il progetto prevede la trasformazione dell’intero compendio e la realizzazione della nuova area pubblica.

Il significato dell’intervento è racchiuso proprio nel cambio di destinazione di quello spazio: da luogo associato al potere della camorra a parco pubblico aperto alla cittadinanza.

A Torre Annunziata, dove Palazzo Fienga per anni ha rappresentato una presenza ingombrante e un simbolo della criminalità organizzata, le ruspe dell’Esercito stanno quindi lasciando spazio a un progetto completamente diverso: un’area verde, pubblica e accessibile, pensata soprattutto per le famiglie e per i giovani.

Un cambiamento urbanistico, ma soprattutto un messaggio di legalità: ciò che un tempo rappresentava il potere criminale viene progressivamente restituito alla comunità.

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