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Un turista tedesco avrebbe pagato 40 euro per una bustina venduta come cocaina nel centro storico di Napoli. Il narcotest ha rivelato che conteneva sale da cucina.
Gli studenti del liceo Cuoco-Campanella di Napoli ripuliscono la scuola dopo l’occupazione e lanciano un messaggio di civiltà: «Protestare significa anche rispettare». Un gesto che mette al centro il senso di responsabilità e la cura degli spazi condivisi.
Dopo l’occupazione, gli studenti del liceo Cuoco-Campanella si sono impegnati a ripulire gli ambienti scolastici. Un’iniziativa che accompagna la mobilitazione studentesca con un segnale concreto di attenzione verso la scuola e la comunità che la vive ogni giorno.
Il gesto sottolinea l’importanza di preservare gli spazi comuni, indipendentemente dalle ragioni della protesta. La scuola, infatti, è un luogo di formazione e confronto, ma anche un patrimonio condiviso che richiede cura e rispetto.
Il messaggio scelto dagli studenti è chiaro: esprimere il proprio dissenso non significa rinunciare al rispetto degli ambienti e delle persone.
La pulizia dopo l’occupazione diventa così un’occasione per ribadire che la partecipazione e la protesta possono accompagnarsi al senso civico. Un principio che richiama il valore della responsabilità individuale e collettiva nella vita scolastica.
L’iniziativa del Cuoco-Campanella porta quindi l’attenzione anche sul modo in cui gli studenti scelgono di vivere la propria mobilitazione: non soltanto attraverso le rivendicazioni, ma anche con gesti concreti di cura degli spazi condivisi.
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