Favasuli, parla il primo allenatore: «Era il primo a entrare»

Antonino Cassalia, primo allenatore di Costantino Favasuli, racconta a Radio Kiss Kiss Napoli la crescita del giovane talento, sottolineando l'importanza dell'umiltà e della fiducia nei giovani calciatori italiani. Un dialogo che apre riflessioni sul futuro del Napoli e della Nazionale.

L’impatto di Costantino Favasuli con il Napoli ha acceso i riflettori sul giovane esterno, protagonista prima in Champions League e poi in campionato con l’assist decisivo per la vittoria degli azzurri. A raccontare gli inizi del calciatore ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli è stato Antonino Cassalia, il primo allenatore di Favasuli, che lo ha seguito quando aveva tra i 12 e i 14 anni.

Il tecnico ha raccontato alcuni aspetti meno conosciuti della crescita del giovane azzurro, ricordando soprattutto la mentalità mostrata da Favasuli già ai tempi della scuola calcio.

Il primo allenatore di Favasuli: «Una grandissima soddisfazione»

Per Cassalia, vedere oggi Favasuli protagonista con la maglia del Napoli rappresenta una soddisfazione enorme. Il tecnico ha sottolineato il percorso compiuto dal calciatore e la capacità di imporsi anche ad altissimi livelli.

«È una grandissima soddisfazione per me, per tutto lo staff tecnico e per tutta la nostra società, ma soprattutto per Costantino, perché ha dimostrato anche ad altissimi livelli, in una piazza importantissima come Napoli, di poter fare benissimo. Siamo davvero super contenti per lui».

Parole che raccontano il legame tra il giovane calciatore e chi lo ha accompagnato nei primi anni della sua formazione. Il primo allenatore di Favasuli ha infatti avuto modo di conoscerne da vicino caratteristiche tecniche e personalità.

Favasuli, il primo allenatore: «Era il primo a entrare in campo»

Secondo Cassalia, alcune delle qualità che oggi permettono a Favasuli di competere ai massimi livelli erano già evidenti durante gli anni della scuola calcio. Non soltanto le doti tecniche, ma soprattutto la disponibilità al lavoro.

«Era il primo a entrare in campo e l’ultimo ad uscire. Ha sempre abbinato a doti tecniche eccezionali anche eccellenti capacità aerobiche e poi era accompagnato da quello che è l’aspetto per arrivare a determinati livelli, che è umiltà».

L’ex tecnico ha poi aggiunto: «È un ragazzo umilissimo e merita tutto quello che sta ricevendo».

Proprio l’umiltà viene indicata come una delle caratteristiche che hanno accompagnato Favasuli durante il percorso di crescita, dagli inizi nel settore giovanile fino all’arrivo nel calcio professionistico e alla ribalta con il Napoli.

Cassalia sul ruolo di Favasuli: «Può giocare quarto o quinto»

Nel corso dell’intervista si è parlato anche della posizione in campo di Favasuli. Il giovane calciatore può infatti essere utilizzato in più zone della fascia e ha dimostrato di sapersi adattare alle esigenze della squadra.

Cassalia ha ricordato quanto sia difficile stabilire il ruolo definitivo di un ragazzo quando ha appena 12 anni, ma ha spiegato quali caratteristiche emergevano già allora.

«Lui è stato in un’età adolescenziale nella nostra scuola calcio, quindi sa meglio di me che è difficile andare a definire il ruolo per un ragazzino di 12 anni».

Poi l’analisi sulle qualità del giocatore: «Le caratteristiche che ha lui, che abbina a questa forza straordinaria, a grandissime capacità tecniche, ieri ha vinto tre, quattro duelli in uno contro uno su corsie laterali, spazi davvero ridotti e dimostra una qualità clamorosa».

Per il suo primo allenatore, la duttilità rappresenta oggi un’arma importante: «Per me personalmente su questi livelli alti può tranquillamente giocare come quinto o come quarto».

Una caratteristica emersa anche nelle recenti partite del Napoli, dove Favasuli è stato impiegato in una posizione più avanzata e ha saputo offrire il proprio contributo anche lontano dal ruolo abituale di esterno.

Il primo allenatore di Favasuli sui giovani italiani

L’intervento di Cassalia ha poi allargato il discorso alla crescita dei giovani calciatori italiani. Secondo l’ex allenatore di Favasuli, il talento non manca, ma è necessario avere il coraggio di concedere spazio ai ragazzi e la pazienza necessaria per accompagnarli nel percorso.

«Ragazzi bravi li abbiamo anche qui, dobbiamo avere un po’ di coraggio nel farli giocare e anche un pochino di pazienza, perché l’errore fa parte del loro percorso di crescita».

Un concetto che Cassalia ha ribadito invitando a non giudicare troppo severamente i giovani dopo una singola prestazione negativa.

«Non andare a stare lì e mettergli la lente d’ingrandimento se poi un controllo o se fa una prestazione sotto tono. Bisogna incoraggiarli perché ne abbiamo e ne abbiamo davvero tanti anche qui in Italia».

Favasuli, dagli inizi alla consacrazione con il Napoli

Il racconto di Antonino Cassalia, primo allenatore di Favasuli, aggiunge quindi un elemento particolare alla storia del giovane esterno. Chi lo ha seguito nei primi anni ricorda infatti un ragazzo già molto determinato, disposto a lavorare più degli altri e dotato di qualità tecniche importanti.

Oggi quelle caratteristiche sono emerse anche con la maglia del Napoli. Dalla Champions League al campionato, Favasuli ha iniziato a ritagliarsi spazio e attenzione, confermando sul campo le qualità che il suo primo allenatore aveva già intravisto quando era soltanto un ragazzino.

Per Cassalia, però, la storia è ancora tutta da scrivere. E il consiglio rivolto al calcio italiano è chiaro: dare fiducia ai giovani, accettare i loro errori e avere la pazienza necessaria per permettere loro di crescere.

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