Antonio Gennaro: “Serve un progetto a lungo termine per rilanciare l’Italia. Pirlo prossimo Ct? Credo il favorito sia ancora Mancini”

Antonio Di Gennaro analizza con Valter De Maggio il successo della Spagna ai Mondiali e riflette sulle difficoltà del calcio italiano, sottolineando l'importanza di investire nei giovani e nei settori giovanili. Un confronto tra modelli e la speranza di una svolta con Maldini e Leonardo.

La puntata di oggi di Radio Goal  ha visto protagonista Antonio Di Gennaro, che ha condiviso le sue riflessioni sul successo della Spagna ai Mondiali e sulle difficoltà che il calcio italiano sta attraversando. Di Gennaro ha sottolineato l’importanza di un progetto a lungo termine e la necessità di investire nei giovani per rilanciare il movimento calcistico nazionale.

Il modello Spagna: un progetto vincente basato sui giovani

Antonio Di Gennaro ha espresso grande ammirazione per il percorso della Spagna, guidata da Della Fuente. L’ex CT dell’Under-21 spagnola ha saputo trasferire in nazionale maggiore il gruppo di giovani talenti che aveva già portato al successo europeo. Di Gennaro ha evidenziato come la Spagna abbia costruito un progetto solido, partendo dalle fondamenta e valorizzando i giovani provenienti dalle cantere e dalle academy. Ha citato esempi come Cubarsi, Pedri, Oiazabal e l’esplosione di Yamal, sottolineando la qualità e la freschezza della rosa spagnola. Secondo Di Gennaro, il segreto del successo risiede nella capacità delle società di far giocare i giovani e nella continuità del progetto tecnico, che permette di affrontare anche i momenti difficili senza perdere la rotta. La Spagna, infatti, ha saputo ripartire dopo le delusioni, investendo su un modello che oggi la porta a essere protagonista a livello mondiale.

Le criticità del calcio italiano: mancanza di investimenti e valorizzazione dei giovani

Nel suo intervento, Di Gennaro non ha risparmiato critiche al sistema italiano. Ha sottolineato come in Italia non si dia il giusto valore ai centri federali, alle academy e ai settori giovanili. “Non ci interessa a noi dei giovani”, ha affermato con franchezza, evidenziando come la presenza massiccia di stranieri nei campionati italiani abbia limitato le opportunità per i talenti locali. Di Gennaro ha auspicato una rivoluzione, magari guidata da figure come Paolo Maldini e Leonardo, per mettere al centro la tecnica individuale dei ragazzi e garantire loro spazio nei campionati. Ha ricordato come altri paesi, come Svizzera e Belgio, abbiano investito nei settori giovanili dieci anni fa, ottenendo una crescita costante. Secondo Di Gennaro, è necessario un cambiamento culturale e normativo, ma soprattutto la volontà di sedersi a tavolino e pianificare un progetto a lungo termine, anche a costo di aspettare diversi anni per vedere i risultati.

Il futuro della nazionale: tra Maldini, Leonardo e le possibili scelte per la panchina

Guardando al futuro, Di Gennaro ha espresso fiducia nelle capacità di Paolo Maldini e Leonardo, sottolineando la loro competenza e correttezza. Ha auspicato che possano avere il potere decisionale necessario per avviare una vera rivoluzione nel calcio italiano. Parlando della panchina della nazionale, Di Gennaro ha commentato le voci su Antonio Conte, Roberto Mancini e Andrea Pirlo. Ha riconosciuto che Pirlo ha meno esperienza rispetto agli altri, ma ha ricordato come la scelta del CT debba basarsi sulla mentalità e sull’idea di gioco che si vuole portare avanti. Ha citato l’esempio di Mancini, che nel 2018 ha saputo creare un gruppo vincente, culminato nel trionfo all’Europeo 2021. Secondo Di Gennaro, la priorità deve essere la costruzione di un progetto solido, capace di valorizzare i giovani e riportare l’Italia ai vertici del calcio internazionale.

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