Gianni De Biasi: “Il settore giovanile funziona, il problema è far giocare i ragazzi e gli allenatori hanno paura di rischiare”

Gianni De Biasi interviene su Radio Kiss Kiss Napoli e analizza il futuro della Nazionale italiana, tra la scelta del nuovo commissario tecnico e la valorizzazione dei giovani. Un confronto sulle difficoltà del calcio italiano e sulle possibili riforme per rilanciare il movimento.

Nel pomeriggio di Radio Kiss Kiss Napoli, Gianni De Biasi è intervenuto per discutere del futuro della Nazionale italiana di calcio. L’ex allenatore ha dialogato con Walter, affrontando temi come la scelta del nuovo commissario tecnico, la valorizzazione dei giovani e le difficoltà strutturali del calcio italiano. Un confronto ricco di spunti, che mette in luce le sfide e le opportunità per il movimento azzurro.

La scelta del nuovo commissario tecnico: tra nomi noti e possibili sorprese

A Radio Goal, si è parlato della ripartenza della Nazionale e della necessità di scegliere un nuovo commissario tecnico. De Biasi ha sottolineato come la decisione spetti a Maldini, Leonardo e Malagò, che dovranno valutare attentamente le opzioni disponibili. Si è discusso di una possibile corsa tra Conte e Mancini, ma De Biasi ha evidenziato che non è escluso l’inserimento di un terzo nome, come Stefano Pioli. Secondo De Biasi, le trattative non sono sempre lineari e dipendono da molti fattori: “Dipende da quali sono le richieste, da quali sono le esigenze, da quali sono i programmi, gli obiettivi, e quindi da chiarirlo insieme con grande tranquillità, c’è il tempo per poterlo fare”.

Il mister ha anche suggerito che, in assenza di un candidato ideale, Silvio Baldini potrebbe essere la persona giusta per guidare la Nazionale, grazie alla sua serietà e onestà. De Biasi ha ribadito l’importanza di affidarsi a persone capaci e con esperienza, sottolineando che la scelta dovrà essere fatta con intelligenza e determinazione.

Giovani talenti: il settore giovanile funziona, ma serve più coraggio

Un tema centrale della conversazione è stato quello dei giovani. De Biasi ha riconosciuto che il settore giovanile italiano funziona e che Maurizio Vicini ha svolto un ottimo lavoro negli anni. Tuttavia, il vero problema, secondo il mister, è la difficoltà a far giocare i giovani in prima squadra. “Hai fatica a far giocare un ragazzo. Perché? Perché il ragazzo farà esperienza sulla pelle dell’allenatore. L’allenatore non rischia, non vuole rischiare”, ha spiegato De Biasi.

Il confronto con altri paesi, come l’Inghilterra, è stato inevitabile: “Il Liverpool ha 18 anni, è bravo, ma che me ne frega che ha 18 anni, è bravo, lo compro e gioca, punto” ha dichiarato De Maggio. In Italia, invece, la cultura del risultato e la paura di sbagliare frenano l’inserimento dei giovani. De Biasi ha sottolineato che serve più fiducia negli allenatori e lungimiranza: “Se io credo in una persona, quella persona gli affido le chiavi di casa mia. Se non mi fido, non lo prendo”.

Esperimenti e modelli da seguire: il caso Como e le opportunità per i giovani

Nel corso della trasmissione, si è parlato anche di esperimenti virtuosi come quello del Como, dove giovani come Favasuli e Liberali hanno trovato spazio e fiducia. De Maggio ha elogiato il lavoro di Aquilani al Catanzaro e ha ricordato come in altri paesi, come la Spagna, ragazzi di 17 anni possano già giocare in Champions League. “Cubarsì, a 17 anni, giocava la Champions contro il Napoli”.

Secondo De Biasi, il calcio italiano deve imparare a dare più opportunità ai giovani, anche cambiando durante la partita se necessario: “Non è che per forze di cose devi tenere in campo un giocatore che in quel momento lì ha dato tutto. Cambi e fai giocare un altro in questa fattispecie. Se hai le opportunità e le opzioni, lo fai. Questo è il concetto”.

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