Marcolin: “Il DNA del Napoli è il 4-3-3. Gatti in difesa potrebbe fare la differenza”

Dario Marcolin interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per discutere delle strategie di mercato del Napoli, del possibile arrivo di Sebaios e delle scelte tattiche che potrebbero caratterizzare la prossima stagione degli azzurri.

Il futuro del Napoli si gioca tra strategie di mercato e scelte tattiche. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Dario Marcolin ha analizzato le possibili mosse della società partenopea, soffermandosi sulle trattative in corso e sulle idee di gioco che potrebbero caratterizzare la prossima stagione. Tra nuovi arrivi e possibili cessioni, il club sembra orientato verso una precisa identità tattica.

Il ritorno al 4-3-3: una scelta naturale per il Napoli

Durante l’intervento a Radio Goal, Dario Marcolin ha sottolineato come il modulo 4-3-3 sia nella storia e nell’identità del Napoli. Secondo Marcolin, “la storia del Napoli è il 4-3-3, il Napoli che vince i due Scudetti è un Napoli che giocava 4-3-3”. Questa scelta tattica non sarebbe solo una questione di tradizione, ma anche una conseguenza logica delle caratteristiche della rosa attuale e dei possibili nuovi acquisti. Marcolin ha evidenziato che il Napoli è “imbottito di esterni”, sia tra i giocatori già in rosa sia tra quelli che la società sta valutando di acquistare, come Sebaios. Il 4-3-3 permetterebbe di valorizzare al meglio i tre centrocampisti – Anguissa, Lobotka e McTominay – e di sfruttare la profondità degli esterni offensivi. Inoltre, Marcolin ha fatto notare come le squadre che vincono in Europa adottino spesso una difesa a quattro, rafforzando l’idea che questa sia la strada giusta anche per il Napoli.

Mercato Napoli: tra arrivi, cessioni e upgrade in difesa

Il mercato del Napoli è in fermento, con diverse trattative in corso sia in entrata che in uscita. Marcolin ha spiegato che l’arrivo di Sebaios potrebbe essere legato alla partenza di uno tra Lang e Neres, sottolineando come la società stia lavorando per trovare il giusto equilibrio tra acquisti e cessioni. Alcuni tifosi hanno espresso perplessità per non aver chiuso prima alcune operazioni, come quelle di Chila e Calahilli, ma il direttore De Maggio invita alla calma: “Aspettiamo, perché oggi magari uno dice: ‘ho capito però dovevano prendere Gila e khalaili’, sì, però se dovessero prendere, dico due nomi, Gatti e Dodò… mi sembrerebbe di poter dire che il Napoli fa un upgrade con Dodò e Gatti”. In particolare, l’eventuale arrivo di Federico Gatti dalla Juventus rappresenterebbe un salto di qualità per la difesa azzurra. De Maggio ha ricordato che Gatti è un giocatore che Allegri conosce molto bene e che potrebbe trovare a Napoli l’ambiente ideale per esprimersi al meglio, soprattutto in un sistema a quattro difensori. La possibilità di vedere anche Buongiorno, che “gioca meglio a quattro che a tre”, rafforza ulteriormente questa ipotesi, secondo Marcolin.

La gestione della rosa e la mentalità europea

Un altro tema affrontato da Marcolin riguarda la gestione della rosa in vista di una stagione ricca di impegni su più fronti. Secondo l’ex calciatore, “quando tu giochi su tre fronti deve uscire un prodotto, deve entrare l’altro prodotto che è uguale se vuoi essere forte”. In Champions League, la distinzione tra titolari e riserve perde di significato: “I titolari e i panchinari non ci sono più. Spalletti aveva ragione che diceva i titolari di un’ora e i titolari dell’ultima mezz’ora”. Marcolin ha anche svelato che Marianucci e Rafa Marin andranno in ritiro con il Napoli, e che solo in caso di una loro partenza si valuterebbe l’arrivo di Gatti. Il rapporto tra Gatti e Allegri è stato descritto come “straordinario”, mentre con Spalletti non sarebbe mai sbocciato del tutto. Questo dettaglio potrebbe incidere sulle scelte future del difensore.

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