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Stefano Sorrentino commenta le possibili scelte del Napoli tra Kovar e Vicario, sottolineando l’importanza della scuola italiana e le difficoltà di adattamento per i portieri stranieri.
Il centenario del Napoli è un’occasione speciale per ripercorrere una storia fatta di passione, emozioni e grandi protagonisti. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Mimmo Carratelli, Pietro Carmignani e Tonino La Palma hanno condiviso ricordi e aneddoti che raccontano l’anima di una squadra amata da generazioni di tifosi.
A Radio Goal Mimmo Carratelli ha ricordato alcuni dei presidenti e imprenditori che hanno segnato la storia del Napoli. Oltre ai nomi noti come Ferlaino e De Laurentiis, Carratelli ha voluto sottolineare il ruolo di Roberto Fiore, l’uomo che riuscì a portare Altafini e Sivori in azzurro. Fiore, pur non avendo grandi risorse economiche, riuscì a concludere l’acquisto di Altafini dopo una lunga trattativa con il Milan, che preferì cedere il giocatore al Napoli piuttosto che alla Juventus. Questo episodio, raccontato con dovizia di particolari, mette in luce la passione e l’abilità di chi ha guidato il club in momenti cruciali. Carratelli ha anche ricordato come la convivenza tra Altafini e Sivori, due campioni dal carattere forte, sia stata possibile solo grazie alla gestione attenta e intelligente dell’allenatore Vinicio.
Un altro tema centrale della puntata è stato il ruolo dei portieri nella storia del Napoli. Oltre a Meret, protagonista degli ultimi successi, sono stati ricordati Claudio Garella e Giuliano Giuliani, portieri degli scudetti passati, e Gedeone Carmignani, che per anni ha difeso la porta azzurra. Carmignani, collegato in trasmissione, ha raccontato alcuni momenti chiave della sua carriera e ha precisato alcuni dettagli sulle stagioni in cui il Napoli sfiorò lo scudetto. In particolare, si è soffermato sulla stagione in cui, dopo la cessione di Altafini e Zoff, la squadra perse il titolo a favore della Juventus. Carmignani ha sottolineato come la mancata vittoria in trasferta sia stata decisiva: “Non vincemmo una partita fuori casa, e non si può vincere un campionato così”. Questi ricordi mettono in evidenza quanto sia sottile il confine tra il sogno e la realtà nel calcio, e quanto ogni dettaglio possa fare la differenza.
La trasmissione ha offerto anche uno sguardo sulla vita privata e sulle relazioni tra i protagonisti del Napoli. Tonino La Palma ha raccontato con ironia e leggerezza la sua esperienza da calciatore e il rapporto con i tifosi e le fan. “Adesso faccio il nonno”, ha detto sorridendo, ricordando i tempi in cui era scapolo e molto popolare tra le sostenitrici. Gli aneddoti sulle inaugurazioni dei club e sulle amicizie nate fuori dal campo hanno mostrato il lato umano dei calciatori, spesso lontano dai riflettori. Un momento toccante è stato il ricordo di Donna Flora, moglie di Luis Vinicio, descritta da Carratelli come una figura carismatica e fondamentale nella vita dell’allenatore. Il racconto del loro incontro e del matrimonio a Napoli, con migliaia di persone in piazza, ha restituito l’atmosfera di un’epoca in cui il calcio era anche una grande storia di comunità e appartenenza.
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