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L’ex attaccante Mauro Esposito analizza la stagione del Napoli e sottolinea l’importanza di puntare sui giovani talenti italiani, durante un’intervista su Radio Kiss Kiss Napoli.
Pasquale Foggia, direttore sportivo del Pescara, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli in diretta dal Padelmania di Pescara ha affrontato diversi temi legati al calcio italiano, dal bilancio della stagione del Napoli alle prospettive future del Pescara, passando per riflessioni sul talento e sulla gestione delle squadre.
Durante l’intervista con Valter De Maggio, Pasquale Foggia ha commentato la stagione del Napoli, reduce da un’annata complessa ma comunque positiva. Secondo Foggia, “visto tutto l’insieme di problemi e problematiche che hanno avuto, credo che sia un anno comunque soddisfacente perché centrare la Champions è comunque un traguardo importante per una società”. L’ex calciatore ha sottolineato come, nonostante le difficoltà, il Napoli sia riuscito a raggiungere un obiettivo di prestigio. Tuttavia, non manca un pizzico di rammarico: “Con la squadra al completo secondo me potevano ambire a qualcosa di diverso”. Foggia ha quindi riconosciuto il valore del percorso fatto, ma anche le potenzialità inespresse a causa degli infortuni e delle difficoltà incontrate durante la stagione.
Uno dei temi centrali dell’intervista è stato il ruolo di Kevin De Bruyne nel Napoli. Foggia ha espresso un giudizio netto: “Per me mai perché l’ho detto quando il Napoli l’ha preso, rappresenta l’essenza del calcio perché il calcio è bello per quello che sa fare con la palla De Bruyne”. Secondo il direttore del Pescara, il talento puro di giocatori come De Bruyne non può essere messo in discussione, nonostante l’età o qualche infortunio. “Il calcio per me è di chi lo sa giocare”, ha aggiunto Foggia, ribadendo l’importanza di valorizzare chi ha qualità tecniche superiori. L’ex calciatore ha anche lamentato come, negli anni, in Italia si sia un po’ perso il gusto per il talento, a favore di altre priorità. “Il talento per me è l’attrezzo, il pallone, non altro. Oggi le priorità sono altre, a volte fai fatica arrivare a 90 minuti a vederti una partita di calcio”, ha concluso.
Riguardo al futuro di Antonio Conte sulla panchina del Napoli, Foggia ha spiegato: “I programmi non credo che cambieranno perché il Napoli ha sempre dimostrato negli anni di voler competere e Conte è un allenatore che vuole competere. È ovvio che è un allenatore esigente a 360 gradi e nel momento in cui magari c’è qualche frizione la società deve fare delle scelte”. Secondo Foggia, la continuità dipenderà dalla capacità della società di gestire le esigenze dell’allenatore e dell’ambiente.
Parlando dei playoff di Serie B, Foggia ha sottolineato l’imprevedibilità di questa fase: “Ai playoff favoriti non ce ne sono… il Palermo e il Monza sulla carta sono squadre più forti, più complete, ma arrivati a questo punto fare pronostici credo sia impossibile. Però sono legato Pippo (Inzaghi ndr.) e faccio il tifo per lui”. Infine, sul possibile ritorno di Lorenzo Insigne al Pescara, Foggia ha lasciato la porta aperta: “La porta nostra è aperta, sarà Lorenzo a decidere se voler continuare o meno”.
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