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Nevio Scala, ex allenatore di Parma e Borussia Dortmund, riflette su Radio Kiss Kiss Napoli sulla crisi del calcio italiano, il cambiamento dei valori nel mondo del pallone e le differenze tra il calcio di ieri e quello di oggi.
Walter Sabatini è stato ospite di Radio Kiss Kiss Napoli per una lunga intervista in cui ha affrontato diversi temi legati al calcio italiano. Dalla situazione della Nazionale alle prospettive future per la FIGC, Sabatini ha offerto spunti di riflessione e qualche battuta, mantenendo sempre un tono diretto e sincero.
Durante l’intervista, Walter Sabatini ha affrontato il tema della crisi della Nazionale italiana, sottolineando come il problema non sia solo legato ai commissari tecnici che si sono succeduti negli ultimi anni. “Abbiamo cambiato molti CT, da Ventura a Mancini, Spalletti, Gattuso, ma il risultato non è cambiato”, ha ricordato il direttore Valter De Maggio. Sabatini ha risposto con una riflessione storica, citando l’episodio di Fabbri ai Mondiali in Inghilterra e la famosa sconfitta contro la Corea, per evidenziare come la pressione sulla Nazionale sia sempre stata enorme. “La nazionale è un gravame incredibile. Io sentivo l’agitazione straordinaria di Spalletti in quell’epoca, perché Spalletti agiva come un CT patriota, lui pensava all’Italia”, ha spiegato Sabatini, sottolineando come il senso di responsabilità sia spesso schiacciante per chi guida la squadra azzurra. Secondo Sabatini, il calcio è “una tragedia perché è molto godibile solo in determinati momenti, ma in altri momenti è veramente una tragedia che ti cambia la vita. È crudele. E la rende triste, la rende insopportabile”. Parole che mostrano quanto sia difficile gestire le aspettative di un intero Paese e quanto le sconfitte possano pesare su tutti, dai tecnici ai collaboratori.
Un altro tema centrale dell’intervista è stato il futuro della Federazione e la necessità di cambiamento ai vertici del calcio italiano. Alla domanda su chi vedrebbe bene come presidente federale, Sabatini ha preferito non esporsi: “In questa diatriba non voglio contribuire perché c’è già tanta confusione e tanta gente che parla. Mi pare improprio che un professionista si metta a sparare opinioni”. Ha però riconosciuto che il gesto di Gravina, così come quello di Gattuso, è stato “molto apprezzabile perché la gente parla sempre di dimissioni e poi non si dimette nessuno”. Sabatini ha sottolineato come la situazione sia delicata e che la Nazionale sia “una cosa da prendere con le pinze”, perché coinvolge emotivamente tutti gli italiani, anche chi non segue abitualmente il calcio. “So che ci sono molti dirigenti in gamba, so che ci sono molti allenatori che possono aspirare legittimamente a fare il cittino, ci penseranno altri. Io sto zitto, non esprimo opinioni neanche ovunque, è tutto molto difficile e non voglio complicare la vita delle persone”, ha concluso, mostrando rispetto per il momento di crisi e per chi dovrà prendere decisioni importanti.
Nella parte finale dell’intervista, si è parlato anche del futuro della Juventus e delle voci che vorrebbero Luciano Spalletti vicino al rinnovo con la panchina bianconera. Il conduttore ha scherzato chiedendo se il mercato della Juve lo stesse facendo proprio Sabatini, visto che tra i nomi circolati ci sono giocatori come Ederson e il portiere Alisson, entrambi portati in Italia proprio dal dirigente. Sabatini ha risposto con ironia: “No no. Con Alisson certamente va sul sicuro. Ederson è un ragazzo di rendimento che è molto migliorato in questi due anni e quindi mi pare una scelta legittima, ma io non voglio neanche esprimere queste opinioni sul mercato”. Ha poi aggiunto che la Juventus dovrà “certamente migliorare in attacco, integrare un pochino di più e meglio il centrocampo. Devono fare molte cose, quindi ci penseranno i professionisti. Spero che Luciano abbia un’ultima parola per tutti”. Un commento che lascia intendere come il futuro della Juventus sia ancora tutto da scrivere, ma che le scelte dovranno essere ponderate e affidate a chi di competenza.
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