Mauro Berruto: “Conte alla guida della Nazionale sarebbe scelta felice ma non sufficiente”

Mauro Berruto, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, analizza la crisi del calcio italiano, sottolineando la necessità di una rifondazione strutturale e presentando la nuova legge per l'apertura delle palestre scolastiche. Un confronto tra sport, governance e opportunità per i giovani.

Il pomeriggio su Radio Kiss Kiss Nspoli si è acceso con l’intervento di Mauro Berruto, ex commissario tecnico della Nazionale di pallavolo e oggi parlamentare. Berruto ha affrontato temi cruciali per il futuro dello sport italiano, dal calcio in crisi alla nuova legge sulle palestre scolastiche, offrendo spunti di riflessione e proposte concrete per rilanciare il settore.

Crisi del calcio italiano: serve una rifondazione profonda

Durante la trasmissione, Mauro Berruto ha risposto alle domande sulla situazione attuale del calcio italiano, partendo dalla proposta di Michele Padovano di affidare la ripartenza ad Antonio Conte. Pur riconoscendo che sarebbe “certamente una scelta felice”, Berruto ha sottolineato che non sarebbe sufficiente: “Il punto è una rifondazione che davvero porta da due cose. Una è una visione che naturalmente richiede anche dei tempi medio-lunghi e una un progetto, cioè delle azioni concrete che trasformano la visione in qualche cosa che si fa e si insegue poi quotidianamente”. Secondo Berruto, la crisi non si risolve solo cambiando allenatore, ma serve un cambiamento strutturale che coinvolga sia la Federazione che la Lega Calcio. Ha evidenziato come la presenza massiccia di stranieri di bassa qualità nelle squadre giovanili e di Serie A sia legata a scelte politiche e fiscali, come il “decreto crescita”, che ha favorito l’arrivo di giovani stranieri a basso costo a discapito dei talenti italiani. Berruto ha ribadito che “per fare una nazionale non servono 200 giocatori forti, ne servono una trentina, che però giochino in un campionato dove giocano anche i migliori stranieri”. Solo così, secondo lui, si può creare un ambiente competitivo che favorisca la crescita dei calciatori italiani.

Il ruolo della governance e la necessità di cambiamento

Berruto ha commentato anche le recenti dimissioni del presidente Gravina e la rescissione contrattuale con il commissario tecnico Rino Gattuso. Ha spiegato che “non basta, naturalmente, tagliare la testa di una persona che è ovvio che deve assumersi le sue responsabilità. Perché un campionato forte fa una nazionale forte. Una nazionale forte fa un campionato forte”. Ha poi fatto un parallelo con la pallavolo, sottolineando come il successo della nazionale sia stato possibile grazie alla presenza di grandi stranieri nel campionato italiano, che hanno alzato il livello e permesso ai migliori italiani di crescere confrontandosi quotidianamente con i più forti. Berruto ha inoltre sottolineato che il problema non è solo tecnico, ma riguarda anche la governance: “Non sono cambiati per decenni invece i dirigenti. E la governance del mondo del calcio”. Secondo lui, è necessario un cambiamento profondo che coinvolga tutte le componenti del sistema, dalla Federazione alla Lega, fino alle società sportive, per creare un ambiente più sano e competitivo.

Una nuova legge per lo sport: palestre scolastiche aperte anche oltre l’orario

Oltre al calcio, Berruto ha presentato una novità importante per lo sport italiano: la nuova legge che permette l’utilizzo delle palestre scolastiche anche in orario extracurricolare da parte delle associazioni sportive del territorio. “Non è una proposta di legge ma è diventata una legge”, ha precisato Berruto, raccontando che il provvedimento è stato approvato all’unanimità dal Senato. La legge prevede che, al di fuori delle attività scolastiche e delle iniziative programmate dalla scuola, le palestre tornino nella disponibilità dei proprietari – comuni, province o città metropolitane – che potranno così concederle alle società sportive locali. “Questo credo libererà delle palestre che purtroppo sono già poche in partenza ed è un dramma quando rimangono chiuse”, ha commentato Berruto. L’obiettivo è favorire la pratica sportiva tra i giovani, offrendo più spazi e opportunità, soprattutto in quelle zone dove le strutture sono carenti. Un passo concreto per promuovere lo sport di base e sostenere la crescita delle nuove generazioni.

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