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Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi racconta a Radio Kiss Kiss Napoli l’importanza del murale di Jorit e i progetti di riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona.
Jorit ha raccontato ai giornalisti il suo nuovo progetto di murales allo stadio di Napoli. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare uno dei luoghi più iconici della città in uno spazio di aggregazione, dove le persone possano emozionarsi e riconoscersi nei volti dei campioni che hanno fatto la storia del calcio partenopeo.
Jorit ha spiegato che l’idea alla base del progetto è quella di rendere lo stadio un luogo ancora più significativo per la comunità. “Mi piace l’idea che un papà può venire col figlio e dire ‘questi erano i campioni della mia generazione’, quindi il tifo come motivo di aggregazione in un’epoca sempre più dispersa, un motivo per stare insieme”, ha dichiarato l’artista. Per lui, lo stadio rappresenta un luogo di comunione e di emozioni, e il murale vuole celebrare proprio questo aspetto. La scelta dei volti raffigurati non è stata casuale: Jorit ha lanciato un sondaggio sui social, lasciando che fossero i tifosi a decidere chi rappresentare. “Non avrei mai voluto scegliere da solo perché sarebbe stata una responsabilità troppo grande”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza della partecipazione collettiva.
Durante l’intervista, Jorit ha sottolineato come il suo lavoro contribuisca anche alla riqualificazione urbanistica di alcune zone della città. “Sì, sicuramente lo stadio è abbastanza vecchiotto, va un attimo ripreso. Ovviamente provo a fare del mio, però credo ci sia bisogno di altro”, ha affermato. L’artista vede la street art e i murales come forme d’arte pubblica, accessibili e gratuite per tutti. “La bellezza della street art e dei murales è proprio il fatto che siano accessibili a chiunque. Arte pubblica, questa è la cosa più bella”, ha spiegato. Secondo Jorit, questo tipo di arte ha il potere di avvicinare le persone, soprattutto i giovani, e di sensibilizzare nuove generazioni all’importanza dell’arte come strumento di aggregazione e crescita sociale.
Jorit ha riflettuto anche sul rapporto tra calcio e arte, sottolineando come il tifo sia un elemento fondamentale della cultura napoletana. “A me piace molto la parte del tifo, il fatto che le persone vengono qui al di là dei calciatori, al di là dei presidenti, vengono per stare insieme, per emozionarsi insieme”, ha detto. Per lui, il volto dei campioni trascende la loro figura sportiva e diventa patrimonio della collettività. L’artista ha inoltre ricordato come Napoli sia una città ricca di personaggi iconici, da Maradona a Troisi, e come le sue opere cerchino di dare un respiro internazionale alla napoletanità, senza cadere negli stereotipi. Infine, Jorit ha raccontato che il progetto è stato completamente autofinanziato dalla sua fondazione e dai suoi collaboratori, sottolineando le difficoltà e l’impegno richiesti per realizzare un’opera di queste dimensioni. “Se dovessimo avere pure un supporto sarebbe ancora meglio. Non è facile, c’è il tempo, c’è tantissimo impegno, ci sono i materiali eccetera”, ha concluso.
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