Franco Carraro: “VAR a chiamata può essere una soluzione intelligente”

Franco Carraro, ex presidente FIGC, interviene a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli per discutere di VAR, riforma della gestione arbitrale e regole finanziarie nel calcio italiano, offrendo spunti su passato, presente e futuro del sistema calcistico nazionale.

Franco Carraro, ex presidente della FIGC, è stato ospite di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli per una lunga intervista con Valter De Maggio in cui ha affrontato temi centrali del calcio italiano. Dalla tecnologia VAR alle possibili riforme nella gestione degli arbitri, fino alle regole finanziarie che hanno segnato la storia di club come il Napoli, Carraro ha offerto la sua visione su questioni che animano il dibattito sportivo.

VAR nel calcio italiano: tra tecnologia e polemiche

Durante l’intervista, Franco Carraro ha espresso il suo punto di vista sull’introduzione e l’utilizzo del VAR nel calcio italiano. Secondo Carraro, l’iniziativa di introdurre il VAR, voluta da Tavecchio, è stata giusta e necessaria, soprattutto considerando la presenza massiccia di telecamere e la possibilità di rivedere ogni azione. “Diventa veramente ridicolo non aiutare l’arbitro”, ha dichiarato, sottolineando come la tecnologia sia ormai parte integrante dello sport. Tuttavia, Carraro ha riconosciuto che il protocollo VAR necessita di aggiustamenti, poiché le polemiche che continuano a sorgere sono il segnale che qualcosa va ancora messo a punto. Ha inoltre appoggiato la proposta di De Laurentiis di introdurre la “chiamata” per le squadre, ovvero la possibilità di chiedere la revisione di una decisione tramite VAR una o due volte a partita. Carraro ha specificato che questa soluzione dovrebbe essere adottata con dei limiti, per salvaguardare la continuità del gioco, ma ritiene che sia una strada intelligente da percorrere. Infine, ha ribadito che la decisione finale deve sempre spettare all’arbitro e che la tecnologia deve essere un supporto, non un sostituto del giudizio umano.

Riforma della gestione arbitrale: il modello europeo e il ruolo della FIGC

Un altro tema centrale dell’intervista è stato quello della riforma della gestione degli arbitri. Carraro ha ricordato che, dopo Calciopoli, la gestione delle designazioni arbitrali fu affidata all’associazionismo, una scelta che all’epoca rappresentò una novità ma che oggi appare superata. Secondo Carraro, è giunto il momento di rivedere questa formula, prendendo esempio da altri paesi europei dove la federazione mantiene un controllo diretto sugli arbitri. Carraro ha citato la Premier League come esempio virtuoso, sottolineando che un modello simile potrebbe funzionare anche in Italia. Secondo l’ex presidente FIGC, la riforma dovrebbe puntare a una maggiore professionalizzazione e trasparenza, senza però dimenticare l’importanza dell’esperienza e della competenza tecnica degli arbitri.

Regole finanziarie e il caso Napoli: coerenza e responsabilità

Nel corso della trasmissione, Carraro è stato interrogato anche sulle regole finanziarie che hanno portato al fallimento del Napoli e sulla disparità di trattamento rispetto ad altri club con situazioni debitorie simili. Carraro ha spiegato che il problema non sono i debiti in sé, ma la capacità delle società di garantire la conclusione del campionato. Ha ricordato di aver introdotto la Covisoc proprio per assicurare che chi inizia il campionato sia in grado di portarlo a termine, evitando così il rischio di falsare la competizione. “La cosa importante è che chi ha il via, arrivi pure all’arrivo”, ha sottolineato, aggiungendo che la stessa regola è stata applicata anche ad altri club come Catania, Fiorentina e Torino. Carraro ha difeso le decisioni prese dalla federazione, affermando che tutti i ricorsi presentati contro quelle scelte sono stati respinti e che la federazione ha sempre agito secondo le indicazioni dei tecnici. Ha infine auspicato che, nonostante la severità delle regole sia diminuita negli ultimi anni, si continui a garantire la regolarità e la sostenibilità del campionato, mettendo al primo posto la responsabilità verso il sistema calcio nel suo complesso.

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