Teatro San Carlo da brividi: Allegri si presenta al Napoli tra ambizione, ironia e commozione. ADL lancia lo stadio da 70mila posti

Si è aperta ufficialmente, nella maestosa e suggestiva cornice del Teatro San Carlo, l’era di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Una presentazione a tinte forti, condotta al fianco del presidente Aurelio De Laurentiis, del direttore sportivo Giovanni Manna, dell’amministratore delegato Andrea Chiavelli e del vice-presidente Edoardo De Laurentiis. Tra battute sul “corto muso”, la commozione privata del tecnico, la pianificazione tattica e i grandi annunci societari sul nuovo stadio, il Napoli del Centenario ha svelato il suo manifesto programmatico.

Ecco il resoconto completo e giornalistico della conferenza stampa.

Allegri: “Eredito il lavoro di Conte, qui per vincere nel Centenario”

L’impatto con il San Carlo e con l’affetto della città ha subito toccato le corde del tecnico livornese, che ha aperto la conferenza con un ringraziamento e un pizzico di scaramanzia, ricordando il suo predecessore:

“Buongiorno a tutti, per me è troppo tutta questa presentazione. È la prima volta che mi capita, ringrazio il presidente. Il Napoli eredita una squadra che sicuramente è abituata a lavorare; Antonio Conte ha dimostrato tutto il suo valore in carriera. Sono fortunato, è già la seconda volta che mi capita di ereditare una sua squadra, speriamo sia di buon auspicio. Sarà importante lavorare con serietà e cercare le basi per arrivare a marzo competitivi in tutte e tre le competizioni.”

Sulle voci di un possibile contatto con la Nazionale, Allegri ha smentito seccamente: “Sulla Federazione non ho avuto alcun contatto. Ho parlato col presidente De Laurentiis, con cui già anni fa sono stato vicino. Sono felice di essere qui”.

Dal “corto muso” al mercato: “Hojlund? Quest’anno l’ho preso”

Sollecitato sul dualismo tra bel gioco e pragmatismo, Allegri non si è discostato dalla sua celebre filosofia, esaltando però la duttilità degli interpreti in rosa:

“Il calcio è opinabile, è lo sport più bello al mondo perché è imprevedibile. Ho giocatori che possono esprimersi con più sistemi. L’importante è avere entusiasmo, voglia di sacrificarsi e lavorare. Se ho molti esterni a disposizione, giocheremo con gli esterni [ride, ndr].”

Nessuna polemica, invece, sul doloroso addio al Milan e sulle parole d’addio della proprietà rossonera:

“Non è questione di rivincita, ci sono annate che finiscono in un certo modo. Sono dispiaciuto per come è andata l’anno scorso e ringrazio chi ha collaborato con me al Milan. Non commento le parole della proprietà rossonera [le dichiarazioni di Cardinale su Amorim, ndr]. Ora inizia un’altra bella annata.”

Sul fronte mercato e sulla gestione dei singoli, in particolare per quanto riguarda i big che si aggregheranno più tardi a causa degli impegni con le nazionali, il mister preferisce aspettare il campo:

“Fino a quando non vedo e alleno i giocatori, dare giudizi è difficile. Lukaku e De Bruyne arriveranno il 5 agosto, mentre McTominay e Lang si aggregheranno prima. Hojlund? Al Milan lo volevo e l’ho scansato, quest’anno finalmente l’ho preso [ride, ndr].”

Incalzato sulla futura collocazione tattica di Kevin De Bruyne e sulle passate incomprensioni tattiche sollevate dal belga sotto la precedente gestione, Allegri ha smorzato i toni:

“Fatemelo prima allenare. Sicuramente sa giocare discretamente bene al calcio e questo è già un vantaggio. Fino all’infortunio è stato importantissimo per il Napoli, Conte lo ha utilizzato in maniera congeniale. Ma le valutazioni reali si fanno stando dentro lo spogliatoio.”

Il “caso” aziendalista e l’ippica: la commozione di Max

Definito spesso un tecnico “aziendalista”, Allegri ha rivendicato con orgoglio questa etichetta, spiegando il ruolo dell’allenatore moderno:

“Ringrazio il presidente per aver confermato questa cosa. Per alcuni è un’offesa, per me è un complimento. L’allenatore deve gestire il patrimonio della società, ovvero i giocatori, e portare risultati. La vera sfida oggi è essere competitivi e sostenibili al tempo stesso.”

Il momento più toccante della mattinata è arrivato quando si è passati a parlare di ippica, richiamata dal Corsiero del Sole presente sulla nuova maglia del Centenario, e del suo legame storico con De Laurentiis:

“Il cavallo sulla maglia l’ho notato subito [ride, ndr]. Col presidente ci conosciamo da tanto. Una volta, quando allenavo la Juve, mi telefonò a mezzanotte, prima di una sfida col Borussia… [il tecnico si commuove visibilmente interrompendo il discorso, ndr]. Fu una serata in cui mia mamma non stava bene… ma lui in quella telefonata mi chiese di comprare un cavallo. Sono fortunato. Col ds Manna abbiamo lavorato insieme alla Juventus, conosce i miei difetti e mi aiuterà a gestirli.”

Infine, una battuta sul suo passato da calciatore a Napoli (nella sfortunata stagione della retrocessione) e sui due scudetti sottratti agli azzurri quando sedeva sulle panchine rivali: “Se ritengo di dover restituire qualcosa alla città? Sono venuto apposta per questo”, ha risposto tra gli applausi della platea del San Carlo.

Istituzioni e Società: Manna blinda Vergara, Chiavelli e ADL annunciano il nuovo stadio

La conferenza ha vissuto momenti di grandissimo interesse anche sul piano societario. Il direttore sportivo Giovanni Manna ha blindato il futuro del giovane talento azzurro Antonio Vergara:

“Antonio in un momento di difficoltà ha dimostrato valori identitari importanti. È un prodotto del nostro settore giovanile che dà lustro al Napoli. Ha sposato un progetto a lungo termine e si è guadagnato tutto sul campo.”

La bomba della giornata riguarda però le infrastrutture. L’AD Andrea Chiavelli ha fatto il punto sul progetto del nuovo stadio nell’area Q8:

“Abbiamo effettuato un recente sopralluogo e l’attività di bonifica è in stato avanzato su circa il 50% dell’area. Abbiamo siglato una lettera d’intenti con Q8 in Italia, confermando il reciproco interesse a verificare la fattibilità del nuovo impianto. Il progetto lo abbiamo già pronto ed è del tutto idoneo a essere trasferito in quest’area. Siamo in una fase molto avanzata.”

A fargli eco, con i consueti toni ambiziosi, è stato il presidente Aurelio De Laurentiis, che ha svelato i dettagli numerici della nuova casa azzurra: “Sarà uno stadio da 70mila posti e 120 sky box”.

Il patron si è poi scagliato contro l’attuale sistema di gestione del calcio europeo: “In Europa siamo tutti marionette al servizio di UEFA e FIFA. Chi si arricchisce davvero sulle nostre spalle sono solo loro, basta guardare i loro bilanci”. Un De Laurentiis a tutto campo che ha poi chiuso la conferenza punzecchiando amichevolmente il suo nuovo allenatore, che aveva auspicato di rimanere in corsa per i trofei fino al 30 maggio: “Ti auguri la finale di Champions, allora!”.

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