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L’ex campione del mondo Franco Selvaggi, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, riflette sulla crisi della Nazionale italiana e propone soluzioni per il rilancio del movimento calcistico.
Il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, Renzo Ulivieri, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per discutere il momento difficile che sta attraversando il calcio italiano. Nel corso della trasmissione, Ulivieri ha affrontato temi come la gestione delle nazionali giovanili, le responsabilità della FIGC e le difficoltà nel promuovere i giovani talenti nelle prime squadre. Il dibattito si è sviluppato in un clima di autocritica e riflessione, con l’obiettivo di individuare le cause profonde della crisi e le possibili soluzioni per il futuro.
Renzo Ulivieri ha sottolineato come il problema principale del calcio italiano non risieda nei settori giovanili, che continuano a ottenere buoni risultati fino all’Under 21, ma nel passaggio dei giovani calciatori alle prime squadre. “Guardando i risultati delle nazionali giovanili, fino all’Under 21 che ieri sera è andata a vincere in Svezia 4 a 0, vuol dire che fin lì probabilmente stiamo facendo buone cose. Nel passaggio da lì alla nazionale e quindi prima della nazionale a cominciare a fare apparizioni nelle prime squadre, il discorso si blocca e bisogna saper rispondere a questa domanda, punto.” Ulivieri ha portato l’esempio di Vergara del Napoli che ha avuto la possibilità di mettersi in mostra solo a causa di numerosi infortuni nella rosa, evidenziando come spesso i giovani non vengano valorizzati se non in situazioni di emergenza. Secondo il presidente, è proprio in questo passaggio che il sistema mostra le sue maggiori criticità, e serve una riflessione profonda per capire come agevolare l’inserimento dei talenti italiani nel calcio professionistico.
Durante la trasmissione, è stato chiesto a Ulivieri cosa sia stato fatto negli ultimi dodici anni per migliorare la situazione del calcio italiano. Il direttore Valter De Maggio ha elencato una serie di riforme mai attuate: riduzione delle squadre, regole per far giocare più italiani e giovani, e maggiore presenza di persone di calcio come Roberto Baggio nei ruoli chiave. Ulivieri ha risposto che molte delle proposte avanzate non sono state realizzate anche a causa delle regole europee, che impediscono di limitare la presenza di stranieri nelle squadre. “Se noi facessimo regole, noi andremo contro le regole della comunità europea. Non le possiamo fare. L’unica cosa che potremmo fare è, ripeto, ma l’ho detto tante volte, un patto d’onore tra presidenti.” Ha inoltre ricordato che la presenza di proprietà straniere in molte società di Serie A rende ancora più difficile trovare un accordo condiviso. Ulivieri ha ribadito che la soluzione non può essere imposta dall’alto, ma deve nascere da una volontà comune di tutelare il calcio italiano, senza però violare le normative europee.
Un altro tema centrale affrontato da Ulivieri riguarda il rapporto tra politica e calcio. Il presidente ha messo in guardia dal rischio di un’ingerenza politica troppo forte, che potrebbe portare l’Italia fuori da UEFA e FIFA, come già accaduto in altri paesi. “Abbiamo il dovere però di non far entrare la politica dentro il calcio. Perché come la politica entra dentro il calcio, che vuol dire governo, eccetera, noi si va fuori dall’UEFA e dalla FIFA.” Ulivieri ha riconosciuto che il momento è difficile e che serve il coraggio di valutare con obiettività ciò che funziona e ciò che va cambiato. “Dobbiamo valutare sempre e in modo obiettivo se facciamo qualcosa di giusto e se facciamo qualcosa di sbagliato. Correggere quello che facciamo di sbagliato e andare avanti con quello che pensiamo di giusto.” Secondo Ulivieri, la rifondazione del calcio italiano deve partire da un’analisi lucida e condivisa, senza cedere alla tentazione di trovare un unico colpevole o di affidarsi a soluzioni semplicistiche. Solo così sarà possibile restituire competitività e credibilità al movimento calcistico nazionale.
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