Paolo Bonolis: “Il campionato è ancora lungo, il VAR crea confusione. Il Milan? Con un tiro in porta fa sempre tre punti”

Paolo Bonolis, intervistato da Valter De Maggio a Radio Kiss Kiss Napoli, commenta Inter-Napoli e il ruolo del VAR nel calcio italiano. Il conduttore sottolinea l'importanza della buona fede arbitrale e invita a godersi il campionato senza eccessive polemiche.

Paolo Bonolis è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della sfida tra Inter e Napoli e del tema sempre attuale del VAR nel calcio italiano. Bonolis, tifoso interista, ha offerto una visione lucida e appassionata sia sulla lotta scudetto che sulle polemiche arbitrali, invitando tutti a vivere il calcio con maggiore serenità.

Inter-Napoli: una sfida importante ma non decisiva

Durante l’intervista con Valter De Maggio a Radio Goal, Paolo Bonolis ha commentato il valore della partita tra Inter e Napoli, sottolineando come, nonostante l’attesa e l’importanza della sfida, il campionato sia ancora lungo e ricco di variabili.
«Vale tre punti, amico mio. Vale tre punti o un punto a testa, questo vale. Non è che valga di più. Guarda che il cammino è lungo, comunque vada, il percorso è ancora molto lungo», ha dichiarato Bonolis.

Secondo il conduttore, la partita è sicuramente affascinante per i tifosi, ma non sarà decisiva per le sorti del campionato. Bonolis ha ricordato che ci sono ancora molte partite da giocare, la Champions League che può togliere energie alle squadre coinvolte e il Milan che, a suo dire, «con un tiro in porta fa sempre tre punti». Il conduttore ha anche sottolineato come il Milan, non avendo impegni europei, possa avere un percorso facilitato, ma resta convinto che Inter e Napoli siano superiori. In sintesi, Bonolis invita a non enfatizzare eccessivamente la singola partita, ma a godersi un campionato ancora tutto da vivere.

Il VAR: tra aspettative e confusione

Uno dei temi centrali affrontati da Bonolis è stato quello del VAR e del clima attorno al mondo arbitrale. Il conduttore ha riconosciuto che l’errore umano fa parte del gioco, ma ha espresso perplessità sull’uso attuale della tecnologia:
«Hanno messo a disposizione del pubblico un meccanismo che è diabolico. Nel momento in cui l’errore viene commesso da chi, potendo vedere tutto in maniera raffinata, ingigantita e perfetta, continua comunque a sbagliare… allora è normale che uno si arrabbi».

Bonolis ha spiegato che il VAR, invece di chiarire le situazioni, spesso genera ulteriore confusione tra tifosi e addetti ai lavori. Ha portato l’esempio di un rigore non dato alla Lazio contro il Milan, sottolineando come le spiegazioni degli arbitri a volte risultino poco convincenti. Secondo Bonolis, il VAR dovrebbe intervenire solo su episodi davvero macroscopici e non su ogni dettaglio, per non snaturare il gioco e non esasperare gli spettatori.
«Io lascerei che l’arbitro faccia quello che deve fare, indovinando e sbagliando, mettendo tutti sul piano della buona fede», ha aggiunto.

Il calcio tra passione e polemiche: l’invito di Bonolis

Nel corso dell’intervista, Bonolis ha ribadito l’importanza di vivere il calcio con passione ma senza lasciarsi travolgere dalle polemiche. Ha sottolineato come il bello dello sport sia anche nell’imprevedibilità e negli errori, invitando a non cercare sempre retropensieri o malafede dietro le decisioni arbitrali.
«Lo sport dovrebbe essere questo, ok? Ci saranno errori, come è sempre stato. Ma se il VAR deve intervenire, che lo faccia davvero su cose macroscopiche che possono sfuggire a un arbitro, ci mancherebbe altro. Invece qui interviene in continuazione anche su cose banalissime», ha affermato riferendosi al gol annullato a Højlund.

Bonolis ha concluso con un messaggio ironico sul calcio:
«Godiamocelo. Finché resta bello e ci strappa un sorriso è una grazia. Se poi deve farci arrabbiare, allora è meglio andare al cinema».

Un invito chiaro a tutti gli appassionati a non perdere di vista il piacere di seguire il calcio, senza lasciarsi sopraffare dalle polemiche e dalle tensioni.

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