Bagnoli, chiazze oleose in mare durante i dragaggi: cosa succede

Chiazze oleose e materiale maleodorante sono comparsi nelle acque di Bagnoli durante i lavori di dragaggio. Il fenomeno ha riacceso il confronto sulla situazione ambientale dell’area di Bagnoli-Coroglio.

I lavori interessano i fondali davanti alla colmata. Le operazioni rientrano nel più ampio progetto di bonifica e rigenerazione di Bagnoli. L’area ospiterà inoltre alcune strutture legate alla 38ª America’s Cup, in programma a Napoli nel 2027.

Bagnoli, chiazze oleose durante i lavori

La comparsa del materiale oleoso è avvenuta durante le attività sui fondali. Il subcommissario alla bonifica di Bagnoli, Filippo De Rossi, ha spiegato che il fenomeno riguarda materiali presenti nei sedimenti.

Secondo De Rossi, i lavori stanno interessando un’area con una contaminazione storica dei fondali. Il dragaggio può quindi portare in superficie materiali presenti nei sedimenti.

Il subcommissario ha inoltre parlato di quantità limitate di materiale oleoso. Le operazioni proseguono sotto il controllo degli enti competenti.

Arpac monitora l’area di Bagnoli

Sul caso è intervenuta anche Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania.

L’agenzia sta monitorando le condizioni della colonna d’acqua e dei sedimenti interessati dai lavori. I controlli riguardano anche le altre matrici ambientali coinvolte nelle operazioni.

Secondo quanto riferito dalle autorità, gli idrocarburi non avrebbero raggiunto le aree esterne al cantiere. Il materiale oleoso resta quindi confinato nella zona interessata dai lavori.

Gli operatori utilizzano inoltre panne assorbenti per raccogliere il materiale. I tecnici provvedono poi alla caratterizzazione dei materiali e alla loro gestione secondo le procedure previste.

Esposto in Procura sulle chiazze oleose

La vicenda ha comunque alimentato nuove polemiche. Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli.

L’associazione chiede accertamenti sulle attività di dragaggio e sulla presenza di materiale oleoso nelle acque. L’esposto riguarda anche la gestione dei fanghi e dei materiali emersi durante i lavori.

Il confronto resta quindi aperto. Da una parte, le autorità spiegano che il fenomeno riguarda sedimenti contaminati presenti storicamente nell’area. Dall’altra, le associazioni chiedono ulteriori verifiche sulle conseguenze ambientali delle operazioni.

Bagnoli, i lavori verso l’America’s Cup

Il dragaggio rappresenta una delle attività previste nel programma di bonifica e rigenerazione di Bagnoli-Coroglio.

I lavori sui fondali serviranno anche a preparare l’area in vista della Coppa America 2027. Napoli ospiterà infatti la 38ª edizione della competizione velica.

Il progetto interessa una delle aree più importanti del futuro sviluppo del quartiere. Per questo motivo, le attività ambientali e i controlli sui fondali restano al centro dell’attenzione.

Intanto, Arpac continua il monitoraggio della zona, mentre gli interventi di dragaggio proseguono.

Al momento, le informazioni diffuse dalle autorità non indicano uno sversamento di idrocarburi al di fuori dell’area di cantiere. Le verifiche continueranno durante lo svolgimento dei lavori.

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