Ottavio Bianchi, ex allenatore del Napoli, è stato ospite di Radio Kiss Kiss Napoli per commentare la sfida tra Napoli e Torino e discutere di calcio italiano e internazionale. Nel corso della trasmissione, Bianchi ha condiviso le sue opinioni sulla Serie A, la Premier League e il futuro dei giovani calciatori italiani, offrendo spunti interessanti e sinceri.
Il fascino della Premier League secondo Ottavio Bianchi
Durante l’intervista con Valter De Maggio a Radio Goal, Ottavio Bianchi ha ammesso di seguire con maggiore interesse il calcio inglese rispetto alla Serie A. “Mi interessa di più vedere i campionati stranieri tipo l’inglese che ormai tutti i migliori giocatori sono lì,” ha dichiarato. Secondo Bianchi, la Premier League offre un ritmo superiore e un calcio più intenso rispetto a quello italiano. “Tutto il ritmo, un ritmo tutto molto superiore al tic-tac e poi non fanno scene perché non sono ammesse dagli stessi tifosi le sceneggiate, giocano un calcio maschio molto severo ma molto dignitoso con un ritmo veramente importante,” ha spiegato. L’ex allenatore ha sottolineato come molti giocatori italiani fatichino ad adattarsi al campionato inglese proprio per queste caratteristiche.
Anche Massimo De Luca, intervenuto in trasmissione, ha condiviso questa visione, sottolineando come alcune partite della Serie A, come Roma-Juventus, abbiano raggiunto un’intensità simile a quella della Premier, ma restino episodi isolati. Bianchi ha ribadito che la qualità e il ritmo del calcio inglese sono difficili da eguagliare, anche per le risorse economiche e la presenza dei migliori talenti mondiali.
Napoli tra infortuni e cambiamenti: la stagione vista da Bianchi
Parlando della stagione del Napoli, Bianchi ha evidenziato le difficoltà incontrate dalla squadra a causa dei numerosi infortuni. “Il Napoli in questo periodo ha avuto parecchi infortuni e i giocatori nella rosa non sono tutti uguali anche perché spesso volentieri se ti manca qualche giocatore importante devi cambiare sistema di gioco,” ha spiegato. L’ex tecnico ha sottolineato come l’allenatore sia spesso costretto a reinventare la squadra, modificando assetti tattici e strategie in base alle assenze.
Giovani italiani e futuro: il pensiero di Bianchi
Un altro tema affrontato da Ottavio Bianchi è stato quello dei giovani calciatori italiani e della loro presenza nelle squadre di vertice. “A me piacciono quelli che sanno giocare, che poi guardano l’età. Io ho fatto giocare un sacco di giocatori giovanissimi anche perché il mio allenatore mi ha fatto giocare a 17 anni. Vuol dire che se uno vale, vale” ha affermato Bianchi, sottolineando l’importanza di dare spazio ai giovani talenti.
L’ex allenatore ha però evidenziato come nelle squadre di prima fascia italiane la presenza di giocatori italiani sia ormai ridotta al 30%. Secondo Bianchi, la forza economica della Premier League permette ai club inglesi di acquistare i migliori giocatori e allenatori del mondo, creando così un livello di spettacolo e qualità difficilmente raggiungibile dagli altri campionati. “Se ci sono i migliori maestri con i migliori solisti, è chiaro che ti danno una musica diversa dall’altra. Allora, se io posso scegliere, vado a vedere quello, non vado a vedere quelli che poi si faranno,” ha concluso Bianchi, usando una metafora musicale per spiegare la sua preferenza per il calcio inglese.