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Il Napoli si è allenato a Torino dopo la sfida contro la Juventus. Di Lorenzo e Olivera rientrano a Napoli per i controlli diagnostici. Differenziato per Hojlund e Milinkovic-Savic.
I numerosi infortuni che stanno condizionando la stagione del Napoli continuano ad alimentare interrogativi sulla preparazione atletica, sulla gestione dei carichi di lavoro e sulle condizioni dei campi di allenamento. A intervenire sull’argomento è stato il professor Luigi Febbrari, ospite di Valter De Maggio a Radio Goal, su Radio Kiss Kiss Napoli. Al centro del confronto, la necessità di individuare le possibili cause dei problemi fisici degli azzurri e di comprendere perché la situazione non sia migliorata nonostante i cambiamenti avvenuti nello staff tecnico e sanitario rispetto alla scorsa stagione. Febbrari ha insistito sull’importanza della prevenzione, invitando a non attribuire automaticamente le responsabilità a un singolo professionista, e ha espresso parole di stima nei confronti di Antonio Conte e Massimiliano Allegri.
Il professor Febbrari ha subito sottolineato come il problema degli infortuni non possa essere ricondotto esclusivamente al lavoro del settore medico, ricordando le polemiche della precedente stagione.
«È un problema che è sempre irrisolto. L’anno scorso hanno pensato che il problema fosse stato il medico. Questa è una cosa che non ho mai capito. Ma la prevenzione incomincia dal campo, quando fai allenamento».
Il professore ha spiegato che la prevenzione deve essere parte integrante della preparazione quotidiana e coinvolgere tutte le figure che lavorano con i calciatori.
«Il primo intervento preventivo si fa durante l’allenamento, poi c’è il resto della prevenzione: prima dell’allenamento, dopo l’allenamento, il rapporto con lo staff medico».
Valter De Maggio ha riportato l’attenzione su una questione già sollevata durante la gestione di Antonio Conte: le condizioni dei campi di allenamento del Napoli. Il conduttore ha ricordato le parole dell’ex tecnico, chiedendosi se la società sia intervenuta per risolvere le eventuali criticità.
«Io mi rifaccio a una frase di Conte dell’anno scorso, perché Conte non è uno che le manda a dire, te le spiattella in faccia: bisogna rifare i campi».
De Maggio ha quindi insistito sull’opportunità di approfondire il problema, citando anche la ditta Marrone, che si occupa dei terreni di gioco.
«Il Napoli ha la ditta Marrone, sono i numeri uno. Allora dico: ma perché? Che investimento sarà? Non lo so. Ma se Conte ha detto questa cosa, se qualcuno ci è tornato, tu hai il più bravo di tutti, faglieli rifare, perché sennò tra poco chi gioca? Landucci in porta, Allegri a centrocampo, Abruscato dello staff centravanti».
Febbrari ha però invitato a non individuare nei campi una causa certa senza ulteriori verifiche.
«Non esageriamo sul fatto che siano i campi».
Il confronto si è poi concentrato sui problemi muscolari, in particolare sugli infortuni al soleo. De Maggio ha chiesto al professore se la frequenza di determinate lesioni non debba spingere a ricercare un possibile fattore comune.
«Se molti dei tuoi atleti si fanno male al soleo, tu devi andare a ricercare perché proprio il soleo, o sbaglio?».
Febbrari ha riconosciuto la necessità di approfondire, mantenendo però prudenza sul possibile collegamento con i terreni di allenamento.
«Sì, potrebbe essere un elemento giustificativo al fatto dei campi, però arrivare a una conclusione così chiara ed evidente non mi convince».
Il professore ha quindi ricordato che la prevenzione muscolare non dipende esclusivamente dal medico o dal preparatore atletico.
«Vogliamo parlare di una prevenzione per il soleo? È difficile, ma ci sta. Va fatta bene. Ma la fa il medico? La fa il preparatore? Chi la fa? È lo staff che la fa».
Secondo Febbrari, attribuire gli infortuni a una sola figura professionale significa non considerare come viene organizzato il lavoro all’interno di una squadra.
«È inutile continuare a cercare sempre un espediente e cercare chi ha la colpa. In uno staff la colpa si distribuisce ed è inquietante pensare che sia un elemento dello staff ad aver pregiudicato una preparazione, una metodologia».
Il professore ha poi precisato il ruolo dell’allenatore nella programmazione delle sedute.
«L’allenatore, attenzione, non è per scaricare le responsabilità, è l’unico responsabile. È colui che decide cosa bisogna fare in campo».
«Noi siamo dei collaboratori che presentiamo un progetto per l’unità di allenamento. Arrivi lì e dici: cosa facciamo oggi? Qual è l’obiettivo? Ognuno presenta il suo lavoro e poi si applica quello che va svolto».
De Maggio è tornato sulle critiche della scorsa stagione, evidenziando come i problemi fisici continuino a verificarsi nonostante l’addio delle figure che erano state maggiormente chiamate in causa.
«L’anno scorso si diceva che tutti quegli infortuni erano legati a tre persone: a Conte, che faceva fare allenamenti duri, al preparatore atletico Coratti e poi al professor Canonico. Bene, questi tre non ci sono proprio più».
Febbrari ha ribadito che soltanto una conoscenza diretta del lavoro quotidiano può permettere di formulare valutazioni attendibili.
«Bisogna essere sul posto. Fare dei giudizi adesso è improponibile. Ho parlato in senso generale: tutte queste discussioni è lo staff che deve affrontarle».
Il professore ha quindi indicato gli elementi sui quali dovrebbe basarsi un’analisi approfondita.
«Ci sono dei protocolli di lavoro, ci sono dei dati che ci aiutano: i dati medici, i dati fisioterapici, i dati del preparatore, la metodologia che viene utilizzata tutti i giorni».
Il conduttore ha insistito sulle condizioni delle strutture, proponendo un paragone con il proprio lavoro in radio.
«Scusami, Prof. Se sono in radio e non funziona il microfono, cambio il mio tecnico o cambio il microfono?».
Febbrari ha riconosciuto il senso della domanda, senza escludere che il Napoli possa valutare interventi sui terreni di allenamento.
«Hai ragione, ma guarda che non fa una piega. Se loro sono arrivati a questo punto, allora deve intervenire la società e dire: vediamo, ricominciamo a rifarne uno, vediamo se questo può permettere di farli lavorare in condizioni ottimali».
Il professore ha comunque precisato di non conoscere le decisioni interne alla società.
«Non so qual è la gerarchia e quali sono adesso le scelte che devono essere fatte. Questo lo sanno loro».
Nella parte conclusiva dell’intervista, Febbrari ha parlato anche della precedente gestione tecnica, soffermandosi sul ruolo del preparatore atletico. Il professore ha riferito una circostanza appresa da altre persone, precisando di non averne una conferma diretta.
«Il preparatore, l’anno scorso, con mio dispiacere, non aveva assolutamente nessun tipo di possibilità, perché era un po’ delegittimato. Non poteva fare delle scelte condizionali. Questo mi è stato riferito, poi non so se è vero».
Il discorso si è poi spostato sui risultati raggiunti da Antonio Conte nonostante i problemi affrontati dalla squadra.
«Nonostante tutto, vuol dire che l’allenatore ha avuto il merito di sopportare gli inconvenienti che ha trovato ed è stato bravissimo per arrivare dove è arrivato».
Febbrari ha ribadito la propria considerazione nei confronti dell’ex tecnico azzurro.
«C’è un fattore determinante favorevole che vince sempre. Questo allenatore è un vincente, nonostante ci siano problemi di questo tipo».
A chiudere il confronto è stato Valter De Maggio, che ha criticato il trattamento riservato ad Antonio Conte dopo la sua esperienza al Napoli e ha difeso l’attuale allenatore Massimiliano Allegri, escludendo che le difficoltà della squadra possano essere attribuite principalmente al tecnico.
«Le cose non mi sembra che stiano andando bene e ribadisco: la colpa, a mio modestissimo parere, non è di Allegri».
Una presa di posizione che arriva al termine di un confronto nel quale Febbrari ha sottolineato la necessità di valutare insieme allenamenti, prevenzione, condizioni dei campi e organizzazione dello staff, evitando di cercare un unico responsabile per i numerosi infortuni che stanno condizionando il Napoli.
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