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A Radio Goal confronto con Maurizio De Giovanni e Massimo Giletti sul futuro del Napoli dopo la separazione tra Conte e De Laurentiis, tra analisi sulla gestione del club e una riflessione più ampia sulla crisi del calcio italiano.
Nel corso dell’intervento a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, il giornalista Antonio Corbo ha affrontato il tema delle presunte cordate americane interessate al Napoli, soffermandosi anche sulle strategie future del club e sulla questione stadio.
“Ti dico che gli americani sono stati interessati, però deve gestirla meglio un po’ De Laurentiis, perché in questo momento si è cacciato in un labirinto. Ha messo troppe cose in primo piano ed è difficile uscirne”.
Secondo Corbo, il primo passo per il presidente Aurelio De Laurentiis sarà sciogliere il nodo allenatore.
“La prima cosa che deve fare è ovviamente scegliere l’allenatore, come tu hai detto, Italiano potrebbe essere il primo nome e poi c’è quello di Allegri. Tutti e due sarebbero, lo hanno detto, felici di venire a Napoli, hanno approvato la squadra”.
Nel suo intervento, Corbo ha evidenziato come sia Vincenzo Italiano sia Massimiliano Allegri considerino già molto competitiva l’attuale rosa del Napoli.
“I due allenatori candidati ad allenare Napoli nella prossima stagione, tutti e due, hanno apprezzato la squadra che c’è e tutto ciò che può essere utilizzabile anche fra i tanti giocatori che rietnrano tra i prestiti”.
Poi il confronto con la situazione vissuta con Antonio Conte:
“Quindi, mentre con Conte c’era l’ipotesi di rifare tutto, quindi fare un cambio di stagione abbastanza impegnativo, i candidati ad allenare Napoli sono molto interessati a riciclare i giocatori”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle indiscrezioni sulle possibili offerte miliardarie per il club azzurro. Durante la trasmissione è stato citato il tema dei presunti due miliardi di euro attribuiti al valore del Napoli, ma Corbo ha invitato alla prudenza.
“Bisogna chiarire un punto, altrimenti non ne usciamo, e rimane impigliato in questa cattiva valutazione anche De Laurentiis. Se vogliamo aiutare De Laurentiis a chiarire le sue idee, dobbiamo dire che il Napoli vale anche meno di quello che tu hai detto (800 milioni ndr.), proprio perché manca di tutto ciò che fa. Il patrimonio immobiliare”.
Il giornalista ha poi spiegato nel dettaglio la sua posizione:
“Il Napoli ha un parco giocatori e un brand fortissimo, società sportiva Calcio Napoli. Da qui arrivare a 2 miliardi, secondo me ce ne passa”.
Secondo Corbo, il vero interesse degli investitori stranieri non sarebbe legato soltanto al calcio.
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda proprio il rapporto tra il club azzurro e il valore strategico della città.
“Attenzione, ma gli americani, se ne renda conto De Laurentiis, non cercano il Napoli, ma cercano Napoli”.
Corbo ha aggiunto che dietro l’interesse degli investitori ci sarebbero progetti più ampi, legati allo sviluppo urbano e territoriale.
“Io temo, sospetto, che questi progetti siano a conoscenza dell’amministrazione comunale, perché chi viene ad investire a Napoli, prima ancora di parlare col presidente del Napoli, come ha fatto, guardate intorno e hanno ascoltato anche quelli che sono i rappresentanti istituzionali”.
Poi il riferimento diretto alle istituzioni locali:
“Io sono certo che la Regione e il Comune sappiano abbastanza dei progetti degli americani che vogliono investire su Napoli, perché Napoli in questo momento è una delle metropoli più appetibili che ci siano in Europa”.
Infine, il giornalista ha sintetizzato il concetto con una frase significativa:
“Entrare a Napoli dalla porta del Napoli, è qualcosa di molto importante. Ecco perchè l’offerta degli americani è certamente superiore al valore effettivo di quello del Napoli dal punto di vista patrimoniale”.
Corbo si è soffermato anche sulla questione infrastrutturale, invitando De Laurentiis a non inseguire progetti troppo complessi e costosi come quello di un nuovo impianto a Bagnoli.
“Mi permetto di dare un consiglio a De Laurentiis di non imbarcarsi in progetti che sono delle utopie”.
Il giornalista ha ricordato le difficoltà legate all’area:
“Così come la zona della Q8 non c’entra niente, perché ci vogliono, mi hanno detto, addirittura 140 milioni solo per la bonifica”.
E sui tempi di realizzazione è stato ancora più netto:
“E per fare lo stadio lì, De Laurentiis deve capirlo, ci vorranno almeno 6-7 anni di lavoro”.
Per Corbo il futuro del Napoli passa inevitabilmente dallo Stadio Diego Armando Maradona, indicato come unico vero punto fermo per il club e per la candidatura agli Europei.
“Quindi tutto ciò che è al di fuori del Maradona non esiste niente, anche perché è solo il Maradona e nessun altro stadio nella regione Campania candidato per gli europei del 2032”.
Il giornalista ha poi suggerito una linea precisa alla società:
“A De Laurentiis, e io l’ho scritto, bisogna solo consigliare di riprendere il rapporti col comune in un clima di serenità, di massima legalità, trattare una convenzione a lungo termine che consenta al Napoli di avere lo stadio in esclusiva tutto l’anno”.
Nella parte finale dell’intervento, Corbo ha rilanciato l’idea di trasformare il Maradona in un polo multifunzionale capace di produrre nuove entrate economiche.
“Fare del museo virtuale di Maradona una fonte di introiti, come l’ufficio marketing ha già redatto, di almeno 100-110 milioni l’anno in più”.
Poi la visione più ampia sul futuro dell’impianto:
“Bisogna fare tutto secondo le procedure, massima legalità, rinnovare la convenzione col comune a cifre congrue e andare avanti con lo stadio che diventa il museo virtuale di Maradona, dove possiamo mandare anche i nostri nipoti a celebrare degli eventi, i concerti che si possono fare, e diventa una fonte di reddito”.
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