Febbrari sugli infortuni: «Prevenzione comincia dal campo»

Il professor Luigi Febbrari interviene a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare i numerosi infortuni degli azzurri. Dalla preparazione atletica alle condizioni dei campi, il confronto con Valter De Maggio affronta anche le responsabilità dello staff, il lavoro di Conte e le critiche ad Allegri.

Gli infortuni continuano a rappresentare uno dei problemi del Napoli. Il Professor Luigi Febbrari, intervenuto a Radio Goal con Valter De Maggio, ha analizzato le possibili cause dei problemi fisici degli azzurri, soffermandosi sulla prevenzione, sulla gestione degli allenamenti e sulle condizioni dei campi.

Napoli, Febbrari: «La prevenzione comincia dal campo»

Il tema degli infortuni del Napoli continua a far discutere. La squadra azzurra ha dovuto fare i conti con diversi problemi fisici e il dibattito si è spostato sulle possibili cause, dalla preparazione atletica alla gestione dei carichi di lavoro, fino alle condizioni dei terreni di allenamento.

A Radio Goal, trasmissione condotta da Valter De Maggio su Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il professor Luigi Febbrari, che ha invitato a non concentrare le responsabilità su una sola figura professionale.

«È un problema che è sempre irrisolto. L’anno scorso hanno pensato che il problema fosse stato il medico. Questa è una cosa che non ho mai capito. Ma la prevenzione incomincia dal campo, quando fai allenamento».

Per Febbrari, quindi, la prevenzione deve essere costruita durante tutto il lavoro quotidiano della squadra e coinvolgere le diverse componenti dello staff.

«Il primo intervento preventivo si fa durante l’allenamento, poi c’è il resto della prevenzione: prima dell’allenamento, dopo l’allenamento, il rapporto con lo staff medico».

Il nodo dei campi di allenamento

Nel corso dell’intervista, De Maggio ha riportato l’attenzione anche sulle condizioni dei campi di allenamento del Napoli, ricordando una dichiarazione di Antonio Conte della passata stagione sulla necessità di intervenire sui terreni di gioco.

«Io mi rifaccio a una frase di Conte dell’anno scorso, perché Conte non è uno che le manda a dire, te le spiattella in faccia: bisogna rifare i campi».

Il conduttore ha quindi posto l’interrogativo sulla possibilità che la società possa intervenire sui terreni di gioco, anche alla luce della frequenza degli infortuni.

Febbrari, però, ha invitato alla prudenza: i campi possono rappresentare un elemento da valutare, ma non possono essere indicati automaticamente come causa degli infortuni.

«Non esageriamo sul fatto che siano i campi».

Febbrari e le cause degli infortuni

Uno degli aspetti affrontati durante il confronto riguarda la frequenza degli infortuni al soleo. De Maggio ha chiesto a Febbrari se la ripetizione di determinate problematiche muscolari non debba portare a individuare un possibile fattore comune.

«Se molti dei tuoi atleti si fanno male al soleo, tu devi andare a ricercare perché proprio il soleo, o sbaglio?».

Febbrari ha riconosciuto la necessità di approfondire il fenomeno, senza però arrivare a conclusioni definitive sul rapporto tra lesioni muscolari e terreni di allenamento.

«Sì, potrebbe essere un elemento giustificativo al fatto dei campi, però arrivare a una conclusione così chiara ed evidente non mi convince».

Il professore ha inoltre sottolineato come la prevenzione debba essere il risultato del lavoro coordinato di più professionisti.

«Vogliamo parlare di una prevenzione per il soleo? È difficile, ma ci sta. Va fatta bene. Ma la fa il medico? La fa il preparatore? Chi la fa? È lo staff che la fa».

«In uno staff la colpa si distribuisce»

Per Febbrari, dunque, non è corretto individuare un unico responsabile quando una squadra deve fare i conti con numerosi problemi fisici.

«È inutile continuare a cercare sempre un espediente e cercare chi ha la colpa. In uno staff la colpa si distribuisce ed è inquietante pensare che sia un elemento dello staff ad aver pregiudicato una preparazione, una metodologia».

Il professore ha poi spiegato il ruolo dell’allenatore nella costruzione del lavoro quotidiano.

«L’allenatore, attenzione, non è per scaricare le responsabilità, è l’unico responsabile. È colui che decide cosa bisogna fare in campo».

Secondo Febbrari, ogni componente dello staff contribuisce alla programmazione delle sedute attraverso il proprio lavoro e le proprie competenze.

Napoli, gli infortuni continuano dopo il cambio di staff

Durante la trasmissione è stato evidenziato anche un altro elemento: gli infortuni sono rimasti un tema centrale nonostante i cambiamenti avvenuti rispetto alla scorsa stagione.

De Maggio ha ricordato le critiche rivolte in passato ad Antonio Conte, al preparatore atletico Coratti e al professor Canonico.

«L’anno scorso si diceva che tutti quegli infortuni erano legati a tre persone: a Conte, che faceva fare allenamenti duri, al preparatore atletico Coratti e poi al professor Canonico. Bene, questi tre non ci sono proprio più».

Febbrari ha però ribadito che senza conoscere direttamente il lavoro quotidiano della squadra è difficile formulare valutazioni definitive.

«Bisogna essere sul posto. Fare dei giudizi adesso è improponibile».

Per il professore, l’analisi dovrebbe partire dai dati disponibili: informazioni mediche e fisioterapiche, dati del preparatore atletico e metodologia utilizzata durante gli allenamenti.

Il paragone con la radio: «Se non funziona il microfono, cambio il tecnico o il microfono?»

De Maggio ha poi utilizzato un paragone legato al proprio lavoro per riportare il discorso sulla possibile necessità di intervenire sui campi.

«Scusami, Prof. Se sono in radio e non funziona il microfono, cambio il mio tecnico o cambio il microfono?».

Febbrari ha condiviso il senso della riflessione, ipotizzando che la società possa valutare interventi sui terreni di allenamento qualora emergessero criticità.

«Se loro sono arrivati a questo punto, allora deve intervenire la società e dire: vediamo, ricominciamo a rifarne uno, vediamo se questo può permettere di farli lavorare in condizioni ottimali».

Il professore ha comunque precisato di non conoscere le scelte interne del club.

Febbrari elogia Conte: «È stato bravissimo»

Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche per un giudizio sulla precedente esperienza di Antonio Conte a Napoli.

Febbrari ha riferito una circostanza relativa al ruolo del preparatore atletico, precisando di non averne avuto una verifica diretta.

«Il preparatore, l’anno scorso, con mio dispiacere, non aveva assolutamente nessun tipo di possibilità, perché era un po’ delegittimato. Non poteva fare delle scelte condizionali. Questo mi è stato riferito, poi non so se è vero».

Il professore ha quindi riconosciuto i meriti di Conte per il lavoro svolto nonostante le difficoltà.

«Nonostante tutto, vuol dire che l’allenatore ha avuto il merito di sopportare gli inconvenienti che ha trovato ed è stato bravissimo per arrivare dove è arrivato».

E ha aggiunto:

«C’è un fattore determinante favorevole che vince sempre. Questo allenatore è un vincente, nonostante ci siano problemi di questo tipo».

De Maggio difende Allegri

In chiusura, De Maggio ha espresso la propria posizione sull’attuale momento del Napoli e sul lavoro di Massimiliano Allegri, escludendo che l’allenatore possa essere considerato il principale responsabile delle difficoltà della squadra.

«Le cose non mi sembra che stiano andando bene e ribadisco: la colpa, a mio modestissimo parere, non è di Allegri».

Il tema degli infortuni del Napoli resta quindi aperto. Dalle parole di Febbrari emerge la necessità di un’analisi complessiva che tenga insieme prevenzione, allenamento, gestione dei carichi, dati medici e fisioterapici e condizioni delle strutture, senza attribuire automaticamente la responsabilità a un singolo professionista.

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