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Nell’ultima giornata di test a Barcellona, Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno mostrato ottime performance con la Ferrari SF-26, segnando tempi competitivi e accumulando preziosi chilometri in vista della stagione 2026.
Il Gran Premio del Qatar ha stravolto tutto. La vittoria inattesa di Max Verstappen, unita alla scelta strategica disastrosa della McLaren, ha compresso il Mondiale in un fazzoletto di punti e ha regalato alla Formula 1 uno scenario da thriller per l’ultimo atto della stagione ad Abu Dhabi. Lando Norris resta in testa alla classifica, ma il suo margine si è assottigliato fino a diventare quasi simbolico: appena dieci punti su Verstappen e sedici sul compagno di squadra Oscar Piastri. La corsa al titolo, a questo punto, è ufficialmente a tre.
A Lusail è bastato un episodio per riscrivere la trama di un campionato che sembrava indirizzato. Al settimo giro, l’ingresso della Safety Car ha acceso la scintilla: tutta la griglia è rientrata ai box tranne le due McLaren. Una decisione sorprendente, quasi inspiegabile per chi osservava dalla pit-lane, e destinata a pesare come un macigno sulle ambizioni della squadra di Woking.
Piastri ha perso una vittoria che aveva tra le mani, costretto a una rimonta inutile dopo essere scivolato in mezzo al traffico. Norris, invece, ha visto svanire gran parte del suo vantaggio iridato mentre faticava a liberarsi di un indomabile Carlos Sainz. Solo un errore tardivo di Antonelli gli ha permesso di recuperare il quarto posto; senza quel regalo, avrebbe affrontato Abu Dhabi con ancora meno ossigeno.
Per Verstappen, invece, la gara del Qatar è stata un manifesto della sua natura competitiva. Ha letto la situazione con lucidità, ha sfruttato ogni finestra strategica e ha capitalizzato il caos generato dagli avversari. La vittoria gli regala tredici punti su Norris, riportandolo a dodici lunghezze dalla vetta: un margine che, con una gara ancora da disputare, è tutto tranne che rassicurante per la McLaren. Se l’olandese dovesse imporsi ad Abu Dhabi, Norris sarebbe costretto a salire almeno sul podio per salvarsi.
Nonostante il rammarico per un successo sfumato, Piastri resta saldamente in gioco. Con sedici punti da recuperare, il titolo non è un miraggio. In caso di vittoria a Yas Marina, a Norris basterebbe un quinto posto per festeggiare, ma la pressione di una sfida a due fronti – contro il compagno di squadra e contro un quattro volte campione del mondo – rischia di rendere la notte di Abu Dhabi ancora più densa di tensione.
Mai come quest’anno, la Formula 1 arriva all’ultima gara con un equilibrio così fragile. Tre piloti, tre storie diverse, tre modi di intendere la competizione: Norris alla ricerca del primo titolo, Verstappen deciso a riaprire un ciclo che sembrava chiuso, Piastri pronto a sorprendere tutti.
A Yas Marina non si deciderà solo un campionato, ma l’identità del prossimo protagonista della Formula 1. E dopo un Qatar così, l’unica certezza è che nulla potrà essere dato per scontato.
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