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Boniek analizza il Napoli di Allegri, difende Lorenzo Lucca e confronta il suo percorso con quello di Pio Esposito: «Gli azzurri sono tra le prime cinque».
Henrikh Mkhitaryan, centrocampista armeno dell’Inter, si racconta alla Gazzetta dello Sport, commentando la nuova stagione dei nerazzurri, il lavoro con il tecnico Cristian Chivu e il futuro della squadra.
L’ex Roma e Arsenal torna sul celebre episodio dello scorso anno, quando definì la squadra “ingiocabile”:
“Avevo detto ‘ingiocabili’ ma anche che a volte ci sentivamo troppo forti perdendo concentrazione? Sì, è stato un problema evidente. Dobbiamo evitare di cadere in quell’errore ma resto dell’idea che se ci alleniamo bene e ci sacrifichiamo, per l’Inter tutto diventa possibile: non è arroganza, ma voglia”.
Mkhitaryan sottolinea che la mentalità è fondamentale: la concentrazione e l’allenamento sono alla base di ogni successo.
Secondo l’armeno, l’arrivo di Chivu ha portato una ventata di cambiamento positiva:
“Parto dal presupposto che cambiare fa bene. Da noi tutti sono aperti al cambiamento, se vuoi vincere devi adattarti e non lamentarti, altrimenti distruggi l’equilibrio di squadra. Andiamo più in verticale e cerchiamo la finalizzazione con più aggressività. Chivu cura i dettagli ed è meticoloso, gli allenamenti sono duri e intensi, ma danno più stimoli. È stato bravo a farci voltare mentalmente pagina”.
La chiave per Mkhitaryan è guardare avanti, non fermarsi sul passato, con l’obiettivo di competere su tutti i fronti: Champions e campionato.
A 36 anni, Mkhitaryan sente il dovere di guidare i più giovani:
“Sucic è serio come me, si applica e ama imparare. Avrà un grande futuro all’Inter. Troppa pressione su Pio Esposito? Sì, gli serve il giusto tempo. A lui e a Bonny dico di essere più egoisti: alla fine gli attaccanti sono valutati per i gol, siete voi che dovete farci vincere!”
L’attenzione ai dettagli e il supporto ai giovani sono considerati fondamentali per costruire una squadra competitiva anche in prospettiva futura.
Mkhitaryan riflette anche sul proprio futuro:
“Voglio giocare a pallone il più a lungo possibile, ma solo se posso dare ancora qualcosa. Modric è un esempio per chi ama il calcio: ne ha ancora per 3-4 anni a livelli altissimi. Quando non sarò più utile, dirò arrivederci e grazie”.
Una dichiarazione che conferma la sua professionalità e la volontà di restare protagonista finché sarà in grado di fare la differenza.
In sintesi, per Mkhitaryan l’Inter può puntare in alto: con Chivu al timone, un mix di esperienza e giovani talenti, e la giusta mentalità, tutto resta possibile, compreso il sogno di riportare lo scudetto a Milano.
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