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Prosegue il piano contro degrado e commercio abusivo a Napoli. Nel mese di ottobre rimosse 10 tonnellate di rifiuti, 8 veicoli sequestrati e 53 sottoposti a fermo amministrativo.
Marco Fassone analizza il momento difficile del Napoli e invita a riflettere sulla necessità di avviare un nuovo ciclo. Intervenuto durante Radio Goal, su Radio Kiss Kiss Napoli, l’ex dirigente azzurro ha parlato con il direttore Valter De Maggio delle scelte societarie, dell’eredità lasciata da Antonio Conte e delle difficoltà incontrate da Massimiliano Allegri. Spazio anche al futuro di Aurelio De Laurentiis e all’ipotesi di una possibile cessione del club.
Partendo dall’invito di De Maggio a cercare soluzioni anziché colpevoli, Fassone ha ricostruito la strategia adottata dal Napoli con l’arrivo di Conte.
«Io condivido la tua impostazione di non andare a cercare i colpevoli, perché è l’errore in cui si cade immediatamente. Proviamo a fare un’analisi che invece sia il più possibile oggettiva». Farsene ha spiegato: «Nel momento in cui viene scelto tre anni fa un allenatore come Antonio Conte, mi pare di intuire che l’indirizzo fosse cercare un allenatore che riportasse alla vittoria nel breve periodo».
Poi ha aggiunto: «Antonio è abituato così e vuole le squadre che lo mettano nella condizione di vincere subito. Non ha la pazienza che hanno altri allenatori di costruire, di aspettare il medio termine, di far maturare i ragazzi».
Secondo Fassone, il presidente avrebbe successivamente valutato la sostenibilità del progetto.
«Credo che al secondo anno il presidente, facendo due conti economici, attento come è lui e i suoi collaboratori alla gestione finanziaria del club, abbia compreso che quel tipo di strategia era una strategia di breve respiro».
Da qui la possibile necessità di cambiare direzione: «Forse Antonio non era più l’allenatore giusto, come era quando i suoi obiettivi erano di altra natura».
Fassone ha escluso che le difficoltà attuali possano cancellare il valore del tecnico.
«Oggi arriva un altro allenatore che comunque è un allenatore che ha una storia, una tradizione di vittorie. Non può essere diventato improvvisamente un allenatore che non è capace, perché ha dimostrato sul campo di vincere».
Allegri, secondo Fassone, si trova a gestire «un po’ l’onda lunga di quella che era stata la strategia di tre anni fa», aggravata dagli infortuni e dalle difficoltà della rosa.
Il giudizio più significativo riguarda proprio la costruzione dell’organico.
«Probabilmente anche con il ritorno progressivo degli infortunati le cose miglioreranno, ma l’organico e la rosa sono un po’ un ibrido, né carne né pesce».
Fassone ha chiarito il concetto: «Tra una squadra costruita per vincere immediatamente, dove alcuni giocatori invecchiano, e una squadra che non ha ancora fatto maturare i talenti e la prospettiva».
La soluzione richiederebbe tempo: «Forse bisogna avere pazienza, un anno o due, per far ripartire il ciclo che il presidente ha dimostrato sempre di saper gestire in modo mirabile».
Alla domanda di Valter De Maggio sull’eventualità di una cessione della società, Fassone ha risposto: «Se un pochino l’ho conosciuto, io credo che lui, se penserà alla cessione, la penserà nel momento di massimo fulgore».
Il dirigente ha motivato la propria convinzione: «Presumo che gli piacerebbe di più riportarlo al top e in quel momento eventualmente valutare una cessione, perché anche da un punto di vista economico-finanziario il valore percepito dall’investitore è migliore».
Fassone ha infine osservato che un’eventuale trattativa oggi potrebbe risentire dei risultati sportivi: «Quest’anno non andremo in Champions, il valore scende di 50 milioni, eccetera. Non è, credo, la condizione in cui piace al presidente mettersi a trattare».
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