Fassone sul Napoli: «La rosa è un ibrido, serve pazienza» – VIDEO

Marco Fassone analizza la crisi del Napoli a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, difendendo Allegri e indicando i limiti della rosa. Il dirigente parla della necessità di avviare un nuovo ciclo, delle differenze con la gestione Conte e dell'eventuale cessione del club da parte di De Laurentiis.

Marco Fassone analizza la crisi del Napoli e individua nella costruzione della rosa uno dei nodi principali del momento difficile attraversato dagli azzurri. L’ex dirigente è intervenuto durante Radio Goal, trasmissione di Radio Kiss Kiss Napoli condotta dal direttore Valter De Maggio, per riflettere sulle strategie societarie, sull’eredità del progetto tecnico di Antonio Conte e sulle difficoltà incontrate da Massimiliano Allegri.

Nel suo intervento, Fassone ha invitato a evitare la ricerca di responsabilità individuali e a concentrarsi, invece, sulle scelte che hanno accompagnato gli ultimi anni del club. Spazio anche al futuro di Aurelio De Laurentiis e all’ipotesi di una possibile cessione del Napoli.

Fassone: «Conte vuole squadre che possano vincere subito»

Partendo dall’invito di Valter De Maggio a cercare soluzioni anziché colpevoli, Fassone ha ricostruito la strategia adottata dalla società con l’arrivo di Antonio Conte.

«Io condivido la tua impostazione di non andare a cercare i colpevoli, perché è l’errore in cui si cade immediatamente. Proviamo a fare un’analisi che invece sia il più possibile oggettiva».

L’ex dirigente ha poi spiegato quale fosse, a suo avviso, l’obiettivo iniziale del progetto: «Nel momento in cui viene scelto tre anni fa un allenatore come Antonio Conte, mi pare di intuire che l’indirizzo fosse cercare un allenatore che riportasse alla vittoria nel breve periodo».

Fassone ha sottolineato anche le caratteristiche dell’allenatore: «Antonio è abituato così e vuole le squadre che lo mettano nella condizione di vincere subito. Non ha la pazienza che hanno altri allenatori di costruire, di aspettare il medio termine, di far maturare i ragazzi».

«De Laurentiis ha capito che quella strategia era di breve respiro»

Secondo Fassone, a un certo punto il presidente Aurelio De Laurentiis avrebbe rivalutato la sostenibilità economica e sportiva di quel percorso.

«Credo che al secondo anno il presidente, facendo due conti economici, attento come è lui e i suoi collaboratori alla gestione finanziaria del club, abbia compreso che quel tipo di strategia era una strategia di breve respiro».

Da qui potrebbe essere nata l’esigenza di cambiare direzione e individuare un allenatore più adatto alle nuove prospettive: «Forse Antonio non era più l’allenatore giusto, come era quando i suoi obiettivi erano di altra natura».

Napoli, la difesa di Allegri: «Non può essere diventato incapace»

Nel corso dell’intervista, Fassone ha preso posizione anche sulle difficoltà di Massimiliano Allegri. L’ex dirigente ha ricordato il percorso del tecnico e i risultati ottenuti nel corso della sua carriera, escludendo che il momento attuale possa cancellarne il valore.

«Oggi arriva un altro allenatore che comunque è un allenatore che ha una storia, una tradizione di vittorie. Non può essere diventato improvvisamente un allenatore che non è capace, perché ha dimostrato sul campo di vincere».

A pesare, secondo Fassone, sarebbe anche l’eredità della precedente strategia societaria, oltre alle numerose assenze che hanno condizionato il lavoro dell’allenatore. Allegri si trova a gestire «un po’ l’onda lunga di quella che era stata la strategia di tre anni fa».

«La rosa del Napoli è un ibrido, né carne né pesce»

È sulla composizione dell’organico che arriva una delle valutazioni più nette dell’ex dirigente. Fassone ritiene che il Napoli si trovi in una fase di transizione, con una rosa che non rispecchia pienamente né un progetto orientato ai risultati immediati né una squadra costruita per crescere nel tempo.

«Probabilmente anche con il ritorno progressivo degli infortunati le cose miglioreranno, ma l’organico e la rosa sono un po’ un ibrido, né carne né pesce».

Fassone ha approfondito il concetto facendo riferimento alle diverse esigenze dei due modelli: da una parte una squadra costruita per vincere subito, con alcuni giocatori che inevitabilmente invecchiano; dall’altra un gruppo giovane, che ha ancora bisogno di tempo per maturare e sviluppare il proprio potenziale.

Per questo, secondo l’ex dirigente, la soluzione non sarebbe immediata: «Forse bisogna avere pazienza, un anno o due, per far ripartire il ciclo che il presidente ha dimostrato sempre di saper gestire in modo mirabile».

Cessione Napoli, Fassone: «De Laurentiis vorrà riportarlo al top»

In chiusura, Valter De Maggio ha chiesto a Fassone un parere sul futuro della società e sulla possibilità che De Laurentiis possa prendere in considerazione la vendita del club.

La risposta dell’ex dirigente è stata chiara: «Se un pochino l’ho conosciuto, io credo che lui, se penserà alla cessione, la penserà nel momento di massimo fulgore».

Fassone ritiene infatti che il presidente possa voler riportare prima il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo, per poi eventualmente valutare una trattativa in condizioni economiche più favorevoli.

«Presumo che gli piacerebbe di più riportarlo al top e in quel momento eventualmente valutare una cessione, perché anche da un punto di vista economico-finanziario il valore percepito dall’investitore è migliore».

L’ex dirigente ha infine evidenziato il possibile impatto dei risultati sportivi sulla valutazione del club: «Quest’anno non andremo in Champions, il valore scende di 50 milioni, eccetera. Non è, credo, la condizione in cui piace al presidente mettersi a trattare».

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