L’infortunio di Romelu Lukaku continua a far discutere tifosi e addetti ai lavori. Durante una puntata di Radio Kiss Kiss Napoli, il responsabile medico della Lazio, dottor Ivo Pulcini, ha fatto chiarezza sulle condizioni dell’attaccante, sulle scelte terapeutiche e sui tempi di recupero, sottolineando anche l’importanza degli aspetti psicologici nella guarigione degli atleti.
Durante l’intervista, il dottor Pulcini ha spiegato in modo dettagliato la natura dell’infortunio di Lukaku. L’attaccante ha dichiarato di aver scoperto, durante un controllo in Belgio, la presenza di un’infiammazione e di liquido nel muscolo ileopsoas, vicino a un tessuto cicatriziale formatosi dopo uno strappo muscolare avvenuto il 14 agosto. Pulcini ha chiarito che il tessuto cicatriziale si forma in seguito a traumi muscolari importanti e che, rispetto al tessuto normale, è più rigido e meno elastico, non garantendo la stessa funzionalità. Secondo il medico, è impossibile che uno staff sanitario non si accorga di una simile condizione, poiché si tratta di una situazione ben visibile e documentabile con gli strumenti diagnostici. Pulcini ha inoltre sottolineato che il rischio di recidiva, cioè di nuovi infortuni nella stessa zona, aumenta di dieci volte in chi ha già subito una lesione muscolare. Nonostante ciò, il medico ha affermato che Lukaku poteva comunque essere impiegato in campo, come avvenuto nelle ultime partite, perché non esistevano controindicazioni assolute, anche se la situazione richiede sempre attenzione e monitoraggio.
Un altro tema affrontato riguarda i tempi di recupero e le terapie più indicate per questo tipo di infortunio. Pulcini ha spiegato che la guarigione da un’infiammazione con presenza di liquido nel muscolo richiede generalmente tempi lunghi. Il riposo controllato è fondamentale, ma è importante anche mantenere l’efficienza fisica attraverso esercizi mirati. Tra le terapie più efficaci, il medico ha citato le onde d’urto focali, che favoriscono la rigenerazione del collagene e riducono il tessuto fibrotico, spesso responsabile dei problemi muscolari. Sulla scelta di Lukaku di non sottoporsi a intervento chirurgico, Pulcini ha precisato che in Italia, per lesioni muscolari non gravi, si preferisce la terapia conservativa, mentre in Belgio si tende a operare con maggiore facilità. Il caso di De Bruyne, che ha scelto l’operazione e sembra essere tornato in campo in tempi più rapidi, è stato citato come esempio, ma Pulcini ha ribadito che ogni caso va valutato singolarmente: “Non esiste la malattia, esiste il malato”.
Un aspetto interessante emerso dall’intervista è l’approccio olistico suggerito dal dottor Pulcini. Il medico ha sottolineato che, oltre ai fattori biologici e biomeccanici, anche quelli emotivi e psicologici giocano un ruolo fondamentale nel recupero degli atleti. Spesso, secondo Pulcini, la componente emotiva può influire sulla guarigione tanto quanto quella fisica. Ha citato concetti della medicina orientale, come la “ferita dell’abbandono” o la “ferita del tradimento”, per spiegare come il vissuto personale dell’atleta possa rallentare o favorire il ritorno in campo. Per questo motivo, è importante valutare ogni atleta nella sua globalità, utilizzando sia strumenti diagnostici come ecografia e risonanza, sia l’osservazione del linguaggio del corpo. Pulcini ha concluso ricordando che un rientro troppo precoce, magari per pressioni esterne, può aumentare il rischio di recidiva e compromettere la stagione dell’atleta, sottolineando la necessità di un controllo continuo e costante prima del ritorno definitivo in squadra.
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