Grava esalta Favasuli: “La sua fame deve trascinare i giovani”

Grava-Favasuli, un binomio che Gianluca Grava ha scelto per parlare della crescita dei giovani calciatori del Napoli. Il responsabile del settore giovanile azzurro è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di “Qui Casa Calcio Napoli”, programma condotto dal giornalista Carlo Alvino, affrontando diversi temi legati al vivaio e ai ragazzi che puntano ad arrivare in prima squadra.

Grava ha sottolineato soprattutto l’importanza della mentalità, del sacrificio e della capacità di reagire alle difficoltà. Per il dirigente del Napoli, il talento da solo non basta per raggiungere i massimi livelli.

Grava Favasuli: “Può essere un esempio per i giovani”

Tra i nomi citati durante l’intervista c’è quello di Costantino Favasuli, protagonista con il Napoli nelle ultime settimane. Il giovane esterno ha avuto un impatto importante anche nella sfida contro il Bologna, fornendo l’assist per il gol decisivo di Lobotka.

Grava ha indicato Favasuli come un possibile modello per i ragazzi del settore giovanile.

“Il suo atteggiamento, la sua cattiveria agonistica, la sua rabbia, la sua fame e la sua voglia di mettersi a disposizione devono trascinare i giovani”, ha spiegato Grava.

Il dirigente ha poi evidenziato un altro aspetto legato all’impatto del calciatore. Anche pochi minuti possono diventare importanti quando un giocatore riesce a sfruttare l’occasione.

“Cinque minuti, dieci minuti, un quarto d’ora devi andare a duemila”, ha aggiunto Grava, spiegando quanto sia importante farsi trovare pronti.

La mentalità al centro della crescita

Per il Dirigente la crescita di un giovane non passa soltanto dalle qualità tecniche. Il lavoro quotidiano deve coinvolgere anche l’aspetto mentale.

“Non basta la qualità”, ha spiegato il responsabile del settore giovanile. Servono voglia di migliorarsi ogni giorno, disponibilità al sacrificio e capacità di reagire agli errori.

Secondo Grava, proprio i momenti in cui un ragazzo trova meno spazio possono diventare importanti per la sua formazione. Allenatori e famiglie hanno quindi un ruolo centrale nel percorso.

Grava: fiducia anche per Antonio Vergara

Durante l’intervista si è parlato anche di Antonio Vergara, indicato come possibile convocato dalla Nazionale italiana.

Grava ha espresso il proprio auspicio per il centrocampista del Napoli. “Ha fatto sacrifici, si è fatto trovare pronto quando gli è stata data la possibilità”, ha dichiarato.

Il dirigente ha poi aggiunto che Vergara ha dimostrato le proprie qualità nel momento in cui ha ricevuto spazio. Per Grava, il campo resta il giudice principale.

Milton Pereira e Mattia Esposito

Spazio anche ad altri giovani che fanno parte del progetto Napoli. Grava ha parlato di Milton Pereira, sottolineando il suo atteggiamento durante gli allenamenti e la voglia di migliorare.

“È un giocatore che un domani farà parlare di sé”, ha affermato Grava, evidenziando le caratteristiche del giovane.

Il responsabile del settore giovanile ha poi commentato anche il percorso di Mattia Esposito, passato dal Sorrento al Bari. Per Grava, l’esperienza in una piazza importante può rappresentare uno step utile per la crescita del calciatore.

Il Napoli e la filosofia dei prestiti

Nel corso dell’intervista è stata spiegata anche la funzione dei prestiti per i giovani azzurri. Non tutti possono essere immediatamente pronti per la prima squadra.

L’obiettivo è quindi permettere ai calciatori di accumulare minuti, esperienza e responsabilità, continuando il proprio percorso lontano da Napoli.

“Non tutti magari sono pronti subito per fare il salto, altri devono fare un percorso diverso”, ha spiegato Grava. Il prestito può quindi diventare una tappa prima di un eventuale ritorno al Napoli.

Grava: “Il settore giovanile del Napoli c’è”

Infine, Grava ha risposto anche alle critiche sul settore giovanile del Napoli.

“Per me c’è, c’è sempre stato”, ha affermato il dirigente, spiegando che la società mette a disposizione dei ragazzi gli strumenti necessari per crescere.

Grava ha inoltre parlato della Primavera, affidata a Nocerino. Nonostante un avvio complicato, l’obiettivo resta quello di tornare in Primavera 1.

“L’obiettivo deve andare pari passo con la costruzione dei giocatori”, ha spiegato Grava, indicando la crescita dei ragazzi come elemento centrale del progetto.

L’intervista si è conclusa con il ricordo dello storico salvataggio sulla linea contro il Lecce. Un episodio rimasto nella memoria dei tifosi del Napoli e dello stesso Grava, che ha raccontato di aver creduto fino all’ultimo nella possibilità di intervenire.

Un racconto che sintetizza anche il messaggio lanciato durante tutta l’intervista: mentalità, sacrificio e capacità di sfruttare le occasioni possono diventare elementi decisivi nel percorso di un giovane calciatore.

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