CUS Napoli sequestro da 7 milioni: indagato Elio Cosentino

Maxi sequestro di beni per circa 7 milioni di euro tra Napoli e Germania nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione del CUS Napoli. Al centro dell’indagine c’è Elio Cosentino, storico presidente del Centro Universitario Sportivo, accusato di peculato. Coinvolti nell’inchiesta anche la moglie e il figlio Claudio Yannick Cosentino.

Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli sulla base di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura. Le ipotesi di reato contestate comprendono, a vario titolo, peculato, riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio.

CUS Napoli sequestro, l’inchiesta sui fondi pubblici

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tra il 2018 e il 2024 sarebbero state sottratte risorse dalle casse del CUS Napoli e destinate, in parte, alla disponibilità dell’ex presidente e dei suoi familiari.

Nel periodo considerato, sui conti del Centro Universitario Sportivo sarebbero confluiti oltre 6,67 milioni di euro di contributi pubblici provenienti, tra gli altri, dalle Università Federico II, Parthenope e L’Orientale, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da FederCUSI e dalla FIGC.

L’accusa nei confronti di Elio Cosentino riguarda una somma nell’ordine dei 4,2-4,5 milioni di euro, secondo le diverse ricostruzioni riportate dalle fonti. Le presunte movimentazioni sarebbero avvenute attraverso bonifici, versamenti in contanti e operazioni effettuate tramite Pos.

Il passaggio attraverso una seconda associazione sportiva

Uno degli elementi al centro dell’indagine riguarda il Club Sportivo Universitario Napoli (CSU), una seconda associazione dalla denominazione simile al CUS.

Secondo gli accertamenti, tra il 2018 e il 2024 sarebbero stati trasferiti dal CUS al CSU circa 3,76 milioni di euro. Gli investigatori avrebbero inoltre rilevato l’assenza, per il CSU, di una significativa operatività sportiva rispetto al CUS.

Per gli inquirenti, l’associazione avrebbe rappresentato una sorta di passaggio intermedio per alcune delle somme successivamente destinate alla disponibilità degli indagati.

CUS Napoli sequestro: soldi trasferiti in Germania

Una parte dell’inchiesta ha portato gli investigatori oltre i confini italiani. Secondo quanto emerso dalle indagini, oltre 1,9 milioni di euro sarebbero stati accreditati su conti correnti tedeschi riconducibili ai familiari di Cosentino.

Proprio in Germania è stata individuata una parte consistente del patrimonio oggetto del provvedimento.

Complessivamente, il sequestro riguarda 83 rapporti bancari, 21 immobili, quattro attività imprenditoriali e due auto di lusso, per un valore complessivo stimato in circa 7 milioni di euro.

L’esecuzione del provvedimento in territorio tedesco è stata possibile grazie ai meccanismi di cooperazione giudiziaria internazionale e al coordinamento di Eurojust, con il coinvolgimento della Procura di Colonia e delle autorità tedesche.

L’indagine partita dalla denuncia della nuova gestione

L’inchiesta della Procura di Napoli sarebbe partita dalla denuncia presentata nel novembre 2024 da Paola Del Giudice, che nell’ottobre dello stesso anno era stata eletta alla guida del CUS Napoli, interrompendo la lunga presidenza di Cosentino.

La documentazione ufficiale del CUS conferma il passaggio di consegne: nell’ottobre 2024 Del Giudice è stata eletta presidente per il triennio 2024-2027, succedendo a Cosentino. Oggi figura come commissaria straordinaria del Centro.

Gli accertamenti della Guardia di Finanza avrebbero successivamente evidenziato, secondo la Procura, diverse anomalie nella precedente gestione finanziaria dell’ente. L’inchiesta riguarda quindi la gestione precedente e non quella attuale del CUS Napoli.

Cosentino respinge le accuse

Elio Cosentino respinge le contestazioni attraverso il suo legale. L’ex presidente del CUS Napoli ha dichiarato di aver sempre lavorato per la crescita del Centro e di aver operato nel rispetto delle finalità istituzionali dell’associazione.

La difesa ha quindi manifestato la volontà di chiarire la posizione dell’ex presidente nelle sedi competenti e di attendere gli sviluppi dell’indagine. Il provvedimento di sequestro potrà inoltre essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame.

Le accuse contestate dalla Procura rappresentano ipotesi investigative e dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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