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Gian Piero Ventura interviene su Radio Kiss Kiss Napoli e parla di giovani talenti come Vergara, delle sfide tra Napoli e Roma e del coraggio necessario nel calcio italiano.
Il calcio italiano si trova oggi davanti a una sfida importante: valorizzare i giovani talenti e dare loro spazio nelle squadre di Serie A. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Ciro Ferrara ha condiviso la sua esperienza e il suo punto di vista su questo tema, sottolineando quanto sia fondamentale investire sulle nuove generazioni per il futuro del nostro sport.
Durante la trasmissione Radio Goal, Ciro Ferrara ha affrontato con Valter De Maggio il tema della crescita dei giovani calciatori italiani, prendendo spunto dal caso di Vergara. Ha dichiarato che, sebbene il campionato italiano sia molto competitivo e difficile per i ragazzi che vogliono emergere, negli ultimi tempi si stanno vedendo segnali positivi. Ferrara ha citato esempi come Bartesaghi del Milan, Palestra del Cagliari e Bernasconi dell’Atalanta, sottolineando che qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta. Tuttavia, ha ribadito che serve ancora più coraggio da parte delle società e degli allenatori per puntare sui giovani italiani, spesso penalizzati rispetto ai coetanei stranieri. Il confronto tra Hojlund e Vergara, entrambi della stessa età ma con percorsi diversi, evidenzia come i giovani stranieri trovino più facilmente spazio e fiducia nei club italiani rispetto ai talenti locali. Ferrara ha ricordato che il calcio italiano, un tempo meta ambita dai migliori giocatori del mondo, oggi rischia di perdere i suoi giovani più promettenti, attratti dai campionati esteri come la Premier League.
Nel corso della discussione, Ferrara ha sottolineato l’importanza di concludere bene la stagione dopo le eliminazioni dalla Champions e della Coppa Italia. Per Ferrara cercare di accorciare sull’Inter non sarà facile ma sarà fondamentale qualificarsi almeno in Champions. Anche perchè proprio dalla qualificazione in Champions dipende il riscatto di Hojlund. Ferrara ha anche evidenziato come spesso i giovani italiani debbano aspettare il loro momento, magari passando per la Serie C o la Serie B, mentre i coetanei stranieri vengono subito lanciati in prima squadra. Ferrara ha espresso preoccupazione per il rischio che i migliori talenti italiani vengano “portati via” da altri campionati, come già successo con Calafiori e, in futuro, forse anche con Palestra. Ha inoltre sottolineato che, sebbene in Italia arrivino ancora grandi campioni stranieri, spesso questi sono ormai a fine carriera, mentre i giovani italiani faticano a trovare spazio.
Nel finale della trasmissione, Ferrara ha condiviso un aneddoto che racconta l’inizio della sua carriera da calciatore. Ha ricordato di quando, a soli 17 anni, fu chiamato dal segretario del Napoli mentre era in vacanza con la famiglia a Gaeta: “Mi chiamano sul Lido e quindi vengo contattato in questa maniera dal segretario del Napoli che mi annuncia, Ciro domani mattina ti devi far trovare in ritiro con la prima squadra. Avevo 17 anni e per me è stata una gioia indescrivibile, non me lo sarei mai aspettato”. Ferrara ha raccontato come quell’episodio abbia cambiato la sua vita e si è detto orgoglioso del percorso fatto. Questo ricordo personale mette in luce quanto sia importante dare fiducia ai giovani e offrire loro opportunità concrete, proprio come accadde a lui negli anni Ottanta. Ferrara ha concluso sottolineando che, nonostante le difficoltà attuali, è fondamentale continuare a credere nei giovani e a investire su di loro per il bene del calcio italiano.
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