Casa boss Arzano, nuova operazione nella zona della 167. La Polizia Locale ha sgomberato un appartamento di edilizia popolare occupato abusivamente da anni da una famiglia ritenuta legata al clan Monfregolo. L’abitazione, dopo la rimozione degli arredi, potrà essere restituita ai legittimi assegnatari.
L’intervento è stato eseguito dagli agenti della Polizia Locale, guidati dal comandante Luigi Maiello. La vicenda era stata segnalata nei mesi scorsi dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che aveva raccolto le segnalazioni di alcuni cittadini aventi diritto all’alloggio.
L’appartamento si trova nel complesso di edilizia residenziale pubblica della 167 di Arzano. Secondo quanto ricostruito, la famiglia che occupava l’immobile avrebbe avuto legami con il clan Monfregolo.
L’abitazione sarebbe rimasta occupata per oltre dieci anni, impedendo ai legittimi assegnatari di entrarne in possesso.
Lo sgombero ha permesso di liberare l’alloggio e completare le operazioni necessarie alla sua riconsegna. Gli operatori hanno inoltre rimosso gli arredi lasciati all’interno dell’appartamento.
A colpire sono anche le condizioni dell’abitazione.
All’interno dell’appartamento sono stati trovati marmi, rivestimenti firmati Versace, una vasca con idromassaggio e altri arredi di pregio. Sui marmi presenti all’ingresso sarebbero state inoltre incise iniziali riconducibili al boss.
Un allestimento particolarmente lussuoso per un immobile di edilizia popolare destinato a persone che si trovano in condizioni di necessità.
Secondo quanto riferito dal deputato Borrelli, alcuni degli elementi presenti nell’abitazione avrebbero avuto un valore economico significativo.
Il passaggio più importante riguarda ora la restituzione dell’immobile.
L’appartamento dovrà infatti tornare nella disponibilità delle persone che risultano legittime assegnatarie. La presenza degli arredi degli occupanti aveva finora rappresentato un ostacolo alla conclusione della procedura.
La Polizia Locale ha quindi proceduto alla liberazione dell’abitazione, consentendo di avviare la fase finale per la consegna.
Il comandante Maiello ha inoltre assicurato attenzione nei confronti dei nuovi assegnatari, anche alla luce del contesto particolarmente delicato nel quale si trova la zona.
La vicenda della casa popolare si inserisce in un territorio da tempo interessato da problematiche legate alla criminalità organizzata e all’occupazione abusiva degli alloggi pubblici.
La zona della 167 di Arzano è stata recentemente al centro anche di importanti operazioni giudiziarie contro gruppi criminali attivi sul territorio.
Nel giugno 2026, un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha portato a 17 misure cautelari nei confronti di persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione e usura. Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Lo sgombero riporta così al centro il tema della destinazione degli alloggi pubblici.
L’obiettivo delle istituzioni è garantire che le abitazioni vengano assegnate alle persone presenti nelle graduatorie e che gli immobili occupati abusivamente tornino nella disponibilità degli aventi diritto.
Il caso della casa boss Arzano rappresenta quindi un intervento dal forte valore simbolico: dopo anni di occupazione, un appartamento di edilizia popolare viene liberato e si prepara a tornare a chi ne ha effettivamente diritto.
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