All’ultimo respiro il Napoli vince la seconda partita di campionato contro il Cagliari e si porta a casa i tre punti grazie al gol di Anguissa. Finisce 1-0 con la rete del camerunense al 95′, ultimo minuto di recupero di una gara dominata dagli azzurri ma senza troppe occasioni da gol. Conte la gioca con Spinazzola a sinistra (fuori Olivera), poi 4-1-4-1 con Lucca davanti e KDB alle sue spalle, dentro meccanismi consolidati che per un tempo e nonostante il 63% di possesso non trovano spazi autentici per far male al Cagliari. Fabio Pisacane, napoletano emozionato, va allo scontro uomo contro uomo, quasi tutti dietro la linea della palla, vede i suoi non sbagliare una preventiva né un raddoppio, non rinuncia con Folorunsho a dar coraggio a Esposito, entra in area, fa venire la tremarella a Meret con il centravanti (servito da Deiola), poi con Prati (illuminato dal debuttante Palestra) e sparge credibilità tattica intorno al suo Cagliari. E’ un assedio Napoli, statisticamente, e ci sta, che però consegna a De Bruyne una volèe alta di poco e a Lucca una rasoiata per l’erba simil-verde del Maradona, prima che Caprile ci metta i pugni (45′) sul solito McTominay, l’uomo del gol-scudetto. Non basta accerchiare il Cagliari, tenendolo nella sua trequarti, perché Caprile (60′) è bravo sulla conclusione di Spinazzola e perché spazi non se ne scorgono. Guai concederne, poi, ovviamente: Luvumbo (dentro per Zappa) ha velleità dalla distanza non assistite dall’esito della conclusione, ma sono segnali. Il rischio cedimento viene avvertito da Pisacane (65′: fuori Prati ed Esposito per Gaetano e Borrelli) e per resistere ad oltranza occorre freschezza. Il Napoli allarga il campo, va su Politano (sinistro alto, 70′) ha un andamento troppo lento per spostare il Cagliari che impreca al vento per una chanches di Folorusho a 16′ dalla fine. Il timer invita Conte a cambiare alla solita ora, dopo 75′, Ambrosino per Lucca, dopo 80′ Lang e Olivera per De Bruyne e Spinazzola che trasformano lo spartito: 4-3-3. A porta quasi vuota, su costruzione dal basso. Lang per poco non esalta il Maradona, disperato per il salvataggio di Mina. E che stavolta dovesse andare così, pareva scritto al 93′ sul destro a botta sicura di McTominay, ancora lui, stavolta addosso a Caprile, e sulla rovesciata di McTominay, sempre lui, fuori di niente con Anguissa ad inveire, perché stava sulla traiettoria. Non è finita fin quando non è finita, lo sa anche Anguissa: dall’angolo, sponda di Buongiorno, manca un secondo, quanto basta al Napoli per far festa che Anguissa allestisce.
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