Lo Monaco: «Napoli, servono acquisti. Lang non era da 30 milioni»

Pietro Lo Monaco analizza il momento difficile del Napoli e critica le scelte effettuate sul mercato estivo, soffermandosi in particolare sull'acquisto di Noa Lang. Nel mirino anche la preparazione atletica e la lunga emergenza infortuni: «La rivoluzione andava fatta in estate, servono otto calciatori: quattro a gennaio e quattro a giugno».

Pietro Lo Monaco analizza il momento complicato del Napoli e punta il dito sulle scelte societarie, sulle valutazioni effettuate durante il mercato estivo e sulla gestione della preparazione atletica. Nel corso di un intervento radiofonico del 3 novembre 2026, il dirigente ha espresso un giudizio severo sulla situazione degli azzurri, soffermandosi anche sulle difficoltà di alcuni nuovi acquisti, a partire da Noa Lang.

Secondo Lo Monaco, i problemi del Napoli non possono essere ricondotti esclusivamente all’allenatore o ai risultati delle ultime partite. Alla base della crisi ci sarebbero valutazioni di mercato non sufficientemente approfondite, una rosa da rinnovare e una condizione fisica che continua a destare preoccupazione.

Il suo messaggio è netto: la rivoluzione andava fatta in estate, ma adesso la società deve programmare nuovi interventi. La proposta è quella di inserire otto calciatori tra gennaio e giugno.

Lo Monaco critica il mercato: «Lang non era un giocatore da Napoli»

Uno dei passaggi più duri dell’intervento riguarda Noa Lang, arrivato a Napoli dopo le esperienze con Club Brugge e PSV Eindhoven. Lo Monaco ha contestato soprattutto le valutazioni effettuate prima dell’acquisto, sostenendo che sarebbe stato necessario approfondire maggiormente il rendimento del calciatore e la sua capacità di incidere.

«Quando io decido di prendere Lang, e sono un conoscitore del calcio internazionale, la prima cosa che ripeto è che conosco Lang. So che è stato a Lykes, è stato a Bruxelles, è stato a PSV Eindhoven, ma è sempre stato una meteora».

Il giudizio sul rendimento dell’esterno è particolarmente severo: «Lang è uno che colpisce perché tecnicamente è carino, è simpatico, ma non produce. Io l’ho definito più simpaticamente come una macchina che va a folle».

Lo Monaco ha quindi messo in discussione l’investimento economico sostenuto dal Napoli: «Evidentemente non ha valutato lo storico di Lang. Non era un giocatore assolutamente da Napoli e soprattutto un giocatore da spendere 25-30 milioni di euro».

Il dirigente ha esteso le proprie considerazioni anche ad altri acquisti, sottolineando quanto sia importante valutare non soltanto le qualità tecniche, ma anche il rendimento passato e le caratteristiche caratteriali dei calciatori chiamati a confrontarsi con una piazza esigente come quella partenopea.

«Se io faccio una spesa di 30 milioni per un giocatore, non devo dormire la notte», ha aggiunto, evidenziando la responsabilità che accompagna investimenti di questa portata.

Allegri e le responsabilità del progetto Napoli

Lo Monaco ha affrontato anche il tema delle responsabilità di Massimiliano Allegri, invitando però a non concentrare tutte le critiche esclusivamente sull’allenatore.

Secondo il dirigente, il tecnico avrebbe accettato un progetto che presentava già dall’inizio alcune limitazioni strutturali. La società, infatti, avrebbe scelto di puntare su una rosa esperta, consapevole dei problemi legati all’età media e della necessità di una riorganizzazione complessiva.

«Se Allegri ha una colpa, sai che colpa ha? Quella di avere accettato all’inizio dell’anno il progetto del Napoli quest’anno».

Lo Monaco ha ricordato che il Napoli sapeva di avere una delle rose più anziane della Serie A e che sarebbero state necessarie scelte più profonde per costruire una squadra competitiva.

L’obiettivo societario, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato quello di raggiungere la qualificazione in Champions League per non perdere i relativi benefici economici, rimandando una parte importante della rivoluzione della rosa.

Una strategia che, alla luce delle difficoltà attuali, viene giudicata insufficiente.

Emergenza infortuni, Lo Monaco attacca la preparazione atletica

Tra gli aspetti che preoccupano maggiormente Lo Monaco c’è anche la lunga serie di problemi fisici che ha condizionato il Napoli dall’inizio della stagione.

Il dirigente ha chiamato in causa la preparazione atletica, ritenendo necessario interrogarsi sul lavoro svolto e sulle ragioni dei numerosi problemi muscolari.

«Guarda caso il fallimento anche dei preparatori atletici, perché non è possibile che la maggior parte dei giocatori abbiano tutti i problemi muscolari».

Lo Monaco ha richiamato l’attenzione anche sulla ricorrenza di determinati problemi muscolari, soffermandosi in particolare sul tricipite surale.

Ha poi evidenziato un altro aspetto: secondo la sua analisi, il Napoli tende a perdere brillantezza con il passare dei minuti.

«Al sessantesimo scoppiano. Signore mio, se scoppiano, la spiegazione è una sola. Un albero che non ha le radici forti e il tronco forte si infradicia subito. E il Napoli ha questo».

Per Lo Monaco, quindi, non si tratta soltanto di recuperare gli indisponibili, ma di comprendere le cause di una situazione che rischia di compromettere l’intera stagione.

Napoli, la sconfitta con la Juventus non è stata una partita disastrosa

Nel suo intervento, Lo Monaco ha analizzato anche la recente prestazione degli azzurri contro la Juventus, prendendo le distanze da chi ha descritto la gara come completamente negativa.

A suo giudizio, il Napoli aveva disputato una buona partita, nonostante i limiti evidenziati in fase offensiva.

«È disonesto chi dice che il Napoli ha fatto una partita disastrosa. Non è vero. Il Napoli tutto il tempo ha giocato bene, tutto il tempo ha fatto una buonissima gara con un attacco evanescente».

Il dirigente ha poi ricordato le difficoltà incontrate durante la partita, tra le sostituzioni di Di Lorenzo e De Bruyne e l’espulsione di Marianucci.

Una serie di episodi che, nella sua lettura, ha ulteriormente complicato una situazione già condizionata dalle difficoltà fisiche della rosa.

Lo Monaco: «La rivoluzione andava fatta in estate, servono otto calciatori»

La parte più significativa dell’intervento riguarda le prospettive future e gli interventi necessari per rilanciare il Napoli.

Per Lo Monaco, il rinnovamento della squadra non può più essere rimandato. La società avrebbe dovuto intervenire in maniera più incisiva durante la sessione estiva, ma adesso deve iniziare a programmare il futuro.

«Quando io dico la rivoluzione andava fatta in estate. Oggi chi ha tempo? Non perda tempo. Otto persone nuove ci vuole. Quattro acquisti a gennaio e quattro a giugno».

La proposta è dunque quella di inserire otto nuovi calciatori nell’arco delle prossime due finestre di mercato, con quattro rinforzi già a gennaio e altri quattro nella sessione estiva.

Lo Monaco ha comunque riconosciuto le difficoltà del mercato invernale, che non sempre permette di individuare e acquistare i profili desiderati.

«A gennaio compatibilmente con il mercato che non è facile. È un mercato di riparazione. Non è sempre così».

Il messaggio finale è un invito alla società a non perdere altro tempo: per il dirigente, il Napoli ha bisogno di una programmazione più profonda e di una vera ricostruzione della rosa.

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