Mustang, Kasia Smutniak a Napoli: il documentario su Pietro Taricone

Oggi alle 21.30 Kasia Smutniak sarà al Modernissimo di Napoli per presentare Mustang, il documentario sul viaggio in Nepal con Pietro Taricone.

Una storia d’amore, un viaggio ai confini del mondo e una promessa rimasta in sospeso per anni. È da questi elementi che nasce Mustang, il documentario scritto e diretto da Kasia Smutniak, che arriva a Napoli con un appuntamento speciale.

Oggi, alle 21.30, l’attrice e regista incontrerà il pubblico del Multicinema Modernissimo per presentare il suo nuovo lavoro, dedicato al viaggio compiuto nel 2003 insieme a Pietro Taricone nella remota regione nepalese del Mustang.

La proiezione rappresenta uno degli appuntamenti principali della giornata inaugurale della sedicesima edizione de Il cinema esteso. Venezia a Napoli, la rassegna che porta nelle sale campane opere presentate nei principali festival internazionali. Per il pubblico napoletano sarà un’occasione per conoscere da vicino un progetto cinematografico profondamente personale, nel quale ricordi privati, immagini d’archivio e testimonianze familiari si intrecciano con una vicenda di solidarietà.

Mustang, il viaggio del 2003 con Pietro Taricone

Al centro del documentario c’è un’esperienza vissuta oltre vent’anni fa. Nel 2003 Kasia Smutniak e Pietro Taricone, che si conoscevano da poco, partirono insieme alla scoperta del Mustang, una regione isolata del Nepal, ai piedi dell’Himalaya.

Avevano con sé uno zaino e una piccola videocamera. Non cercavano un viaggio convenzionale: volevano raggiungere un territorio lontano dai circuiti turistici, dove in alcune zone non esistevano nemmeno strade. Quel soggiorno si trasformò in un’esperienza destinata a lasciare un segno nella loro vita.

Durante il viaggio i due si fecero una promessa: tornare un giorno in quella terra e fare qualcosa per contribuire alla tutela della sua cultura e delle comunità locali.

Il destino, però, avrebbe cambiato i loro progetti. Dopo la morte di Pietro Taricone, avvenuta nel 2010, quel ritorno insieme non fu più possibile. Le immagini registrate durante la prima esperienza, tuttavia, sono rimaste e sono diventate il punto di partenza di un racconto cinematografico che attraversa il tempo.

La figlia Sophie e le immagini ritrovate dopo tanti anni

Uno degli aspetti più particolari di Mustang riguarda il coinvolgimento di Sophie Taricone, figlia di Kasia Smutniak e Pietro Taricone, nata nel 2004.

Molti anni dopo quel primo viaggio, Sophie riscopre i filmati realizzati dai genitori nel 2003 e quelli delle successive esperienze in Nepal condivise con la madre durante l’infanzia. Da questo recupero di ricordi prende forma un percorso che non riguarda soltanto la memoria di una coppia, ma anche il rapporto tra una figlia e la storia dei propri genitori.

La voce di Sophie accompagna il racconto, creando un collegamento tra generazioni diverse. Il documentario si sviluppa così attraverso materiali personali, ricordi e nuove immagini, mostrando come un’esperienza vissuta in gioventù possa continuare a influenzare le scelte e la vita di una famiglia anche a distanza di molti anni.

La promessa mantenuta: una scuola per i bambini del Mustang

La storia raccontata nel film non si ferma alla dimensione personale. Nel corso del tempo, Kasia Smutniak ha ritrovato il legame con quella regione anche attraverso l’incontro con Kunzom, una donna del posto con cui è stato possibile trasformare la promessa fatta insieme a Taricone in un progetto concreto.

L’obiettivo è stato quello di contribuire alla costruzione di una scuola, permettendo ai bambini del Mustang di continuare a studiare senza essere costretti ad allontanarsi dalle proprie famiglie.

È uno dei passaggi più significativi del documentario: il ricordo di Pietro diventa anche un’occasione per dare continuità a un impegno preso tanti anni prima. Il viaggio, iniziato come esperienza privata di due giovani innamorati, assume quindi un significato più ampio, legato all’istruzione, alla cultura e al futuro delle comunità locali.

Kasia Smutniak torna alla regia dopo Mur

Con Mustang, Kasia Smutniak torna dietro la macchina da presa dopo Mur, il documentario del 2023 che raccontava il confine tra Polonia e Bielorussia e la situazione dei migranti bloccati lungo quella frontiera. Per quel lavoro aveva ottenuto il Nastro d’Argento 2024 nella categoria Cinema del Reale.

Il nuovo progetto conferma il suo interesse per un cinema documentario capace di raccontare vicende personali intrecciandole a questioni sociali e culturali.

Il significato del titolo e il concetto di Samsara

Anche il titolo del documentario contiene un riferimento importante per comprendere il senso dell’opera.

Il Mustang è una regione del Nepal caratterizzata da paesaggi montuosi, antichi insediamenti e tradizioni culturali profondamente radicate. È proprio in questo territorio che prende forma la vicenda raccontata da Smutniak.

Nel film compare anche il concetto di Samsara, termine della tradizione filosofica e religiosa orientale che indica il ciclo continuo dell’esistenza, della trasformazione e della rinascita. Un riferimento che accompagna il racconto di una storia nella quale il passato non scompare, ma continua a vivere attraverso le persone, i ricordi e le esperienze successive.

Il documentario diventa così una riflessione sul tempo, sulla perdita e sulla possibilità di dare un nuovo significato a ciò che sembrava appartenere soltanto al passato.

Venezia a Napoli, sei giorni di cinema internazionale

La presentazione di Mustang si inserisce nella sedicesima edizione de “Il cinema esteso. Venezia a Napoli”, in programma dal 3 all’8 novembre 2026.

La manifestazione, ideata e diretta da Antonella Di Nocera e curata da Parallelo 41 Produzioni, amplia quest’anno il proprio programma con 42 proiezioni provenienti da 18 Paesi, distribuite in dieci sale di sei comuni della Campania.

Sono previsti anche incontri con registi, attori e protagonisti del cinema internazionale, oltre a masterclass e appuntamenti dedicati alle nuove generazioni e alle autrici.

L’apertura della giornata del 3 novembre è affidata alle proiezioni di Oasis e Falling House, mentre alle 21.30 il Modernissimo ospita l’appuntamento speciale con Mustang e l’incontro con Kasia Smutniak.

La manifestazione prevede inoltre una formula di accredito a sostegno di Gazzella OdV, organizzazione impegnata nell’assistenza ai bambini e alle famiglie di Gaza.

Per Napoli, dunque, non sarà soltanto una serata dedicata al cinema d’autore. Mustang porta sul grande schermo una storia che parte da un viaggio del 2003 e arriva fino al presente, trasformando le immagini di un ricordo familiare in una testimonianza di amore, memoria e impegno concreto.

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