Uomo senza memoria in aeroporto: il mistero di Capodichino
Non ha documenti, denaro e non ricorda il proprio nome. Dice di essere svedese. Il caso del trentenne di Capodichino ricorda il film The Terminal con Tom Hanks. Il console onorario cerca di identificarlo.
Un uomo senza memoria in aeroporto a Napoli da oltre un mese: è il caso che sta facendo discutere a Capodichino. Il trentenne, che sostiene di essere svedese, non ha documenti, denaro né effetti personali. Non ricorda il proprio nome e non sa spiegare come sia arrivato in città. La sua storia ricorda quella raccontata nel film The Terminal, con Tom Hanks. Intanto il console onorario della Svezia si è attivato per cercare di identificarlo.
Il mistero dell’uomo senza memoria in aeroporto a Napoli
Da più di un mese il giovane trascorre gran parte delle proprie giornate all’interno dello scalo napoletano. Ha circa trent’anni, un aspetto curato e modi gentili. Chi lavora a Capodichino lo descrive come una persona tranquilla, che non ha mai creato problemi.
Il ragazzo non possiede documenti, soldi o oggetti personali. Quando gli viene chiesto chi sia, non riesce a fornire risposte precise. Sostiene soltanto di avere origini svedesi, ma non ricorda il proprio nome né altri dettagli sulla sua vita. La sua nazionalità resta comunque da verificare.
La sua giornata segue ormai gli orari dell’aeroporto: arriva all’apertura, intorno alle 3.30 del mattino, e rimane nello scalo fino alla chiusura serale, prevista alle 22.30. Durante la notte cerca invece riparo nelle zone circostanti.
Nel frattempo, alcuni lavoratori hanno iniziato a prendersi cura di lui. C’è chi gli offre qualcosa da mangiare, chi gli procura vestiti puliti e chi gli mette a disposizione prodotti per l’igiene personale. Una solidarietà spontanea nei confronti di un uomo senza memoria in aeroporto, la cui storia continua a sollevare interrogativi.
Il paragone con The Terminal: la storia di Tom Hanks
La vicenda di Capodichino richiama inevitabilmente The Terminal, il film del 2004 diretto da Steven Spielberg e interpretato da Tom Hanks.
Nella pellicola, l’attore veste i panni di Viktor Navorski, un uomo che arriva all’aeroporto JFK di New York proprio quando nel suo Paese immaginario, la Krakozhia, scoppia un colpo di Stato. Il cambiamento politico rende inutilizzabili i suoi documenti e gli impedisce sia di entrare negli Stati Uniti sia di tornare in patria.
Costretto a rimanere nel terminal, Viktor trasforma progressivamente l’aeroporto nella propria casa. Impara a sopravvivere tra negozi, ristoranti e sale d’attesa, stringendo rapporti con il personale dello scalo.
Anche a Napoli il giovane svedese ha trovato nell’aeroporto un punto di riferimento quotidiano. I dipendenti lo conoscono, lo aiutano e cercano di garantirgli un minimo di assistenza. Ma le analogie si fermano qui: nel film il protagonista è vittima di una situazione burocratica internazionale, mentre a Capodichino il problema riguarda soprattutto l’identità sconosciuta del trentenne e la sua dichiarata perdita di memoria.
Una storia che sembra uscita da una sceneggiatura cinematografica, ma che nella realtà presenta interrogativi ancora senza risposta.
Il console svedese si attiva: coinvolta anche l’ambasciata
A interessarsi direttamente al caso è Pierluigi Petrone, console onorario della Svezia a Napoli. Dopo aver incontrato il giovane e aver parlato con lui in inglese, ha cercato di raccogliere informazioni utili per ricostruirne la storia.
Il ragazzo avrebbe confermato di essere svedese, senza però riuscire a ricordare altri elementi sulla propria identità. Il console lo ha descritto come educato e rispettoso, sottolineando l’assenza di comportamenti problematici.
La vicenda è arrivata anche all’attenzione della Polizia di frontiera, che ha contattato l’ambasciata svedese a Roma. Nella comunicazione si fa riferimento a un presunto cittadino svedese presente nello scalo napoletano e privo di documenti. L’obiettivo è ricevere indicazioni per identificarlo e valutare le procedure da seguire.
Per il momento, quindi, non esiste ancora una conferma ufficiale sulla sua identità. Le verifiche diplomatiche e quelle delle autorità dovranno chiarire la sua provenienza e permettere di individuare eventuali familiari.
La chiusura di Capodichino complica la situazione
A rendere ancora più delicata la vicenda è la chiusura dell’aeroporto di Napoli, scattata il primo novembre per consentire i lavori di manutenzione e riqualificazione della pista, con una sospensione delle attività prevista per circa un mese.
Per il giovane si tratta di un cambiamento importante. Capodichino era diventato il suo principale punto di riferimento, il luogo in cui trascorreva quasi tutta la giornata e dove aveva trovato persone disposte ad aiutarlo.
Con la chiusura dello scalo viene meno quella routine che, per settimane, gli ha garantito un ambiente familiare e una forma di assistenza spontanea. Resta da capire dove potrà trovare riparo durante il periodo dei lavori e quale soluzione verrà individuata per garantirgli supporto.
L’appello per riconoscere l’uomo senza memoria
Il console onorario della Svezia ha lanciato un appello affinché chiunque possa riconoscere il giovane dalle fotografie contribuisca a fare chiarezza.
Un familiare, un conoscente o una persona entrata in contatto con lui potrebbe fornire informazioni decisive. La speranza è che le immagini possano raggiungere anche la Svezia e consentire di risalire alla sua identità.
Il caso dell’uomo senza memoria in aeroporto resta dunque aperto. Dietro la storia che ricorda The Terminal c’è un giovane che, almeno per ora, non riesce a raccontare chi sia né da dove venga. La speranza è che qualcuno possa riconoscerlo e aiutarlo a ritrovare la strada verso casa.
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