Napoli, allarme infortuni: Pulcini spiega le cause, parla Zazzaroni

Ivo Pulcini e Ivan Zazzaroni intervengono a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, con Valter De Maggio, per analizzare i numerosi infortuni degli azzurri. Dalla preparazione atletica al calendario fitto di impegni, fino all'alimentazione e al recupero fisico, ecco le loro dichiarazioni.

Il Napoli continua a fare i conti con una lunga lista di indisponibili. Ma da cosa dipende l’emergenza infortuni che sta condizionando la stagione azzurra? A fare chiarezza è stato il professor Ivo Pulcini, direttore sanitario della Lazio da 21 stagioni, intervenuto ai microfoni di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, insieme a Ivan Zazzaroni.

Nel corso della trasmissione, condotta dal direttore Valter De Maggio, si è discusso delle possibili cause dei numerosi problemi fisici che interessano i calciatori. Dalla frequenza delle partite ai carichi di lavoro, passando per i precedenti infortuni, l’alimentazione e la gestione delle gare disputate a orari particolari. Un’analisi che non individua un unico responsabile, ma richiama l’attenzione su diversi fattori.

Napoli, Pulcini sugli infortuni: «Hanno quasi sempre un’origine multifattoriale»

Ad aprire il confronto è stato Valter De Maggio, che ha ricordato come il Napoli debba fare i conti con nove calciatori indisponibili, chiedendo a Pulcini un parere sull’emergenza.

Il responsabile sanitario della Lazio ha manifestato la propria vicinanza alla squadra azzurra, sottolineando la complessità della situazione:

«Seguo con attenzione e anche con partecipazione quello che sta accadendo alla squadra azzurra, perché dopo la Lazio è nel cuore per colpa di mio genero. Quando tanti calciatori si fermano contemporaneamente non è soltanto un problema sportivo, è un problema umano, medico, organizzativo».

Entrando nel merito delle possibili cause, Pulcini ha spiegato che gli infortuni muscolari e tendinei nel calcio moderno dipendono generalmente da una combinazione di elementi:

«Gli infortuni nel calcio moderno fanno parte del gioco, parlo di quelli muscolari e quelli tendinei, tra i più comuni, e hanno quasi sempre un’origine però multifattoriale e quindi possono concorrere i carichi di lavoro, la frequenza delle partite, perché il calendario spesso è fitto di impegni, la fatica, i precedenti infortuni, chi ha avuto degli infortuni storico, lo storico in carriera».

Particolare attenzione è stata riservata al rischio di ricadute. Secondo il professore, chi ha già accusato problemi fisici può essere maggiormente esposto a nuovi stop:

«Perché hanno una possibilità di recidiva del 20%, quindi chi è stato male l’anno scorso rischia di stare male ancora di più rispetto agli altri quest’anno».

Tra gli altri aspetti da considerare figurano le condizioni dei terreni di gioco, il microclima e soprattutto l’alimentazione, definita da Pulcini una componente fondamentale della preparazione atletica.

Zazzaroni sugli infortuni del Napoli: «Non c’è un’unica causa»

Nel corso della trasmissione, De Maggio ha ricordato anche le polemiche della precedente stagione, quando i numerosi infortuni del Napoli erano stati associati ai metodi di preparazione di Antonio Conte, al lavoro del preparatore Coratti e alla gestione sanitaria del professor Canonico.

Il conduttore ha evidenziato come, nonostante i cambiamenti nell’organizzazione tecnica e medica, i problemi fisici siano proseguiti anche quest’anno.

Ivan Zazzaroni ha invitato a distinguere le diverse tipologie di infortunio, richiamando soprattutto il peso dei precedenti e degli impegni ravvicinati:

«Io non sono per generalizzare, evidentemente, perché poi c’è il discorso traumatico, c’è il discorso muscolare, ci sono infortuni di vario genere. Ha detto una cosa Ivo che è molto importante: chi ha avuto problemi lo scorso anno difficilmente non può averne quest’anno e infatti lo vediamo in Alisson, lo vediamo in Neres, lo vediamo in De Bruyne, lo vediamo in Anguissa».

Il giornalista ha poi posto l’accento sulla gestione delle soste per le nazionali e sulle differenti possibilità di allenamento tra le squadre.

«E poi la frequenza delle partite… quest’anno c’è una grandissima novità: le tre settimane di sosta. Infatti non è casuale. Se vuoi dare una spiegazione anche plausibile a Lazio e Frosinone, hanno pochi nazionali, quindi loro hanno potuto allenarsi con una frequenza normale, con tempi normali, e oggi hanno dei giocatori più solidi dal punto di vista fisico».

Secondo Zazzaroni, le squadre con numerosi calciatori impegnati con le rispettive nazionali possono invece incontrare maggiori difficoltà nella programmazione degli allenamenti e dei recuperi.

La sua analisi si è conclusa con l’indicazione di due elementi particolarmente rilevanti:

«Però due cause le segnalo: la frequenza delle partite, degli impegni, delle coppe, quindi l’impegno in nazionale e i precedenti».

Pulcini sull’alimentazione: «È l’allenamento invisibile»

Un altro tema affrontato durante Radio Goal è stato quello dell’alimentazione, considerata da Pulcini una componente essenziale per la condizione fisica dei calciatori.

Il professore ha spiegato che la nutrizione deve essere programmata con attenzione, tenendo conto delle caratteristiche degli alimenti e delle esigenze degli atleti.

«L’alimentazione è alla base, cioè io la chiamo allenamento invisibile, perché l’allenamento quotidiano lo puoi misurare coi tempi, con la durata. L’alimentazione sfugge spesso al controllo del medico, del nutrizionista, e quindi l’atleta può anche bere liquori».

Un aspetto che, secondo il responsabile sanitario della Lazio, non può essere trascurato quando si analizzano le prestazioni e il recupero degli sportivi professionisti.

Partite alle 12:30, Pulcini: «Ci sono ritmi biologici da rispettare»

Nel finale del confronto si è parlato anche delle partite disputate alle 12:30 e dell’importanza di organizzare correttamente i pasti prima del fischio d’inizio.

Pulcini ha ricordato che la preparazione alimentare deve rispettare i tempi biologici dell’organismo, soprattutto per quanto riguarda la digestione:

«Abbiamo dei ritmi biologici da rispettare, l’organismo umano è una macchina perfetta, quindi sapere esattamente quanto tempo prima e cosa mangiare e quanto tempo quel cibo rimane nello stomaco per la digestione».

Per spiegare il concetto, il professore ha utilizzato l’esempio di un piatto di pasta, evidenziando le differenze nei tempi digestivi in base ai condimenti:

«Se io prendo un piatto di spaghetti e lo condisco con olio d’oliva crudo e pomodoro fresco, è chiaro che ci impiego un’ora, un’ora e mezzo. Se ci metto il ragù ci metto tre ore».

Pulcini ha infine citato il lavoro del nutrizionista della Lazio, Marco Marchetti, sottolineando l’importanza di una programmazione alimentare attenta anche ai dettagli.

Napoli, l’emergenza infortuni tra calendario e precedenti

Dall’intervento di Ivo Pulcini e Ivan Zazzaroni emerge un quadro complesso dell’emergenza infortuni che sta interessando il Napoli. Non esiste, secondo le considerazioni espresse durante la trasmissione, una spiegazione riconducibile a un solo elemento.

I precedenti problemi fisici, la frequenza delle partite, gli impegni con le nazionali, i carichi di lavoro e l’alimentazione sono tutti aspetti da valutare. Un insieme di fattori che rende necessaria un’analisi complessiva della gestione atletica e sanitaria dei calciatori azzurri.

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