Dalla periferia ai palazzi del potere: Augusto Rubei porta “La strada” a Napoli il 5 novembre. Una storia di riscatto sociale

Dopo il successo della presentazione romana, ‘La strada’, il romanzo d’esordio di Augusto Rubei pubblicato da Piemme, arriva a Napoli. L’appuntamento è per giovedì 5 novembre alle ore 18, presso la libreria Mondadori nella suggestiva cornice della Galleria Umberto I.


Giornalista e manager della comunicazione, annoverato da L’Espresso tra gli spin doctor italiani più influenti degli ultimi anni, Rubei porta nel capoluogo partenopeo una storia di riscatto sociale che, a poche settimane dall’uscita, ha già richiamato l’attenzione di numerose testate giornalistiche, radio e televisioni nazionali.
Un romanzo che parla soprattutto ai giovani delle periferie, a chi è cresciuto pensando di avere meno opportunità degli altri e a chi teme che il proprio destino sia già scritto. Perché, come ama ricordare l’autore, «la strada, se la leggi dall’angolo giusto, non ti inghiotte. Al contrario, ti consegna le carte giuste per vincere».


Rubei ha scelto personalmente Napoli come seconda tappa. Il libro approderà poi al prestigioso BookCity Milano a fine novembre.
Giornalista e manager, Rubei è stato portavoce del ministero della Difesa e del ministero degli Affari Esteri, oltre ad aver curato alcune delle più importanti campagne elettorali recenti. Un percorso professionale che lo ha portato dalle periferie romane fino ai vertici delle istituzioni e del mondo aziendale. Ed è proprio da quel viaggio, umano prima ancora che professionale, che nasce il suo primo libro. A dialogare con l’autore sarà Mario Ajello, giornalista e firma di punta de Il Messaggero, anche lui profondamente legato a Napoli.


Il romanzo, liberamente ispirato alla vita dell’autore, racconta la storia di Pietro, detto Pietruccio, un bambino cresciuto a San Basilio, una delle periferie più difficili di Roma. Un mondo fatto di palazzi popolari, amicizie, fragilità, violenza, droga e destini che sembrano già scritti. Ma anche di solidarietà, affetti e di quella straordinaria forza che spesso nasce proprio dove le opportunità sono più rare.


Pietro cresce, inciampa, sbaglia, si rialza. E attraverso un percorso imprevedibile arriva a conoscere le stanze più importanti delle istituzioni italiane. Ma il suo viaggio non è soltanto una storia di ascesa personale: è soprattutto il racconto di quanto sia difficile, e allo stesso tempo necessario, non dimenticare mai da dove si viene.
È anche per questo che Napoli rappresenta una destinazione naturale per il romanzo. Una città capace di raccontare, attraverso i suoi quartieri e le storie di chi li abita, le contraddizioni di un Paese nel quale il talento non sempre incontra le stesse opportunità, ma in cui la determinazione può ancora cambiare le traiettorie di una vita.
Un libro, dunque, che parla a chi è cresciuto sentendosi fuori posto, a chi ha dovuto conquistarsi ogni opportunità, a chi almeno una volta si è sentito dire, o ha pensato, di non potercela fare.
E forse è proprio questo il messaggio più potente che ‘La strada’ porterà a Napoli: le nostre radici non devono essere una catena che ci trattiene, ma la forza che ci permette di andare lontano.

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