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Dal 23 al 30 ottobre, in Piazzetta del Grande Archivio a Napoli, la mostra “L’Arte non ha distanze” celebra gli artisti argentini e il legame con Maradona. Ingresso gratuito.
Venerdì 23 ottobre alle 20.30 il Teatro Acacia ospita la prima tappa del nuovo tour dei Pink Floyd Immersion.
Audio quadrifonico, scenografie, luci e videoproiezioni accompagneranno il pubblico in un viaggio tra i grandi classici della band britannica.
Ci sono concerti che fanno rivivere la musica e spettacoli che provano a trasformarla in un’esperienza da attraversare con tutti i sensi. È questa la direzione di Beyond the Moon – Chapter I, il nuovo progetto dei Pink Floyd Immersion, in programma venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 20.30 al Teatro Acacia di Napoli.
La data partenopea inaugura il nuovo tour 2026/2027 e segna l’inizio di un percorso artistico che punta a reinterpretare l’universo sonoro e visivo dei Pink Floyd attraverso un linguaggio scenico contemporaneo. Non soltanto una selezione di brani celebri, dunque, ma una produzione che mette in relazione musica dal vivo, tecnologia e immagini per coinvolgere lo spettatore in un viaggio nell’immaginario della storica formazione inglese.
L’elemento più interessante di Beyond the Moon è la sua struttura narrativa. Il progetto nasce infatti come una trilogia live, pensata per sviluppare progressivamente temi, atmosfere e suggestioni legati all’universo dei Pink Floyd.
Il primo capitolo, Beyond the Moon – Chapter I, rappresenta l’inizio del viaggio: una partenza simbolica verso l’ignoto, oltre i confini conosciuti. Il secondo capitolo sarà dedicato alla dimensione interiore, al conflitto e alle trasformazioni evocate anche dall’immaginario di The Wall. Il terzo punta invece sulla liberazione e sulla rinascita, come conclusione di questo percorso.
Una scelta che distingue lo spettacolo dal tradizionale concerto tributo: l’obiettivo non è soltanto riproporre canzoni amate da generazioni di ascoltatori, ma costruire un racconto che accompagni la musica e dia continuità all’esperienza dal vivo.
La caratteristica tecnica che rende riconoscibile il progetto è l’utilizzo di un sistema audio quadrifonico ad alta definizione. A differenza di una diffusione sonora tradizionale, questa tecnologia distribuisce il suono attraverso quattro canali, creando una percezione spaziale più articolata.
Il risultato ricercato è un ascolto avvolgente, nel quale gli effetti sonori e gli strumenti possono assumere una precisa collocazione nello spazio. Una soluzione particolarmente adatta alla musica dei Pink Floyd, che ha fatto della ricerca sonora, delle stratificazioni strumentali e degli effetti acustici uno dei propri tratti distintivi.
Alla dimensione sonora si aggiungono un nuovo impianto scenografico, giochi di luce e videoproiezioni progettati per dialogare con le esecuzioni dal vivo. La componente visiva non è quindi un semplice accompagnamento, ma parte integrante della costruzione dello spettacolo.
Il repertorio attraversa alcune delle stagioni più importanti della discografia della band britannica. Tra i riferimenti annunciati figurano The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, Animals e The Wall, album che hanno contribuito a definire il linguaggio del rock progressivo e la dimensione concettuale della musica dei Pink Floyd.
Dalle atmosfere psichedeliche e dalle sperimentazioni sonore fino alle composizioni più monumentali, il progetto punta a restituire la varietà di un repertorio che ha superato i confini del rock tradizionale.
Il valore dello spettacolo risiede anche nella possibilità di ascoltare questi brani in una veste dal vivo, con arrangiamenti che cercano di rispettare l’identità delle composizioni originali, integrandole in una produzione scenica contemporanea. La scaletta completa della serata napoletana non risulta confermata nelle informazioni consultate.
La direzione musicale è affidata ad Andrea Codispoti, ideatore del concept artistico, oltre che voce e chitarra dei Pink Floyd Immersion. La sua visione guida un progetto nel quale l’esecuzione musicale si intreccia con il lavoro tecnico e scenografico.
L’intenzione dichiarata è andare oltre il semplice omaggio alla band originale, sviluppando una forma di spettacolo in cui suono, immagini e scenografia contribuiscano a un’unica esperienza emotiva.
È proprio questo equilibrio tra fedeltà musicale e ricerca tecnologica a rappresentare uno degli aspetti centrali della produzione, che torna nei teatri italiani con un nuovo allestimento e una formula pensata per ampliare il coinvolgimento del pubblico.
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