Protesta camionisti, il Viceministro dei Trasporti annuncia l’avvio dei pagamenti per le domande presentate fino al 30 agosto. Per settembre e ottobre serviranno nuove risorse, ma il credito d’imposta arriverà nel 2027.
«Bonifici subito o blocchiamo tutto». È questa la richiesta degli autotrasportatori, che chiedono risposte concrete al governo per affrontare il caro carburanti e i costi crescenti del settore.
Dopo il tavolo in Prefettura a Milano, il viceministro dei Trasporti ha annunciato lo sblocco di circa un miliardo di euro, con 480 milioni destinati alle domande presentate fino ad agosto.
Ma la protesta dei camionisti resta legata a una questione centrale: quando arriveranno effettivamente i soldi alle imprese?
Al termine dell’incontro con le associazioni di categoria, Rixi ha illustrato le misure previste per accelerare l’erogazione dei contributi destinati alle imprese di autotrasporto.
«Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d’imposta sarà ovviamente nel ’27», ha dichiarato il viceministro.
Il governo punta quindi a chiudere le pratiche relative alle richieste già presentate, mentre per i mesi successivi sono previste ulteriori risorse. Una parte degli interventi, tuttavia, sarà legata al credito d’imposta previsto per il 2027.
Nel corso delle dichiarazioni successive al vertice di Milano, il viceministro ha precisato che l’avvio dei pagamenti riguarda le domande pervenute entro il 30 agosto, ultima finestra aperta per ottenere il ristoro.
«Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto, che è l’ultima finestra che è stata aperta», ha spiegato Rixi.
L’obiettivo dichiarato è completare l’erogazione delle somme relative alle richieste già presentate. Per le nuove domande riferite a settembre e ottobre, invece, saranno necessarie ulteriori risorse e un nuovo provvedimento.
Il confronto tra governo e associazioni non si chiude con l’annuncio. Le parti hanno già fissato un nuovo appuntamento per il 27 ottobre, quando si tornerà a discutere delle misure necessarie per sostenere il comparto.
Il punto decisivo per gli autotrasportatori resta la disponibilità concreta dei contributi. L’annuncio dello sblocco delle risorse rappresenta un passaggio importante, ma le imprese chiedono che gli impegni si traducano rapidamente in pagamenti effettivi.
La protesta ruota attorno all’urgenza di ottenere liquidità per sostenere le spese di gestione, a partire dal gasolio, in un momento segnato dall’aumento dei costi. Da qui la richiesta di bonifici immediati e la minaccia di nuove iniziative di protesta in assenza di risposte ritenute sufficienti.
Nelle ultime ore la mobilitazione ha interessato diverse aree del Sud Italia, con presidi nel Salernitano, cortei di trattori in Puglia e proteste che hanno coinvolto anche i porti siciliani.
Oltre ai 480 milioni destinati alle domande presentate fino ad agosto, il governo ha annunciato l’intenzione di reperire ulteriori fondi per coprire il periodo settembre-ottobre. Per questa parte degli interventi, il credito d’imposta è previsto nel 2027.
Rixi ha inoltre spiegato che il governo sta lavorando a una proposta per avvicinare il sistema italiano al modello spagnolo, con un possibile adeguamento delle tariffe dell’autotrasporto in relazione all’aumento del prezzo del gasolio.
Il prossimo incontro del 27 ottobre sarà quindi un passaggio importante per verificare gli sviluppi del confronto. Nel frattempo, la richiesta degli autotrasportatori resta netta: non soltanto fondi annunciati, ma pagamenti rapidi e certezze sui tempi.
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