Michele Padovano critica il Napoli dopo la sconfitta per 3-1 contro il Villarreal in Champions League. Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di Radio Goal con Valter De Maggio, l’ex attaccante ha analizzato le difficoltà degli azzurri, soffermandosi sulla convivenza tra Kevin De Bruyne e Scott McTominay. Nel mirino anche il rendimento del centrocampo e il livello della Serie A rispetto agli altri campionati europei.
Secondo Michele Padovano, il Napoli aveva iniziato bene la partita contro il Villarreal. Gli azzurri erano riusciti a portarsi in vantaggio e avevano avuto anche l’opportunità di raddoppiare. Tuttavia, il gol del pareggio degli spagnoli ha cambiato l’inerzia della gara.
«Il Napoli è partito bene i primi venti minuti, è andato in vantaggio, poteva anche raddoppiare, quindi diciamo che aveva la partita in controllo», ha spiegato l’ex calciatore a Radio Kiss Kiss Napoli.
Padovano ha poi commentato l’errore di Politano, invitando a non attribuire al singolo la responsabilità della sconfitta.
«L’errore di Politano può succedere. È un errore che possono fare in tanti, quindi non va assolutamente colpevolizzato».
Il problema principale, a suo giudizio, è stata la reazione collettiva della squadra dopo aver subito il pareggio.
«La squadra da quel momento in poi si è disunita, è successo un qualcosa di strano che non dovrebbe succedere». Per Padovano, le squadre più forti devono saper reagire anche agli errori tecnici e agli imprevisti durante una partita.
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato l’equilibrio del centrocampo del Napoli. Padovano ha espresso dubbi sulla possibilità di schierare contemporaneamente Kevin De Bruyne e Scott McTominay, soprattutto nelle partite contro avversari capaci di imporre ritmi elevati.
«Io rimango convinto, una mia convinzione, per carità posso anche sbagliarmi, che McTominay e De Bruyne siano difficili da far coesistere. Molto difficile, non dico che non possano coesistere, ma è molto e molto difficile», ha dichiarato.
L’ex attaccante ha riconosciuto le qualità tecniche dei due centrocampisti, evidenziando però i possibili problemi nella fase di non possesso.
«Sono tutti e due giocatori con grandi doti, spiccatamente offensive, e quindi diciamo che ieri si è vista una sofferenza a metà campo incredibile».
Il punto, dunque, non riguarda il valore dei singoli, ma la capacità della squadra di trovare il giusto equilibrio tra qualità offensiva, copertura degli spazi e recupero del pallone.
Nel corso di Radio Goal, Padovano ha dedicato un passaggio anche al rendimento di Kevin De Bruyne. L’ex calciatore ha riconosciuto il valore del centrocampista belga, sottolineando però come l’età possa incidere sulle prestazioni rispetto ai suoi anni migliori.
«De Bruyne è stato un campione. Oggi ancora non ce l’ha dimostrato a Napoli, né l’altro anno e tantomeno quest’anno come è partito, anche se voglio dire in nazionale ha fatto bene».
Padovano ha poi aggiunto: «Gli anni si sentono per tutti e quindi chiaramente lui non è più quel giocatore di tre-quattro anni fa che era meraviglioso, era un piacere vederlo giocare».
L’ex attaccante non ha escluso che il belga possa ancora fare la differenza, ma ha suggerito una gestione diversa del suo impiego.
«Se utilizzato in una maniera intelligente e importante, trenta minuti, quando sei… è un giocatore come lui sicuramente ti può anche risolvere la partita».
Infine, una considerazione netta sul ruolo del centrocampista nell’organizzazione della squadra: «Ma dargli le chiavi del centrocampo mi sembra un attimino un po’ eccessivo».
L’analisi di Padovano si è estesa anche alla situazione generale del calcio italiano. Secondo l’ex attaccante, le difficoltà del Napoli nelle competizioni europee non rappresentano un caso isolato, ma evidenziano un divario più ampio rispetto ai principali campionati stranieri.
«Negli anni Novanta da noi venivano i campioni in assoluto del mondo e più giovani, adesso vengono a fine carriera», ha osservato.
Tra gli esempi citati c’è Luka Modric, arrivato in Italia in una fase avanzata della propria carriera, ma ancora capace di incidere in campo.
«Modric a quarantun anni viene e a volte determina anche, quindi questo la dice lunga sul nostro campionato, a che livello sia».
Padovano ha quindi sottolineato le differenze di intensità tra la Serie A e gli altri tornei europei.
«Io trovo che guardo spesso i campionati esteri, sia la Premier che la Bundesliga, la stessa Spagna, hanno un altro ritmo, Walter, c’è un ritmo diverso».
Una differenza che, a suo giudizio, emerge soprattutto quando le squadre italiane affrontano avversarie abituate a giocare ad alta velocità.
«Ieri vedevo che andavano a tremila gli spagnoli. Ecco, proprio te ne rendi conto quando affronti delle squadre così».
A rafforzare la sua analisi, Padovano ha richiamato anche i risultati delle squadre italiane nelle sfide europee citate durante l’intervista.
«Le nostre prime della classe, Inter, Napoli degli ultimi anni, hanno perso contro il Brugge e contro il Villarreal, non contro il Real Madrid o il Barcellona».
Da qui il giudizio conclusivo sul livello del movimento calcistico nazionale: «Quindi secondo me bisogna essere obiettivi e consapevoli che il nostro è un campionato di secondo, terzo livello».
Le parole di Padovano aprono così una riflessione che va oltre la singola sconfitta del Napoli: da una parte i dubbi tattici sulla convivenza tra De Bruyne e McTominay, dall’altra la necessità per il calcio italiano di ridurre il divario di ritmo e competitività con le principali realtà europee.
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