Protesta studentesca a Napoli, dove in poche ore sono diventati cinque i licei occupati. Dopo il Tito Lucrezio Caro, occupato nei giorni scorsi, la mobilitazione si è estesa oggi all’Umberto, al Genovesi, al Sannazaro e al Mercalli. Cancelli chiusi, lezioni sospese e studenti riuniti nelle scuole per discutere le ragioni della mobilitazione.
La protesta napoletana si inserisce in un movimento più ampio che sta interessando anche altre città italiane e che guarda alle mobilitazioni studentesche esplose nelle ultime settimane in Francia e Spagna. Al centro ci sono diverse rivendicazioni, dal costo della vita alle condizioni della scuola pubblica.
Le nuove occupazioni sono scattate nella mattinata di oggi. Gli istituti coinvolti sono Umberto, Genovesi, Sannazaro e Mercalli, ai quali si aggiunge il Tito Lucrezio Caro, già occupato dal 7 ottobre.
La situazione è stata segnalata anche alle autorità. Al Mercalli la dirigente scolastica ha comunicato formalmente lo stato di occupazione e l’impossibilità di garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative.
In diversi istituti sono arrivati gli agenti della Digos per effettuare accertamenti. Al Sannazaro, secondo le ricostruzioni, l’intervento delle forze dell’ordine è stato richiesto dalla dirigenza. Gli agenti hanno poi lasciato l’istituto dopo le verifiche.
Tra i temi della mobilitazione c’è il caro vita, insieme al peso dei costi dell’istruzione e degli affitti sulle famiglie.
All’esterno del liceo Umberto è comparso uno striscione particolarmente esplicito: “La scuola contro il caro vita e i tagli all’istruzione”. Una frase che riassume una parte delle rivendicazioni degli studenti.
Le contestazioni riguardano anche le condizioni degli edifici scolastici e la richiesta di maggiori investimenti nella scuola pubblica. Le motivazioni, però, cambiano in parte da istituto a istituto.
Al Sannazaro, ad esempio, gli studenti hanno segnalato anche problemi legati alla palestra e contestato l’aumento delle spese militari.
La protesta non riguarda soltanto la scuola. Tra le questioni sollevate dai collettivi c’è anche la proposta relativa al tetto degli studenti stranieri nelle classi.
Al Mercalli gli studenti contestano inoltre alcune disposizioni contenute nel disegno di legge sulla scuola, compresa quella relativa alla presenza di studenti stranieri nelle classi.
Un altro fronte riguarda i Centri per il rimpatrio. Il tema è particolarmente sentito dal movimento studentesco napoletano anche in vista della mobilitazione annunciata a Castel Volturno il 24 ottobre, contro il progetto di realizzazione di un Cpr nel territorio casertano.
Durante le occupazioni non sono mancate tensioni. Il collettivo dell’Umberto ha però respinto le notizie relative a presunte aggressioni ai danni del personale scolastico.
In una comunicazione diffusa dal collettivo, gli studenti hanno negato di aver aggredito o spinto il personale Ata durante l’occupazione. La presenza della Digos negli istituti è stata invece legata agli accertamenti sulla situazione.
Il quadro resta quindi in evoluzione, con le occupazioni che potrebbero proseguire nei prossimi giorni.
La protesta non sembra destinata a fermarsi alle occupazioni.
Gli studenti hanno annunciato la partecipazione a nuove iniziative nelle prossime settimane. Il 17 ottobre è prevista a Roma una manifestazione sui temi dei salari, della sanità e della scuola pubblica, mentre il 24 ottobre è in programma la mobilitazione a Castel Volturno contro il progetto del Cpr.
A Napoli, intanto, la protesta ha già raggiunto cinque licei. E la domanda è inevitabile: quante altre scuole potrebbero unirsi alla mobilitazione nei prossimi giorni?
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