Massimo Paganin: “De Bruyne vicino a Højlund può fare una grande differenza”

Massimo Paganin, intervenuto a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, analizza il Napoli tra l’assenza di Vergara, la difesa a tre e il ruolo di De Bruyne accanto a Højlund.

Massimo Paganin è intervenuto a “Radio Goal” per analizzare il momento del Napoli, partendo dall’infortunio di Antonio Vergara e dalle conseguenze che la sua assenza potrà avere nelle prossime settimane.

Secondo Paganin, il percorso del giovane azzurro era in evidente crescita già dalla scorsa stagione.

“Sta crescendo molto. Già nella passata stagione si era messo in evidenza, quest’anno sta crescendo. È una conferma la possibilità di giocare con la Nazionale. Ovviamente cresce l’autostima, cresce la fiducia, cresce la sicurezza”.

Per l’ex difensore, Vergara sta attraversando una fase fondamentale della propria carriera.

“È il percorso che deve fare un giocatore che sta diventando un punto di riferimento”.

“Gli infortuni fanno parte della vita di un calciatore”

Lo stop arriva però proprio nel momento in cui Vergara sembrava aver trovato continuità.

“Purtroppo succede ai calciatori, fa parte della vita del calciatore riuscire a superare anche gli infortuni, i momenti difficili”.

Paganin invita a considerare anche questi passaggi come parte del processo di maturazione.

“È chiaro che quando stai bene vorresti sempre giocare e l’infortunio ti preclude la possibilità di andare avanti, però vanno presi sempre come momenti di crescita, come uomo e come giocatore”.

La perdita resta comunque importante sia per il Napoli sia per la Nazionale.

“Il Napoli e la Nazionale italiana perdono molto senza un giocatore di questa qualità”.

Allegri e l’ipotesi della difesa a tre

Uno dei temi tattici riguarda il possibile passaggio alla difesa a tre, soluzione sulla quale Allegri aveva già lavorato.

Secondo Paganin, però, il tecnico non è il tipo di allenatore che forza i calciatori all’interno di un sistema prestabilito.

“Non credo che Allegri sia quell’allenatore che adatta i giocatori al suo gioco, ma viceversa adatta il gioco a quella che può essere la soluzione migliore”.

Per questo motivo, l’eventuale passaggio a tre sarebbe il risultato di valutazioni già compiute sulla rosa.

“Avrà già fatto le sue considerazioni e pensato a quella che potrebbe essere la soluzione ideale”.

Di Lorenzo può diventare un’arma nella linea a tre

Tra i giocatori maggiormente adatti a interpretare una difesa asimmetrica, Paganin individua Giovanni Di Lorenzo.

“Di Lorenzo lo ha già fatto e lo ha fatto molto bene”.

Il capitano del Napoli può infatti partire da una posizione difensiva e poi muoversi in avanti durante la costruzione.

“Nel calcio moderno il terzino di una difesa a quattro, come Di Lorenzo, che si adatta e si sposta centralmente, dà delle grandissime soluzioni”.

Secondo Paganin, una struttura di questo tipo permetterebbe al Napoli di modificare continuamente la propria disposizione senza perdere equilibrio.

Una difesa asimmetrica per attaccare meglio

L’idea potrebbe essere quella di costruire una linea nella quale uno dei tre difensori abbia maggiore libertà di avanzare.

“Diventerebbe una linea di difesa asimmetrica, dove alla tua destra hai un braccetto che spinge molto e gli altri due si fermano”.

Questo consentirebbe di mantenere copertura durante la fase difensiva e, allo stesso tempo, di aumentare il numero di uomini coinvolti nella costruzione.

“Hai la possibilità di ruotare la squadra, di difenderti con tre giocatori, quindi con i cinque che scendono, perché nel calcio di oggi è molto importante coprire la larghezza”.

Per Paganin, Di Lorenzo può interpretare perfettamente questo compito.

“Può farlo? Sì, lo ha dimostrato, può farlo molto bene”.

Badiashile e Rafa Marin sul lato sinistro

Sul versante opposto, invece, Allegri potrebbe affidarsi a un difensore maggiormente bloccato.

Paganin individua in Badiashile o Rafa Marin due possibili soluzioni per completare la linea.

“Credo che l’idea di Allegri sia proprio quella di poter uscire sul lato destro, soprattutto, che è il lato più forte del Napoli, ed eventualmente lasciare Badiashile o Rafa Marin da braccetto di sinistra”.

La presenza di un giocatore più prudente permetterebbe inoltre di accompagnare meglio le caratteristiche offensive di Spinazzola.

“L’equilibrio nasce dalla gestione delle caratteristiche”

Per Paganin, la questione centrale non riguarda soltanto il modulo, ma soprattutto il modo in cui vengono combinate le qualità dei singoli.

“L’equilibrio all’interno di una squadra lo trovi proprio perché riesci a gestire i giocatori”.

Se da una parte viene garantita maggiore spinta, dall’altra serve inevitabilmente più copertura.

“Se a sinistra c’è una spinta maggiore, perché hai un giocatore più offensivo e meno difensivo, devi riuscire a coprirlo con un centrale che perlomeno rimane più in zona”.

Nel calcio moderno, però, la capacità di cambiare posizione è diventata fondamentale.

“Oggi i giocatori sono adatti a fare più ruoli e la squadra diventa molto offensiva perché può portare molti giocatori sopra la linea della palla”.

La difesa a tre può aiutare Højlund

Il passaggio a un sistema con tre centrali potrebbe avere conseguenze importanti anche nella metà campo avversaria, soprattutto per Rasmus Højlund.

Il problema da evitare è lasciare il centravanti troppo solo.

“La parte più difficile per l’allenatore è proprio quella di evitare che la punta si isoli troppo e che sia facilmente marcabile, perché quando sei isolato troppo, per quanto sia forte, sei prevalentemente in due contro uno”.

Per questo motivo, Paganin considera particolarmente interessante il 3-4-2-1.

“Bisogna portare giocatori vicino alla punta”

Nel 3-4-3 classico gli esterni offensivi tendono a partire molto larghi. Nel 3-4-2-1, invece, i due trequartisti possono occupare direttamente lo spazio alle spalle del centravanti.

“Se giochi con un 3-4-2-1, per caratteristiche i due giocatori devono giocare dentro al campo, praticamente dietro a Højlund”.

Con i due quinti pronti ad accompagnare l’azione, il Napoli potrebbe così aumentare la densità offensiva.

“È chiaro che lui può avere un appoggio maggiore e lo puoi sfruttare meglio”.

De Bruyne ideale tra le linee

È proprio in questo tipo di sistema che Kevin De Bruyne potrebbe diventare ancora più importante.

“È quello che è più bravo a giocare tra le linee e la sua carriera lo racconta”.

Paganin considera il belga uno dei migliori al mondo nella rifinitura.

“È uno dei giocatori più forti in assoluto al mondo a dare l’ultimo passaggio, a creare l’ultimo passaggio”.

La sua posizione ideale sarebbe quindi vicina a Højlund, in una zona nella quale può ricevere e servire immediatamente gli uomini che attaccano la profondità.

“De Bruyne vicino alla punta può fare una grande differenza”

Il contributo del belga non riguarderebbe soltanto il centravanti.

“Farà una grande differenza riuscire ad averlo tra le linee o comunque vicino alla prima punta”.

La sua capacità di rifinire può favorire anche gli inserimenti dei quinti e degli altri giocatori offensivi.

“Ti dà delle grandi soluzioni non solo per la prima punta ma anche per chi si può inserire”.

Per Paganin, De Bruyne deve essere utilizzato proprio nelle zone in cui può incidere maggiormente.

“È un grande rifinitore, ha bisogno di essere in quella zona perché devi sfruttare quelle che sono le sue qualità in fase di ultimo passaggio”.

Scudetto e Champions, Paganin: “Sarà un campionato aperto”

Nella parte finale dell’intervento, Paganin ha allargato il discorso agli equilibri del campionato.

La lotta per la Champions League si annuncia particolarmente complicata.

“Già la passata stagione è stata indecifrabile, perché alla fine sono andati in Champions Roma e Como, quando ci si aspettava che potessero farlo Milan e Juventus”.

Anche quest’anno, secondo Paganin, ci saranno molte squadre in corsa.

“Sarà un’annata nella quale sarà molto difficile raggiungere il posto in Champions, visto che ci sono tante squadre che si sono attrezzate e stanno facendo bene”.

“L’Inter resta favorita, ma rivincere è complicato”

Lo stesso equilibrio potrebbe caratterizzare anche la corsa allo scudetto.

“Credo che anche la corsa al campionato rimarrà aperta”.

L’Inter parte avanti nelle valutazioni, ma Paganin non considera scontato un nuovo successo.

“L’Inter è la favorita, però rivincerlo è molto complicato”.

Il calendario può cambiare gli equilibri

Un peso decisivo potrebbe averlo il calendario tra ottobre e dicembre.

“C’è questo incrocio tra ottobre, novembre e dicembre, dove le squadre giocheranno tantissime partite”.

Gli impegni tra campionato, Champions League, Coppa Italia e Nazionali renderanno fondamentale la gestione delle energie.

“I giocatori escono da una finestra con quattro partite in Nazionale e arrivano abbastanza spremuti a questo tour de force che si profila da qui in avanti”.

Per Paganin sarà proprio dicembre a offrire le prime indicazioni realmente significative.

“Sono curioso di vedere come si arriverà a dicembre, perché potrebbero già essere delineate, in linea di massima, quelle che sono le squadre che potranno stare davanti”.

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