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Le pedane sul Lungomare di Napoli potrebbero tornare anche dopo l’esperienza della Coppa America, ma la strada per una loro presenza stabile durante la stagione estiva è ancora da definire. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli apre infatti al confronto con l’amministrazione comunale, indicando però la necessità di affrontare alcuni nodi legati al vincolo paesaggistico e all’eventuale utilizzo delle strutture per la balneazione.
A fare il punto è la soprintendente Rosalia D’Apice, intervenuta sul futuro delle piattaforme installate sugli scogli di via Caracciolo in occasione della preregata dell’America’s Cup. Le strutture hanno rappresentato una delle novità più visibili dell’evento e hanno consentito ai cittadini di vivere il Lungomare da una prospettiva diversa.
La posizione della Soprintendenza non è di chiusura. D’Apice ha spiegato che sulle pedane del Lungomare è possibile avviare un confronto con il Comune, anche alla luce dell’esperienza maturata durante la Coppa America.
Il tema, però, riguarda soprattutto la durata dell’installazione. Il vincolo che interessa l’area non consente attualmente di mantenere strutture di questo tipo per periodi lunghi. Per questo, prima di arrivare a un progetto che preveda la presenza delle pedane per diversi mesi, sarà necessario individuare un percorso amministrativo e tecnico compatibile con le regole di tutela del Lungomare.
La situazione è quindi diversa rispetto alle pedane utilizzate per la preregata: in quel caso si è trattato di strutture temporanee, autorizzate per un periodo limitato e realizzate con caratteristiche specifiche.
Le pedane sono state installate in occasione della Louis Vuitton 38th America’s Cup Preliminary Regatta Naples, trasformando per alcuni giorni gli scogli del Lungomare in terrazze affacciate sul campo di regata.
La proposta iniziale prevedeva sette pedane, ma alla fine ne sono state realizzate tre, oltre alle altre strutture del Race Village. L’installazione è stata autorizzata in via sperimentale proprio perché limitata nel tempo.
Secondo quanto spiegato dalla soprintendente, l’esperienza ha avuto un esito positivo anche sotto il profilo della gestione dell’area. Le strutture erano accompagnate da personale di vigilanza e da un sistema di controllo degli accessi, elementi considerati importanti per garantire sicurezza e decoro.
Durante i giorni della manifestazione le pedane hanno attirato numerosi visitatori. Il Lungomare attrezzato è diventato uno dei punti più fotografati della manifestazione, con vista sul Golfo e sul campo di regata.
Il progetto politico-amministrativo sul quale si sta discutendo è più ambizioso: mantenere le pedane sul Lungomare durante la stagione primavera-estate, indicativamente da aprile a ottobre.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico aveva espresso nei giorni scorsi la volontà di mantenere le piattaforme durante l’estate, ipotizzando anche la possibilità di utilizzarle per favorire un accesso diretto e gratuito al mare.
Anche il sindaco Gaetano Manfredi aveva indicato la volontà di lavorare per una permanenza più lunga delle strutture, parlando di un possibile utilizzo per circa sei mesi all’anno.
Ora arriva l’apertura al confronto della Soprintendenza, ma non ancora un via libera definitivo.
Il capitolo più delicato riguarda l’eventuale balneazione dagli scogli del Lungomare.
Su questo punto D’Apice ha sottolineato che servirebbe un ragionamento più ampio e il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate. Una pedana pensata come terrazza sul mare per un evento, infatti, non equivale a una struttura destinata a ospitare persone che vogliono fare il bagno.
L’utilizzo balneare richiederebbe ulteriori interventi e servizi: accessi al mare, sistemi di sicurezza, ancoraggi adeguati e zone d’ombra, oltre alla valutazione delle condizioni complessive dell’area.
Per questo la Soprintendenza considera la balneazione una questione più complessa rispetto alla semplice permanenza delle pedane.
Un altro elemento da considerare riguarda le caratteristiche tecniche delle strutture.
Le pedane della Coppa America erano state concepite come installazioni temporanee e non erano ancorate direttamente alle scogliere, ma appoggiate attraverso un sistema di giunti flessibili. Una permanenza di diversi mesi richiederebbe invece criteri progettuali differenti, da valutare nell’ambito di un nuovo progetto.
Anche questo sarà uno degli aspetti da affrontare nel tavolo tecnico che potrebbe mettere intorno allo stesso tavolo Comune, Soprintendenza, Regione e gli altri soggetti coinvolti.
La discussione sulle pedane del Lungomare di Napoli si inserisce in un progetto più ampio sulla fruizione dello spazio di via Caracciolo.
L’esperienza della Coppa America ha mostrato come le scogliere possano essere trasformate temporaneamente in spazi accessibili e attrezzati, ma la sfida ora consiste nel capire se e come questa soluzione possa essere replicata durante la stagione estiva senza compromettere la tutela paesaggistica dell’area.
La Soprintendenza, attraverso le parole di Rosalia D’Apice, non esclude questa possibilità. Al contrario, si dice disponibile a discuterne. Il passaggio successivo sarà quindi un confronto tecnico per superare i vincoli attuali e definire un progetto compatibile con le caratteristiche del Lungomare.
Per ora, dunque, nessuna decisione definitiva: le pedane potrebbero tornare, ma serviranno un nuovo progetto, le necessarie autorizzazioni e una soluzione condivisa soprattutto per quanto riguarda l’eventuale accesso al mare.
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