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Aurelio De Laurentiis chiede una profonda riforma del calcio italiano, indica il basket americano come modello e solleva il tema dei rischi per i club legati alle convocazioni in Nazionale.
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, intervenuto a Roma al Circolo della Stampa Estera in occasione del ritiro di un premio alla carriera, ha affrontato diversi temi legati al futuro del calcio italiano. Il patron azzurro si è soffermato in particolare sulla gestione delle Nazionali e sul rapporto tra sport e politica, chiedendo un maggiore sostegno economico da parte delle istituzioni e una visione più moderna per rilanciare il movimento calcistico nazionale.
Aurelio De Laurentiis ha espresso la sua insoddisfazione per l’attuale organizzazione delle squadre nazionali italiane. Secondo il presidente del Napoli, la suddivisione delle nazionali per fasce anagrafiche rappresenta un errore strategico. “Io voglio avere una nazionale dove partecipi non un signore che ha 37 anni, voglio una nazionale dove ci sia un 18enne, un 20enne, un 22enne, un 23enne, invece hanno diviso per fasce anagrafiche anche le varie nazionali, quindi è un grandissimo errore”, ha dichiarato De Laurentiis. Il dirigente ha sottolineato come questa scelta limiti la crescita dei giovani talenti e non favorisca il ricambio generazionale necessario per mantenere competitivo il calcio italiano. Secondo De Laurentiis, sarebbe più opportuno puntare su una selezione basata sulle capacità e sul merito, piuttosto che sull’età, per garantire un futuro solido alla nazionale.
Un altro tema centrale affrontato da De Laurentiis riguarda il rapporto tra politica e sport. Il presidente del Napoli ha criticato la tendenza della politica a intervenire solo superficialmente nel mondo del calcio, senza fornire il supporto economico necessario. “Politicizzare il calcio, io dico alla politica scusa eh, metti il denaro sul tavolo per sostenere il calcio, cosa che non fai perché tra il ministro dello sport e il ministro Giorgetti hanno sempre creato dei problemi al calcio italiano, sempre”, ha affermato De Laurentiis. Il dirigente ha evidenziato come la politica sia spesso assente quando si tratta di sostenere concretamente lo sport, ma pronta a farsi vedere in prima fila durante eventi importanti. Questa mancanza di coinvolgimento reale, secondo De Laurentiis, penalizza non solo il calcio ma anche altre discipline come il tennis, che soffrono per la carenza di investimenti e attenzione da parte delle istituzioni.
De Laurentiis ha anche parlato di Giovanni Malagò, presidente del CONI, definendolo “l’unico capace di rimettere sui binari corretti il calcio italiano”. Secondo De Laurentiis, Malagò ha dimostrato nel corso della sua carriera una grande attenzione per lo sport e sarebbe la persona giusta per guidare il cambiamento necessario. Tuttavia, il presidente del Napoli ha denunciato le pressioni politiche che ostacolano il lavoro di Malagò: “Dobbiamo trovare in ogni modo la possibilità di farlo cadere perché c’è qualcun altro che vuole prendere il suo posto, ma questo non va bene”. De Laurentiis ha quindi ribadito l’importanza di una leadership forte e indipendente, capace di difendere gli interessi dello sport italiano senza cedere alle logiche di potere politico. Solo così, secondo il dirigente, sarà possibile rilanciare il calcio italiano e renderlo competitivo a livello internazionale.
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