Aurelio De Laurentiis: “Il calcio deve cambiare, guardiamo al basket americano”

Aurelio De Laurentiis chiede una profonda riforma del calcio italiano, indica il basket americano come modello e solleva il tema dei rischi per i club legati alle convocazioni in Nazionale.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato a Roma in occasione della consegna di un premio alla carriera al Circolo della Stampa Estera, soffermandosi sul presente e sul futuro del calcio italiano. Il patron azzurro ha invocato un cambiamento profondo del sistema, indicando il basket americano come possibile modello di riferimento e affrontando anche il tema del rapporto tra club e Nazionali, con particolare attenzione ai rischi legati agli infortuni dei calciatori convocati.

De Laurentiis: «Nel calcio serve una rivoluzione copernicana»

De Laurentiis ha posto l’accento sulla necessità di ripensare in maniera radicale l’attuale organizzazione del calcio.

«Noi soffriamo per quanto riguarda il settore del calcio perché non c’è mai una rivoluzione copernicana», ha dichiarato il presidente del Napoli.

Secondo il patron azzurro, quando un sistema mostra evidenti difficoltà bisognerebbe avere il coraggio di fermarsi e ridiscuterne regole e struttura. Da qui il riferimento al basket americano, dove in passato si sarebbe scelto di interrompere l’attività per sei mesi per confrontarsi e trovare nuove soluzioni.

L’esempio del basket americano

Per De Laurentiis, proprio il modello statunitense dimostrerebbe come una riorganizzazione profonda possa produrre risultati importanti sul piano economico e societario.

«Guarda caso sono diventate 30 società una più ricca dell’altra, dove il minimo valore sono 3 miliardi di dollari e il massimo valore sono 11 miliardi di dollari», ha affermato.

Il presidente del Napoli ha quindi messo a confronto questa situazione con quella del calcio europeo, caratterizzato invece, a suo giudizio, dalla presenza di numerosi club fortemente indebitati. Per questo De Laurentiis ritiene necessario rivedere l’intero sistema, anche attraverso una pausa che permetta di discutere nuove regole e nuove strutture.

Il rapporto tra club e Nazionali

Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato il rapporto tra le società e le Nazionali. De Laurentiis ha sottolineato come i club investano cifre importanti sui propri calciatori, ma debbano poi metterli a disposizione delle selezioni nazionali assumendosi anche il rischio di eventuali infortuni.

«Se tu a questo chiedi anche di sottrarre dei calciatori per allenare la nazionale o per partecipare alle coppe internazionali, tu stai sottraendo valore alle varie società», ha spiegato.

Il presidente del Napoli ha fatto l’esempio di un attaccante italiano capace di segnare 30 gol che, dopo una convocazione in Nazionale, potrebbe subire un grave infortunio e restare lontano dal campo anche per un anno e mezzo.

Il nodo dei risarcimenti in caso di infortunio

Da qui la questione sollevata da De Laurentiis: chi dovrebbe compensare economicamente il club per la perdita di un giocatore sul quale sono stati effettuati investimenti importanti?

Il patron azzurro ha così richiamato l’attenzione sulla necessità di rivedere le regole che disciplinano il rapporto tra società e Nazionali, con l’obiettivo di garantire maggiori tutele ai club e al valore economico dei loro calciatori.

ti potrebbe interessare

     | Sport

Aurelio De Laurentiis interviene sul futuro del calcio italiano, criticando il rapporto con la politica e la gestione delle nazionali e indicando in Giovanni Malagò una figura centrale per il rilancio del sistema.

 Ultimissime    | Calcio, Sport