Ottavio Bianchi: “La nuova Champions League è troppo allargata”

L'ex allenatore del Napoli, Ottavio Bianchi, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, ha parlato della trasformazione delle coppe europee, del divario crescente tra le squadre di Serie A e dei suoi ricordi con Napoli e Como.

Ottavio Bianchi è stato ospite oggi a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli per una lunga intervista in cui ha affrontato diversi temi legati al calcio europeo e italiano. Bianchi ha condiviso le sue opinioni sulla nuova formula della Champions League, il livello attuale della Serie A e i suoi ricordi più belli da allenatore, tra Napoli e Como.

Champions League: Bianchi critica la nuova formula e ricorda la Coppa dei Campioni

Durante l’intervista con Valter De Maggio, Ottavio Bianchi ha spiegato come la Champions League sia cambiata rispetto ai suoi tempi, quando si chiamava ancora Coppa dei Campioni. All’epoca, solo le squadre vincitrici dei rispettivi campionati nazionali potevano partecipare, rendendo la competizione molto selettiva.

Parlando della nuova formula della Champions League, Bianchi ha espresso alcune perplessità: “Devo dire che è troppo allargata. Le prime del ranking poi arrivano in certi momenti che sono molto provate.” Secondo l’ex allenatore, il calendario fitto e l’aumento delle partite mettono sotto stress i giocatori, che devono affrontare più incontri rispetto al passato. Bianchi ha suggerito che, come nel tennis, le squadre con una classifica migliore dovrebbero essere esentate dai primi turni, per evitare un sovraccarico di impegni e infortuni.

Serie A: il divario tra le squadre si sta ampliando

Un altro tema affrontato da Ottavio Bianchi riguarda la situazione attuale della Serie A. Alla domanda di Pino Taormina de Il Mattino se il Napoli si sia avvicinato all’Inter nella corsa allo Scudetto, Bianchi ha osservato che nella prima giornata di campionato le squadre più forti hanno vinto tutte, cosa insolita rispetto agli anni passati. “Strano perché di solito nelle prime partite nei campionati passati era sempre un’insidia giocare contro le squadre cosiddette inferiori. Invece adesso temo che ci sia un divario notevole tra le prime e le ultime. Non ci sia più la zona di mezzo, che era quella che rendeva interessante perché andavi a giocare con delle squadre che non era già vinta in partenza.”

Secondo Bianchi, la mancanza di una “zona di mezzo” tra le squadre rende il campionato meno equilibrato e meno interessante. Il rischio è che le partite diventino prevedibili e che lo spettacolo ne risenta. Questa analisi riflette una preoccupazione diffusa tra gli addetti ai lavori, che vedono nella crescente distanza tra le big e le altre squadre un problema per la competitività della Serie A.

Ricordi e rammarichi: Napoli, Como e la sfida con il Real Madrid

Nel corso della trasmissione, Bianchi ha anche ricordato alcuni momenti significativi della sua carriera. Parlando del Como, squadra che ha allenato prima di arrivare a Napoli, ha raccontato: “Quando io sono andato al Como mi avevano chiesto una retrocessione onorevole e per molto tempo siamo stati avanti al grande Napoli di Maradona. E poi c’erano tutti i giocatori nuovi che poi hanno fatto grande carriera. La parentesi Como è stata veramente molto molto bella per me.”

Un passaggio particolarmente emozionante è stato quello dedicato al percorso del suo Napoli in Coppa dei Campioni, soprattutto la sfida contro il Real Madrid. Bianchi ha ricordato con orgoglio la partita d’andata al San Paolo: “È stata una delle partite più belle che abbiamo fatto, è stata in casa con il Real Madrid… quella prima partita al San Paolo è stata una cosa eccezionale”.

Nonostante qualche rammarico per non aver potuto proseguire il cammino in Coppa dei Campioni, Bianchi ha sottolineato che la sua squadra era ben attrezzata e che bisogna accettare il verdetto del campo senza fare dietrologie. 

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