Napoli, maxi sequestro di 21 milioni per fatture false

Su delega della Procura della Repubblica di Napoli, i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, per un valore di oltre 21 milioni di euro. Il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha emesso un decreto di sequestro per oltre 21 milioni di euro. Il provvedimento colpisce 16 società del settore ferroso in tutta Italia e i loro legali rappresentanti. In totale, la Procura indaga 31 persone per emissione e utilizzo di fatture false.

L’operazione sviluppa un’indagine che a gennaio aveva già portato a cinque misure cautelari. La rete usava società “schermo” nel commercio di rottami per creare un sistema di “underground banking” (banca clandestina). In pratica, l’organizzazione consegnava contanti in cambio di bonifici.

Come funzionava la frode

Il sistema illecito seguiva quattro passaggi:

  • Le società “cartiere” emettevano fatture false a imprese reali del settore metallurgico.
  • Le aziende clienti pagavano le fatture con bonifici regolari.
  • Le “cartiere” incassavano i soldi e li trasferivano subito su conti esteri.
  • L’organizzazione restituiva il denaro in contanti ai clienti, trattenendo una commissione.

Questo meccanismo ripuliva il capitale sporco e lo portava all’estero. Allo stesso tempo, le aziende clienti ottenevano vantaggi fiscali e liquidità immediata.

I flussi di denaro verso l’estero

Gli investigatori hanno tracciato circa 134 milioni di euro inviati illegalmente all’estero:

  • Germania: 51 milioni di euro
  • Irlanda: 39 milioni di euro
  • Cina: 20 milioni di euro
  • Danimarca: 6 milioni di euro
  • Altri Paesi (Spagna, Lussemburgo, Bulgaria, Belgio e Paesi Bassi): 18 milioni di euro

Le 16 imprese coinvolte si trovano in Campania (10), Lombardia (3) ed Emilia-Romagna (3). Insieme hanno girato fatture false per oltre 100 milioni di euro. Le “cartiere” erano del tutto fittizie: non avevano sedi reali, dipendenti né mezzi aziendali.

Com’è nata l’inchiesta

L’indagine è partita a fine 2024 da alcuni movimenti sospetti sul conto di un parrucchiere napoletano. Da lì, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ha avviato accertamenti patrimoniali, intercettazioni e perquisizioni, con il supporto dei Comandi Provinciali locali.

Tutti i provvedimenti rientrano nelle indagini preliminari. Gli indagati restano presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

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