Franco Causio: “Per andare ai Mondiali serve un’Italia unita come quella dell’82”

Franco Causio, campione del mondo 1982, interviene su Radio Kiss Kiss Napoli e parla delle speranze dell'Italia nei playoff, dell'importanza del gruppo e delle convocazioni discusse.

L’ex campione del mondo Franco Causio è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare delle prossime sfide dell’Italia nei playoff di qualificazione. Causio ha sottolineato l’importanza di un gruppo unito e della forza mentale per superare le difficoltà, ricordando anche le emozioni vissute con la maglia azzurra.

L’importanza del gruppo secondo Causio

Durante l’intervista, Franco Causio ha espresso grande fiducia nell’allenatore Gattuso, ma ha ricordato che sono i giocatori a dover dimostrare la forza dell’Italia in campo. “Dobbiamo fidarci. Ma ormai grazie a Gattuso ci fidiamo sicuramente. Però non va in campo lui, vanno in campo i giocatori. È qui che devono dimostrare in questo momento veramente la forza dell’Italia”, ha dichiarato Causio. Secondo l’ex calciatore, la partita di Bergamo sarà decisiva: “Se non passi il turno resterebbe una tragedia, Walter. Passerebbe veramente una debacle, ragazzi, una debacle. Mi auguro di no”. Causio ha poi sottolineato l’importanza di essere un gruppo coeso al 100% e di remare tutti dalla stessa parte. Ha citato anche la presenza di dirigenti esperti come Buffon e Bonucci, che possono aiutare i più giovani a sentire il peso e l’onore della maglia azzurra. “Ci devono portare al Mondiale. Come faceva il nostro vecchio, come faceva il nostro Bearzot, ci faceva sentire tutti importanti. E quando andavi in campo, davi l’anima per quella maglia che ti indossavi.”

Convocazioni e polemiche: il pensiero di Causio

Il tema delle convocazioni è sempre molto discusso in Italia, e anche questa volta non ha fatto eccezione. A Causio è stato chiesto se avrebbe voluto vedere Nicolò Zaniolo tra i convocati per i playoff. La sua risposta è stata chiara: “Io credo che qualunque nome.. bisogna passare al turno. Zaniolo o più Chiesa o chi per esso. Quindi bisogna andare in campo e dare l’anima. Come ho già detto prima, per la maglia. La maglia è una cosa importante. Io quando la sento ancora adesso mi viene la pelle d’oca quando sento l’inno.” Causio ha voluto ribadire che, al di là dei nomi, ciò che conta davvero è l’atteggiamento e la determinazione con cui si scende in campo. Ha ricordato le emozioni vissute da giocatore e l’importanza di non lasciarsi sopraffare da timori o emozioni negative: “Devi semplicemente solo pensare a giocare al calcio. Pensare alla partita, non avere timori, non avere emozioni, non avere niente. Andare in campo e dire io sono il più forte, come facevamo noi.”

Zazzaroni: “Non abbiamo nemmeno la forza di polemizzare sugli esclusi perchè non ne vale la pena”

Nel corso della trasmissione, Causio ha fatto un paragone tra la sua esperienza da giocatore e la situazione attuale della Nazionale. Ha ricordato come, ai suoi tempi, la forza del gruppo e la motivazione trasmessa dall’allenatore Bearzot fossero determinanti: “Durante la settimana delle partite che noi giocavamo e lì avevamo un personaggio come Beazzotto che praticamente ti parlava, ti incentivava.” Il dibattito si è poi spostato sulle polemiche riguardanti gli esclusi dalle convocazioni. Ivan Zazzaroni ha sottolineato come oggi, a differenza del passato, i nomi degli esclusi non facciano più la differenza: “Oggi la cosa triste è che qualsiasi nome tu dica degli esclusi non è importante. Non è Pruzzo al posto di Paolo Rossi dell’82. Non abbiamo nemmeno la forza di polemizzare sugli esclusi perchè non ne vale la pena”.

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