Il Ds Aiello: “Avellino in Serie A? Un obiettivo ma serve crescita graduale”

Mario Aiello, direttore sportivo dell'Avellino, interviene su Radio Kiss Kiss Napoli e fa il punto sulla stagione della squadra, tra obiettivi di salvezza, valorizzazione dei giovani e sogni di un ritorno stabile in Serie A. Ecco cosa è emerso dall'intervista.

L’Avellino sta vivendo un momento di grande entusiasmo dopo tre vittorie consecutive che hanno rilanciato la squadra in classifica. Il direttore sportivo Mario Aiello, intervenuto su Radio Kiss Kiss Napoli, ha raccontato le emozioni di una piazza passionale e le strategie per il futuro, tra giovani talenti e progetti ambiziosi.

Avellino, una piazza passionale che sogna la salvezza

Il direttore Mario Aiello ha sottolineato come Avellino sia una piazza molto passionale, capace di vivere con grande intensità le gioie e le difficoltà della squadra. Dopo un periodo complicato, le ultime tre vittorie hanno permesso ai biancoverdi di uscire da una zona di classifica pericolosa. “Siamo riusciti a dare una sterzata importante nelle ultime partite, veniamo ora da tre vittorie di seguito che ci hanno tirato un po’ fuori da una zona che cominciava a essere un po’ pericolosa e ora guardiamo con più fiducia al futuro”, ha dichiarato Aiello. L’obiettivo dichiarato resta la salvezza, come ribadito dallo stesso direttore: “Dobbiamo prima consolidare l’obiettivo che avevamo e quindi guardiamo già alla prossima partita con l’idea di affrontarla allo stesso modo delle ultime”. Solo una volta raggiunta la matematica certezza della permanenza in Serie B, la squadra potrà pensare a qualcosa in più, magari sognando i playoff, ma sempre con i piedi per terra e la consapevolezza delle proprie forze.

Giovani talenti e mercato: la strategia dell’Avellino

Uno dei punti di forza dell’Avellino di questa stagione è la valorizzazione dei giovani. Aiello ha spiegato che la società ha puntato molto su ragazzi under, con dieci giovani su quindici nuovi ingressi nel mercato estivo. “Sicuramente Rao del Bari è un giocatore di prospettiva che soprattutto nella gestione dell’ultimo allenatore che è poi ritornato, Longo, si è messo particolarmente in evidenza ed è chiaro che i giovani più giocano più acquistano fiducia e più chiaramente possono ambire a fare cose più importanti”, ha detto Aiello. Il direttore ha citato anche Vergara come esempio di calciatore di qualità che può rappresentare un modello per il calcio italiano: “Vergara secondo me può rappresentare proprio per il movimento italiano del calcio un pioniere di una tipologia di calciatore. Oggi purtroppo negli ultimi anni l’Italia si è affidata quasi sempre ai settori giovanili, a quelli che erano giocatori di struttura, di fisico, queste cose qui sono state privilegiate. Lui rappresenta un giocatore che ha come caratteristica principale la qualità”. Aiello ha anche raccontato di aver seguito a lungo Ambrosino, attaccante ora al Modena, che avrebbe voluto portare ad Avellino sia in estate che a gennaio, ma il giocatore ha preferito altre destinazioni. La strategia del club resta quella di puntare su giovani di talento, con l’obiettivo di farli crescere e valorizzarli.

Il futuro dell’Avellino e delle squadre campane: tra sogni e progettualità

Guardando al futuro, Aiello si è soffermato sulle ambizioni dell’Avellino e sul panorama calcistico campano. Negli anni Ottanta, l’Avellino era una presenza fissa in Serie A, e il direttore non nasconde il desiderio di rivedere due squadre campane nella massima serie. “Avellino da qualche anno adesso ha una proprietà forte che ha grosse ambizioni, è chiaro che il passaggio in Serie A deve essere fatto in maniera graduale, abbiamo il dovere di consolidarci, di creare le basi giuste sia tecniche ma anche a livello strutturale, si sta costruendo il centro sportivo, la società sta acquisendo probabilmente la proprietà dello stadio, sono tutti elementi che ci danno poi quella solidità affinché un domani nel momento in cui andiamo ad ambire per provare a salire nella categoria superiore lo andiamo a fare con i crismi che ci consentano poi eventualmente di rimanerci”, ha spiegato Aiello. L’obiettivo è quello di evitare promozioni “spot” e costruire una realtà solida e duratura, capace di restare stabilmente tra le grandi. Il direttore Valter De Maggio ha ricordato anche i tempi d’oro dell’Avellino in Serie A, citando giocatori come Nando De Napoli, Stefano Tacconi, Beniamino Vignola, Luciano Favero, Fabio Pecchia, e ha espresso fiducia nella lungimiranza dell’attuale proprietà, impegnata nella realizzazione di un nuovo stadio e di infrastrutture moderne. La speranza è che, con basi solide e una progettualità chiara, l’Avellino possa tornare a essere una protagonista del calcio italiano.

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