Nikola Jokic è tornato in campo e lo ha fatto nel modo che gli è più congeniale: prendendo per mano i Denver Nuggets e trascinandoli alla vittoria. Il centro serbo, assente da 16 partite per un infortunio al ginocchio rimediato lo scorso 29 dicembre a Miami, ha guidato Denver al successo per 122-109 sui Los Angeles Clippers, arrivati in Colorado in uno dei loro momenti migliori della stagione.
Alla Ball Arena, Jokic ha firmato subito una prestazione da leader assoluto, chiudendo con un doppia doppia da 31 punti, 12 rimbalzi e 5 assist, dimostrando di aver ritrovato ritmo e incisività. Dall’altra parte, il migliore per i Clippers è stato James Harden, autore di 25 punti e 9 assist, ma non abbastanza per fermare la spinta dei Nuggets.
Nonostante l’assenza del tre volte MVP NBA, Denver aveva comunque mantenuto un buon rendimento, con un bilancio di 10 vittorie e 6 sconfitte nelle partite senza Jokic. Con questo successo, i Nuggets salgono a 33-16, consolidando il terzo posto nella Western Conference. I Clippers, invece, scendono a 22-25 e occupano la decima posizione, l’ultima utile per l’accesso alla post-season.
Serata positiva anche per i Brooklyn Nets, che interrompono una lunga serie negativa vincendo 109-99 sul parquet degli Utah Jazz. Protagonista assoluto il rookie Egor Demin, che ha segnato almeno una tripla per la 34ª partita consecutiva, stabilendo un nuovo record NBA per un esordiente. Il moscovita ha chiuso con 25 punti e 10 rimbalzi, tirando 6/12 da oltre l’arco.
Per la squadra allenata da Jordi Fernández è una vittoria importante: Brooklyn aveva infatti conquistato solo due successi nelle precedenti 17 gare e arrivava da sette sconfitte consecutive. I Nets restano comunque sul fondo della classifica con un record di 13-36.
Da segnalare anche l’assenza di Michael Porter Jr., fermo per motivi personali a pochi giorni dalla chiusura della finestra di mercato del 5 febbraio. Porter Jr. è finora il miglior realizzatore della squadra di Fernández, con una media di 25,6 punti a partita.
Negli altri incontri della serata:
Colpo esterno infine dei Detroit Pistons, che hanno espugnato il Chase Center battendo 131-124 i Golden State Warriors. La gara è stata condizionata dall’uscita anticipata di Stephen Curry, costretto ad abbandonare il campo nel terzo quarto per un fastidio al ginocchio, con Golden State sotto di 14 punti. Senza la loro stella, gli uomini di Steve Kerr hanno comunque sfiorato la rimonta contro Detroit, leader della Eastern Conference con un record di 35-12.
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