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Carlos Alcaraz approda in semifinale agli Australian Open 2026 e dedica la vittoria contro Alex de Miñaur al fratello Alvaro con il misterioso messaggio “M.B.H.”.
La presenza di telecamere nelle aree riservate ai giocatori agli Australian Open 2026 ha scatenato un acceso dibattito nel circuito, dopo le recenti dichiarazioni di Coco Gauff. La giovane statunitense si era lamentata perché una telecamera aveva ripreso il momento in cui ha distrutto una racchetta, dopo una sconfitta netta contro Elina Svitolina (6-1, 6-2 in 59 minuti).
“Penso ci sia un problema con le telecamere. Ci sono momenti, come è successo anche a Sabalenka quando ho giocato con lei agli US Open, in cui non abbiamo bisogno di essere riprese”, ha spiegato Gauff.
Iga Swiatek ha espresso il suo sostegno alle critiche di Gauff, parlando della mancanza di privacy nei momenti più intimi. La polacca, sconfitta recentemente da Elena Rybakina (7-5, 6-1), ha raccontato un episodio personale: le era stata negata l’entrata in una zona riservata perché aveva dimenticato l’accreditamento, e il tutto è stato ripreso in diretta.
“La domanda è: siamo tennisti o animali in uno zoo? Ti osservano anche nei momenti più privati. Esagero, ma sarebbe bello avere un po’ di spazio personale, fare il nostro processo senza essere sempre osservati. In altri sport ci sono spazi tecnici e privati. Negli Slam non sempre è così. Non dovremmo essere trasformati in meme perché dimentichiamo l’accreditamento. È divertente per il pubblico, ma per noi non è necessario”, ha spiegato Swiatek.
Jessica Pegula, vincitrice del match contro Amanda Anisimova, ha definito le telecamere nelle aree riservate un’invasione della privacy. “Non sono fan delle telecamere. Ho visto i video online e ho pensato: possiamo lasciare alle ragazze un momento per sé? Ci sono telecamere in ogni corridoio, persino in palestra. Coco aveva ragione: l’unico luogo senza riprese è il bagno o la doccia. È davvero una follia”, ha dichiarato l’americana, sottolineando come i video vengano poi pubblicati e giudicati fuori contesto.
Novak Djokovic ha commentato la vicenda mostrando empatia con Gauff. “So cosa significa perdere la calma e distruggere una racchetta. È triste non poter sfogare la frustrazione senza essere ripresi. Viviamo in un’epoca in cui il contenuto domina tutto, quindi è una questione complessa. Mi sorprende che non ci siano telecamere nelle docce, probabilmente il passo successivo. Dobbiamo avere uno spazio privato, ma c’è sempre richiesta di riprese”, ha spiegato il serbo.
In modo più moderato, anche Jannik Sinner ha espresso il suo punto di vista: “Sappiamo che ci sono molte telecamere e a volte possono catturare momenti che non vorremmo far vedere. Le sconfitte fanno male, le reazioni sono naturali. Capisco la frustrazione di Coco, è una ragazza che lavora duramente e non ha mai parole fuori luogo. Dobbiamo essere consapevoli di essere osservati, ma a volte uno spazio privato sarebbe utile”.
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